Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Un’accoglienza di famiglia per mons. Centomo

"Fare il parroco oggi è molto diverso anche da solo pochi anni fa.  Avviene all’interno di un cammino comune, espressione che ricorda il cammino sinodale che interesserà la Chiesa italiana e la nostra diocesi"

Parole chiave: monsignor Michele Centomo (7)
Un’accoglienza di famiglia per mons. Centomo

Romans d’Isonzo ha accolto, domenica pomeriggio, il suo nuovo parroco. Monsignor Michele Centomo ha fatto il suo ingresso solenne nella parrocchia di Santa Maria Annunziata di Romans, accolto da fedeli e dal sindaco, Michele Calligaris, nel suo primo incarico pubblico dopo le elezioni della prima domenica di ottobre.
Dopo il saluto l’arcivescovo di Gorizia, monsignor Redaelli, ha introdotto il nuovo parroco, augurandogli non solo un buon cammino nella nuova comunità che è stato chiamato a guidare ma anche la riapertura della chiesa parrocchiale, colpita qualche giorno fa da un lieve cedimento delle decorazioni del soffitto.
"Fare il parroco oggi - ha ricordato monsignor Redaelli nel proprio saluto - è molto diverso anche da solo pochi anni fa. Avviene all’interno di un cammino comune, espressione che ricorda il cammino sinodale che oggi papa Francesco avvia e che interesserà in particolare la Chiesa italiana e anche la nostra diocesi".
"Il fatto che tu sia stato nominato assistente diocesano dell’Azione Cattolica, contemporaneamente al tuo incarico di responsabile dell’unità pastorale di Romans e Versa, non è una semplice coincidenza, ma manifesta una particolare attenzione verso i fedeli laici che hai e che devi ulteriormente incrementare, non solo nell’ambito dell’associazione, ma anche in quello di questa unità pastorale".
L’arcivescovo ha ricordato anche come don Michele Centomo manterrà l’insegnamento e l’amministrazione della parrocchia di San Marco Evangelista a Fossalon per il tempo necessario a completare gli impegnativi lavori in corso. Infine, il nuovo parroco di Romans sarà nominato canonico del Capitolo Metropolitano.
Alla celebrazione erano presenti anche monsignor Luigi Olivo, già amministratore di Romans, don Giovanni Sponton, monsignor Arnaldo Greco e don Michele Tomasin, anch’egli già amministratore nel paese friulano.
"Già i primi contatti hanno portato entusiasmo e gioia nella comunità" ha ricordato Alberto di Cicco a nome del consiglio pastorale di Romans, Versa e Fratta. "Nell’ultima assemblea diocesana abbiamo avuto modo di vedere tre modelli di relazione tra i vari ministri e ministeri nella Chiesa, il triangolo, il cerchio e il poliedro. In questo periodo molto difficile ci siamo accorti, nel nostro piccolo, che abbiamo attuato proprio questo modello. Come un cantiere aperto dove tutti portano la peculiarità della loro differenza e cercano con umiltà di mettersi in dialogo e collaborare. Ora finalmente - ha concluso Di Cicco, abbiamo una guida che può farci proseguire in questo cammino".
Durante il saluto, non senza commozione, don Michele ha voluto salutare la nuova comunità ma anche i rappresentanti di Grado, Fossalon e Aquileia, le parrocchie nelle quali monsignor Centomo, negli ultimi anni, ha prestato servizio ringraziando "quanti, in questi anni, hanno collaborato con la preghiera e con le opere alla vita parrocchiale. Sono onorato di intraprendere questo nuovo cammino pastorale provenendo da Grado".
"Grazie - ha concluso don Centommo - per questa accoglienza di famiglia, la più semplice e la più intima al cuore. Insieme vogliamo percorrere le strade di Dio per crescere nella fraternità e nella comunione, offrendo una testimonianza bella, coerente e credibile della nostra fede, per essere cristiani per convinzione e non per tradizione".
Al termine della celebrazione il momento conviviale nel quale il nuovo pastore ha potuto incontrare i parrocchiani e, al taglio della torta assieme ai bambini della parrocchia, non è mancato chi ha espresso la propria gioia con un sonoro "viva il parroco!".
Dall’alto della torre, infine, un nutrito gruppo di Scampanotadors ha accolto il nuovo parroco con un gioioso scampanio sia domenica pomeriggio che sabato sera quando don Michele è salito sulla torre per salutare i giovani suonatori.

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