Gorizia
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Anno difficile ma la solidarietà non si ferma

A chiusura d’anno è arrivato il momento dei bilanci anche per la sezione donatori di sangue intitolata  a Remo Uria Mulloni

Parole chiave: donatore di sangue (5)
Anno difficile ma la solidarietà non si ferma

Tempo di bilanci di chiusura d’anno per la sezione donatori di sangue di Gorizia "Remo Uria Mulloni" che al concludersi di un anno sicuramente non facile tira le fila di quelle che sono state le attività associative di promozione del dono e i risultati raggiunti grazie all’impegno e alla generosità di tutti gli associati.
Nel mese di novembre 2020 sono state raccolte 90 sacche di sangue, 28 di plasma e 6 di piastrine, per un totale di 124 donazioni mensili. Buono il confronto con il mese di novembre 2019 in cui erano state raccolte 19 sacche in meno. Dando uno sguardo complessivo all’anno 2020, da gennaio a novembre sono state raccolte 758 sacche di sangue, 279 di plasma e 30 di piastrine registrando un totale di 1067 sacche complessive a fronte delle 1001 raccolte nel periodo gennaio - novembre 2019. La sezione quindi registra un incremento del 6.6%, sopra la media provinciale che si attesta all’ 1,7%, secondo i dati elaborati e diffusi da FIDAS ISONTINA. Nonostante la pandemia e le regole più stringenti per accedere alla donazione in centro trasfusionale, i risultati possono dirsi buoni.
Continuano invece le giornate di donazione in autoemoteca, in collaborazione con il personale medico e infermieristico di Palmanova, organizzate e coordinate dal personale della sezione. Nel 2020 sono state ben quattro, una in gennaio nei pressi del Municipio ha visto scendere in campo i donatori del consiglio comunale, della giunta e del comune di Gorizia, due (giugno e settembre) sono state effettuate all’interno della caserma Montesanto, rafforzando ulteriormente il legame fra la Sezione e la Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli", e l’ultima, in ottobre, in Piazza della Vittoria ha permesso di raccogliere sacche preziose attingendo alla generosità del personale delle forze dell’ordine provinciali.
Come per tutto il mondo associativo, anche la Sezione Remo Uria Mulloni soffre della situazione pandemica che ha portato ad una notevole riduzione di tutte le attività. Una associazione che per statuto si pone come obiettivo la promozione e la valorizzazione del dono del sangue non può fare a meno di vivere attivamente nel contesto sociale in cui si trova ed opera: la riduzione di eventi ed occasioni di incontro pubbliche sicuramente ha rallentato i ritmi e le attività.
Ma la solidarietà non si ferma e la particolare situazione che stiamo vivendo ha portato ad un ripensamento dell’uso dei fondi normalmente utilizzati per le varie attività, in modo da potere fare sentire la propria presenza e vicinanza alle fasce di popolazione che maggiormente hanno risentito della pandemia. Già in agosto la direzione FIDAS isontina, coinvolgendo tutte le sezioni del territorio, aveva deciso di donare circa un terzo del budget annuale della Associazione alle amministrazioni comunali in modo da incentivare l’aiuto a persone in difficoltà economica e le iniziative a favore delle istituzioni scolastiche locale: questo importante segno di generosità va ad aggiungersi alle iniziative delle singole sezioni che già durante la prima ondata della pandemia si erano attivate con altri segni di solidarietà.
La sezione di Gorizia inoltre nella primavera aveva provveduto a realizzare un ingente numero di mascherine lavabili realizzate da enti produttivi della città e distribuite a tutti i donatori nel Centro Trasfusionale di Gorizia. Con l’avvicinarsi delle feste Natalizie, non potendo svolgere le tradizionali attività di animazione al sabato pomeriggio in Corso Verdi ed essendo sospesa la "Befana del Donatore", la Sezione ha deciso di sostenere l’iniziativa "Giocattolo Sospeso", ideata dall’associazione "Volendo continuare" e appoggiata anche dal Comune e da Confcommercio Gorizia, Club UNESCO e Spyraglio, donando alla associazione organizzatrice circa 150 giocattoli per bambini.  
I doni saranno poi distribuiti ai piccoli delle circa duecento famiglie individuate, nella massima discrezione. Una conclusione d’anno sicuramente desueta e per certi versi triste, ma che non frena la solidarietà e la voglia di aiutare dei donatori di sangue goriziani.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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