Gorizia
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7.900 cene di fraternità

Tanti i gesti da parte delle varie comunità cristiane cittadine

Parole chiave: cena (15), migrante (15), povertà (20)
7.900 cene di fraternità

Settemilanovecento sono le cene di fraternità che - grazie all’aiuto e la disponibilità delle comunità cristiane cittadine e di vari amici - sono state messe a disposizione nel corso del 2019 a favore di quanti ogni sera - prima all’oratorio di S.Rocco e dopo l’8 dicembre al Pastor Angelicus - a favore di quanti vivono a Gorizia, senza casa o sostano in città ma sono provenienti dall’estero.
Sono i numeri di un bilancio fatto di un servizio messo a disposizione a chi ne ha bisogno; soprattutto un bilancio di accoglienza ed un segno eloquente di fraternità che è fatta di solidarietà prima e poi anche di risposta alle esigenze di mettere insieme una forma di cena a conclusione di un giornata, trascorsa da giovani adulti spesso alla ricerca di sistemazione o semplicemente di attesa di avere un documento o di far maturare una situazione lavorativa. Protagonisti sono stati  la solidarietà umana e la comunione cristiana, davanti a tanta inquietudine e povertà, per persone abbandonate a se stesse, forse anche illuse e deluse.
Fra i bilanci cittadini - oltre a quello di tante persone e istituzioni, prima fra tutte la Caritas o la comunità dei padri Cappuccini e di altre associazioni - anche questo merita una segnalazione in quanto appartiene al bilancio cittadino.
I protagonisti non sono i numeri o le situazioni, ma le "persone".
Persone in carne ed ossa che chiedono un contatto umano, un riconoscimento e un gesto di amicizia che può essere anche un po’ di cena, una medicina, un vestito o solo un saluto fraterno.
Tale bilancio, dunque, merita la attenzione di tutti.
Dei cittadini goriziani che possono riconoscersi in questi gesti ed essere riconoscenti al gruppo costituito da presenze diverse che ormai da oltre un anno e mezzo svolge questo ruolo, prima al sottopassaggio di piazza vittoria, poi in diverse sistemazioni (a an Rocco, al Pastor Angelicus, al Contavalle).
Ad essi, giustamente, si devono aggiungere le autorità costituite che possono riconoscere e segnalare alla comune approvazione la passione ed il lavoro svolto a favore dei meno fortunati cittadini goriziano o in transito per le vie cittadine o alla ricerca di avere una risposta dalla burocrazia.
 Il Consiglio comunale ed il Sindaco, insieme ad altri responsabili, potrebbero - ogni sera - trovare un quarto d’ora per salutare le persone, quelle aiutate e coloro che a nome di tutti svolgono volentieri questo servizio.
Di più. In questo modo, lo stesso Consiglio comunale e gli amministratori, potrebbero collocare tale iniziativa fra i servizi alla persona; lo diciamo proprio rivolgendosi  specialmente a quelli che - anche politicamente - hanno sulla bocca la cosiddetta "centralità della persona".
Non solo, in questo modo potrebbero anche dichiarare di essere contenti che - grazie più o meno ai soliti - si è provveduto nei confronti di coloro che sono ritenuti e valutati come "non esistenti" o disturbatori dell’ordine costituito.
Per gli amministratori locali potrebbe essere utile non solo teorizzare sulla centralità della persona, ma offrire risposte coerenti con tale logica.
È il compito della politica...
Settemila novecento cancellazioni sono una buona provocazione. Anche per entrare di peso nella rubrica delle "notizie buone"! , quelle meritevoli di spazio sui giornali e i social.
Grazie e buon anno.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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