Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Servizio e impegno per il bene comune

Gli Scout cormonesi hanno celebrato l’importante traguardo dei 70 anni dalla prima promessa

Parole chiave: Scout (69), anniversario (167)
Servizio  e impegno  per il bene comune

Gli scout di Cormòns, quelli tuttora iscritti alle associazioni AGESCI e MASCI e quelli che lo sono stati, si sono riuniti la sera di venerdì 7 luglio in Duomo a Cormòns per rendere grazie al Signore perché in questi 70 anni di storia il movimento scout cormonese ha contribuito a formare le persone e la comunità di Cormòns ai valori del servizio e dell’impegno per il bene comune. Proprio la Celebrazione Eucaristica è stata il modo con cui lo scoutismo cormonese ha voluto rendere grazie dei suoi 70 anni di vita. Nell’omelia della Messa il parroco e assistente ecclesiastico del gruppo scout Cormòns 1°, monsignor Nutarelli, ha sintetizzato lo stile di vita della guida e dello scout in tre parole: partenza, esperienza ed avventura. La partenza è la cerimonia che conclude il cammino formativo dello scout e della guida, ma non è l’arrivo, bensì una partenza in cui iniziare un’esperienza di servizio per contribuire a costruire un mondo un po’ migliore di quello che abbiamo trovato. Esperienza: lo scoutismo fa fare esperienza concreta di comunità, solidarietà, servizio e amicizia. Dopo aver sperimentato concretamente questi valori rimangono impressi della persona durante tutta la vita. Infine la parola avventura che racchiude la volontà di vivere con gusto e gioia la vita, accettando le sfide, non solo quando si è adolescenti, ma anche quando si è adulti.
Al termine della celebrazione in Duomo gli scout assieme ai familiari e simpatizzanti si sono spostati nella Sala Civica del Comune dove si è fatto memoria dei 70 anni di storia del gruppo dando la parola a un capo scout per ogni decennio della storia dello scoutismo.
Il primo a prendere la parola è stato Mario Scotti che era tra coloro che hanno vissuto la cerimonia della Promessa proprio domenica 6 luglio 1947. Mario ha raccontato che la sera di sabato 5 luglio 1947, la sua veglia d’armi prima della promessa, è stato il primo a sfilare dal ricreatorio verso il duomo, perché portava la fiamma di reparto, un alpenstock con una piccola bandiera che rappresenta il reparto. Sente ancora i rumori di quella sera: il ticchettio degli alpenstock e il calpestio dei passi sulla strada. In Duomo ci ha accolto il suono dell’organo e poi il silenzio illuminato dalle candele accese che mi sembravano delle stelle del cielo, forse per l’effetto delle lacrime che uscivano dai miei occhi.
La domenica mattina dopo la Messa le prove della promessa, che sono state indispensabili perché erano tutti emozionati, e nel pomeriggio la cerimonia della Promessa scout.
Per il decennio successivo ha portato la sua testimonianza Ada Moretti che ha vissuto con sana invidia quel giorno delle promesse del 6 luglio 1947, perché a differenza di Luciano, suo fratello, lei era una ragazza e non poteva diventare scout. Don Plet, venendo a conoscenza che alcune ragazze desideravano iniziare l’esperienza del guidismo, aveva chiesto al gruppo delle guide del Monfalcone 1° di aiutare alcune ragazze cormonesi a fondare un gruppo dell’Associazione Guide d’Italia come si chiamava l’associazione che in quegli anni raggruppava le guide.
Ada dopo aver vissuto il campo scuola per capo guide a Santo Stefano di Cadore nel 1955 vive la sua cerimonia delle promesse fondando il gruppo delle guide del Cormòns 1°.
Sono seguite le testimonianze dei decenni successive di Luciano Cantarutti, Nadia Ritano, Paolo Della Rovere, Michela Toros e Chiara Berini. In particolare Nadia ha raccontato che assieme a Gianna, Antonella e Marisa il 6 giugno 1976 nella casa del mobile a Cormòns, perché sia il Duomo che il ricreatorio di Cormòns non erano agibili a causa del terremoto, hanno recitato la loro promessa permettendo la continuazione del gruppo scout cormonese. Infatti l’esperienza del guidismo a Cormòns, nata dalle promesse del 10 luglio 1955, si è interrotta per mancanza di capi donne nel 1967. Nel 1974 dalla fusione dell’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e dell’AGI (Associazione Guide d’Italia) ha costituito l’AGESCI che prevedeva la coeducazione, in altre parole l’educazione di ragazze e ragazzi assieme. I gruppi scout per poter continuare la loro vita dovevano avere al loro interno non solo ragazzi scout, ma anche ragazze guide. Le quattro guide hanno avuto il loro battesimo nello scoutismo in un campo di servizio nella Carnia colpita dal terremoto del ’76.
Durante la serata il magister del MASCI, Enzo Chimera, ha ricordato che il 18 ottobre 2017 si ricorda i 30 anni della fondazione della comunità degli adulti scout.
I festeggiamenti per il 70° continueranno con molte attività che avranno il suo culmine nel fine settimana del 30 settembre, 1 e 2 ottobre.

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