Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Sempre più poveri nella nostra regione

Incontro di approfondimento e conoscenza a Romans d’Isonzo

Parole chiave: povertà (19), Caritas (126), Friuli Venezia Giulia (2)

Un tempo i poveri erano soprattutto persone anziane, mentre oggi, a causa della crisi economica che continua a mordere, l’età media è scesa e la povertà colpisce principalmente adulti e famiglie con figli a carico.
È quanto è venuto alla luce nel corso dell’incontro dal titolo "E’ vero che ci sono dei poveri tra di noi?", che si è tenuto all’auditorium "Mons. Galupin", a Romans d’Isonzo. Incontro promosso dalla locale Parrocchia, per sviluppare il tema della povertà nella nostra regione e al quale erano presenti ed hanno portato la loro testimonianza, alcuni rappresentanti degli osservatori delle quattro Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia. Operatori e volontari che da anni collaborano con la Regione per costruire un osservatorio sulle politiche di protezione sociale e delle povertà.
Dopo il saluto del parroco don Flavio Zanetti, è stata Manuela Celotti, della Caritas di Udine, a fornire i dati raccolti nei 4 centri diocesani della Caritas del FVG, ma pure nei 42 centri di ascolto territoriali, presenti in ambito regionale. Il sistema dei servizi sociali della regione FVG - ha fatto inizialmente presente la Celotti - suddivisi in ambiti socio-assistenziali, nel 2016 ha preso in carico ben 62785 persone, pari al 5 per cento dei residenti nella nostra regione, sottolineando che la povertà sta colpendo sempre di più le persone adulte, in controtendenza a quanto succedeva un tempo, in cui le persone povere erano soprattutto quelle più anziane, mentre la povertà oggi si concentra maggiormente nelle città, a causa della crisi economica e di una ripresa che stenta ad arrivare.
Ci sono poveri stranieri ma pure poveri italiani, di cui molte famiglie con figli a carico, in seno alle quali la povertà dei genitori genera la successiva povertà dei figli, che spesso diventano delle persone emarginate. Dei soggetti presi a carico dai servizi sociali nel 2016, le persone adulte sono  state 31186, pari al 49,7 per cento dell’utenza complessiva, con un aumento dell’11,5 per cento rispetto al 2015.
I soggetti che nel 2016 hanno beneficiato del MIA, ovvero della misure di integrazione attiva regionale, considerato un reddito di cittadinanza, sono state 15563, di cui molte famiglie con figli a carico, per complessive 43 mila persone circa, che vivono con un reddito inferiore ai 6 mila euro di Isee all’anno. Va aggiunto che il 60 percento di queste 43 mila persone, vive con un reddito Isee inferiore ai 3 mila euro annui, ovvero in condizione di povertà assoluta.
Passando al distretto Alto Isontino, di cui fa parte anche il comune Romans, nel 2016 i residenti erano 68822, gli stranieri 4630, mentre gli utenti in carico ai servizi sociali sono stati 3293, di cui 353 di età minorile. Gli adulti sono stati 1672: nel 2012 gli adulti in carico erano 1039, quindi dal 2012 al 2016 sono aumentate di ben 600 unità, le persone adulte che sono entrate a carico dei servizi sociali. Gli anziani hanno toccato quota 1268, gli stranieri 557, pari al 17 per cento delle persone a carico dai servizi sociali. Le persone sole hanno raggiunto quota 1197, le famiglie 779, o nuclei monogenitoriali, 407. Nell’ambito Alto Isontino, sono stati 953 i nuclei familiari che nel 2016 hanno beneficiato della MIA, in quanto avevano un reddito inferiore ai 6000 euro. Questi stando ai dati forniti dalla Regione e dall’Istat, che offrono un quadro completo della situazione regionale - ha concluso la Celotti - dicendo che ci sono dei poveri anche tra di noi, in aumento, nelle città ma pure nei piccoli paesi.

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