Gorizia
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Biblioteche solo archiviali?

L’allarme lanciato dal direttore della Biblioteca Statale di Gorizia, Marco Menato, a seguito della continua riduzione del finanziamento ministeriale (con il quale ormai si pagano solo le bollette e la manutenzione ordinaria) anche all’istituzione culturale isontina

Parole chiave: Biblioteca statale isontina (25), Marco Menato (3)
Biblioteche solo archiviali?

Tempo di bilanci e di anticipazioni alla Biblioteca statale isontina.
Il 2016 è stato caratterizzato da un’intensa attività espositiva, di incontri e conferenze. Tutte attività che hanno visto il direttore prof. Marco Menato impegnato in prima persona. Pittura contemporanea e antica, grafica, fotografia, scultura e fiber art sono solo alcuni dei temi che le mostre allestite nella Galleria d’arte "Mario di Iorio" hanno proposto con ritmo quasi mensile. Molti i libri presentati, solo ultimo in ordine di tempo "Gli eretici goriziani del 1956: l’Euro-comunismo ha inizio qui? (Gorizia 2016) in ricordo di Silvino Poletto, scritto da Fiona Haig e Flavio Poletto del quale il MIBACT ha pubblicato una presentazione e una intervista audio al link http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/ sitoMiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_873679546.html.

Direttore Menato possiamo dire che il 2016 è stato contrassegnato da un potenziamento dell’attività di respiro nazionale e internazionale, grazie anche a una rete di collaborazione in crescita?

Le attività culturali svolte dalla Biblioteca continuano ad avere un buon riscontro, di pubblico e di critica, anzi forse si può dire che è l’unico settore che non risente della crisi. Infatti sono aumentate le attività sponsorizzate dalla Biblioteca, ma svolte fuori da essa, il logo della BSI è ritenuto infatti sinonimo di serietà e cultura. Di conseguenza la rete collaborativa si è continuamente ampliata ed arricchita (nel 2016 anche di una proposta proveniente dalla Croazia), mettendo probabilmente un po’ in ombra il compito fondamentale di una biblioteca, che è quello di acquisire e conservare volumi.
Molte sono state le attività svolte in altre sedi, fra le quali ricordo le mostre allestite alla galleria LegAntiqua di Federico Ossola, la mostra di Luigi Vitale a Villa Manin dal titolo "La terra dell’oro" e la rassegna "I Colloqui dell’Abbazia di Rosazzo. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga".

Sul piano del reperimento fondi quali iniziative avete avviato?

Nota dolentissina, quella dei fondi. Ormai il finanziamento ministeriale copre solo le cosiddette spese incomprimibili (bollette, manutenzione ordinaria, ecc.), il resto - in parte anche l’acquisto di volumi - è demandato alle attività di fundraising, che per una biblioteca posta in una piccola città non sono particolarmente facili a farsi.
Quest’anno per i nuovi acquisti ci hanno dato una mano la direzione del Tiare di Villesse e la libreria Voltapagina  con il progetto "Il resto fa libro". Un grazie va anche ala Fondazione Carigo, sempre disponibile per finanziare la stampa di Studi Goriziani e di qualche altro piccolo catalogo, ma il resto? Quanto si potrà ancora andare avanti, sperando nella buona sorte o nell’aiuto di qualcuno (lettori compresi)?
Sono convinto che Biblioteche come l’Isontina siano destinate a limitare moltissimo orari e funzioni. Diventeranno "Biblioteche archiviali", dove il materiale librario di ambito locale, antico e moderno, sarà conservato e offerto a pochi studiosi, in sostanza biblioteche che non saranno molto lontane dalle funzioni attuali degli Archivi di Stato.
Al posto delle biblioteche, che hanno costi di gestione altissimi, sorgeranno luoghi di incontro e di lettura, molto vicini alle moderne librerie, che probabilmente potranno alleggerire i costi gestionali offrendo altri servizi (ristorazione, giochi, ecc.).

La grande guerra è stata protagonista nel 2016, lo sarà anche nel 2017?

Sulla Grande Guerra abbiamo fatto qualcosa di utile, mi riferisco al sito www.goriziagrande guerra.beniculturali.it (attivo dal 2014), che continuerà anche dopo il 2018 ad offrire informazioni ed approfondimenti. Abbiamo chiuso l’anno con una mostra importante e che richiama proprio la Grande Guerra: Paolo Caccia Dominioni, un artista suil fronte di guerra. I Giovani artisti d’Europa cent’anni dopo.
La mostra, curata dall’arch. Marianna Accerboni, conclude una serie di altre mostre sempre dedicate a Caccia Dominioni che si sono svolte a partire da quella iniziale del 2013, inaugurata a Gorizia in Biblioteca e nella Sala Dora Bassi del Comune. Bisognerebbe ora trovare i soldi per pubblicare il catalogo di tutta questa ricerca, ma - come sempre - non sarà facile. Ma ci proveremo!

Quale la prima mostra in programma del nuovo anno?

La prima mostra del 2017 riguarda le legature di una bottega bolognese del primo Novecento, quella di Luigi Degli Esposti. Si dirà, e perché proprio a Gorizia? Il motivo è semplice: le legature, tutte in perfetto stato, provengono dalle collezioni di due medici goriziani, i dottori Ferruccio Massa e Domenico Calò.
La mostra sarà accompagnata anche da un piccolo catalogo, per il quale devo ringraziare il presidente della Fondazione Carigo, dott. Chiozza. Nei mesi estivi la stessa sarà trasferita nella prestigiosa Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio a Bologna, è una piccola soddisfazione quella di aver fatto da apripista per riscoprire questa importante legatoria bolognese, che ha lavorato per grandi editori, tipo Zanichelli, Trevese, La Nuova Italia. La mostra si inaugura sabato 14 gennaio alle ore 11 e sarà presentata dal dott. Massimo Gatta, bibliotecario dell’Università del Molise e studioso dell’editoria contemporanea italiana (suo il contributo storico pubblicato nel catalogo e in parte già anticipato sul n. 109 di Studi Goriziani).

Nel 2016 è uscito un numero della storica rivista Studi Goriziani dedicato al libro d’artista di Alberto Brambilla, proseguirete con questo trend positivo?

Il libro d’artista è da sempre un mio pallino. La raccolta che Alberto Brambilla, artista lombardo, ci ha per ora consegnato solo in comodato, costituisce una importante tassello delle collezioni speciali della Biblioteca. La mia speranza è che, magari nel 2017, Alberto decida di donarla alla Biblioteca e così  sarà possibile la presa in carico e la catalogazione (per ora il nudo inventario è stato pubblicato sul n. 109 di Studi Goriziani). E certamente la donazione del fondo potrebbe costituire anche il volano per altre donazioni.

Ritorneranno gli appuntamenti dedicati ai documentari Rai?

In primavera realizzeremo, in collaborazione con la sede Rai di Trieste e ospiti della Fondazione Carigo, una rassegna dedicata all’archeologia sommersa dell’alto Adriatico. In programma vi saranno tre incontri: due dedicati alla proiezioni di documentari realizzati dal registra Rai Luigi Zannini dal titolo "La frontiera sommersa" e"I segreti del Golfo" .
Nel terzo appuntamento lo scrittore Pietro Spirito, coautore con Zannini dei film, presenterà il suo libro "L’ antenato sotto il mare. Un viaggio lungo la frontiera sommersa".

Come procedono i lavori dell’intervento di restauro della Sala Petrarca del Trgoski dom di corso Verdi?

Entro gennaio i lavori del primo lotto di 300 mila euro saranno completati, ne occorrono altri 600 mila per chiudere il cantiere. In merito c’è un grande punto interrogativo. Le richieste fatte non hanno mai ottenuto risposta, io amaramente penso che la Sala rimarrà così, cioè con un restauro finito neanche a metà. E questa è pure l’immagine di Gorizia...

Quale il suo auspico per l’anno nuovo?

Dare vita a un progetto, che stiamo faticosamente elaborando proprio in questi giorni, per realizzare una collaborzione artistica fra le due Biblioteche, di Gorizia e Nova Gorica, coordinato dal gruppo lombardo Koinè.
Si tratta di un intervento artistico che  prevede la costruzione di una serie di installazioni fatte da artisti italiani e sloveni, in punti nodali delle due città, a partire da aprile.

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