Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Storia di campane

La prima pietra della torre di Versa fu posta nel 1715

Parole chiave: campana (45), campanile (18)
Storia di campane

Se ai giorni nostri, il rintocco delle campane sembra dare fastidio a qualche persona, pare lo desse, nel lontano 1870, anche al podestà di Versa, Francesco Olivo fu Valentino, che arrivò al punto di promettere una ricompensa alimentare a colui che avrebbe fatto silenziare la campana più grande del nuovo campanile del paese, che era stato inaugurato tanto tempo prima, nel 1726, dopo 11 anni di lavori.
La prima pietra del nuovo campanile di Versa fu posata il 16 febbraio 1715, quando parroco Mario Gibelli de Gibellis era parroco di Romans, Giovanni Rea curato di Versa e Pietro Rea decano di Gradisca. La realizzazione del campanile, nel 1715 costò 3714 fiorini e nel 1718 altri 4369 fiorni per arrivare alla cornice sopra le campane
Tornando alla strana storia, documentata sulle pagine del "catapan" della parrocchia di Versa, prese il via il giorno di Natale del 1870, con forte vento, neve e freddo eccezionale. Nel suonare le campane per il funerale di Alessandro Inglessi di Trieste (venuto qui da Trieste, e dallo scisma passato - nel contrarre matrimonio - al cattolicesimo), morto impenitente il 24 dicembre, forse a causa del freddo si spezzò la campana mezzana ed in seguito si continuò a suonare con le due rimanenti, perché il Comune, pur avendo l’obbligo, non volle saperne di farla rifondere a sue spese.
I principali oppositori erano Giacomo Baldassi fu Antonio, primo deputato, ed il podestà Francesco Olivo fu Valentino. Quest’ultimo, addirittura, si disse disposto ad offrire una merenda a colui, tra i suonatori, che avrebbe rotto la campana più grande, come poi avvenne il giorno di Pentecoste del 1872.
Il 18 agosto seguente (genetliaco dell’imperatore Francesco Giuseppe I), si spezzò anche la campana piccola e Versa rimase in totale silenzio. Davanti all’indifferenza del Comune, nel 1873 si formò un comitato di 31 persone e ogni famiglia del paese firmò un’obbligazione per raccogliere il denaro necessario a coprire la spesa da sostenere per rifondere le tre campane. Messa insieme la somma, venne avviata una trattativa col fonditore, Sebastiano Broili di Udine. Il contratto venne stipulato il 16 aprile 1873. Alcuni giorni dopo le campane furono calate dal campanile ed il 24 spedite a Gorizia. Il peso delle vecchie campane era di libbre 3256.
Il 14 luglio seguente le campane, rifuse, furono benedette nell’arcivescovado di Gorizia, dall’arcivescovo Monsignor Andreas Gollmayr, alla presenza di molte persone di Versa, comprese le famiglie de Claricini. La campana grande fu benedetta col nomee di Maria, la mezzana con quello di Sant’Andrea e la piccola con quello San Rocco. Il 22 agosto 1873 furono collocate sul campanile ed il 23, nel pomeriggio, fecero sentire il loro suono armonioso.
Alla sera, per dimostrare l’allegria del popolo, il campanile fu illuminato con palloni alla veneziana, vi fu il lancio di racchette e lo sparo di mortaretti. Il giorno dopo, era domenica, il parroco di Romans, monsignor Petcosig, cantò messa e tenne il discorso di circostanza. Da segnalare che il peso delle nuove campane fu aumentato di funti 694 (antica misura pari a 0,40550 chili) e le presenti pesavano funti 3478 (1580 la grande, 1074 la mezzana, 824 la piccola).
La spesa, compreso il telaio di ferrò, che costò fiorini 400, fu di fiorini 2000".

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