Cormons - Gradisca d'Isonzo
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San Giorgio, un punto di riferimento per il territorio

Riaperta il 25 aprile, giorno della ricorrenza della sua dedicazione, la chiesa edificata sul colle di Brazzano, risalente a circa 700 anni fa

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San Giorgio, un punto di riferimento per il territorio

Grande festa sul colle di Brazzano per la riapertura della chiesa di San Giorgio avvenuta il 25 aprile, data in cui avvenuta la sua dedicazione. La chiesa è stata riaperta al culto con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal parroco monsignor Paolo Nutarelli presente anche don Fausto Furlanut e accompagnata dalla corale diretta da Aldo Lipone. Numerosi i brazzanesi che sono saliti sul colle per partecipare al rito.  "Questa chiesa è tanto cara ai brazzanesi e non solo - ha detto il parroco -, è un punto di riferimento per tutto il territorio, ma questa chiesa ha un significato perché è una comunità che si ritrova, che si prende non solo cura della chiesa ma anche delle persone. E San Giorgio che uccide il drago, rappresentato al centro dello splendido altare ligneo, rappresenta la forza che dobbiamo avere per non perdersi d’animo, per vincere la paura".
Alla celebrazione sono interventi anche la vice sindaco Lucia Torosa e l’assessore comunale Paolo Nardin, La vicesindaco Toros nel suo intervento ha sottolineato la  fattiva collaborazione  tra amministrazione comunale e parrocchia che ha permesso non solo di restaurare la chiesa di San Giorgio ma anche altre realtà del territorio come le chiese di San Leopoldo e Giassico. È stato trovato un accordo con l’amministrazione comunale anche per la gestione dell’orologio campanario, che fino a pochi mesi fa era curato da Franco D’Elia, la cui figura è stata ricordata da monsignor Nutarelli: "oggi Franco ci guarda dal cielo con il suo sorriso". Al termine della messa, il parroco ha donato a tutti i presenti una cartolina raffigurante la chiesa di San Giorgio realizzata nel 2004 per il XVII centenario del martirio di San Giorgio.
L’edificio sacro era chiuso da due anni dopo che si erano verificati pericolosi distacchi di intonaci dalla torre campanaria. I lavori di manutenzione, che hanno interessato anche la revisione della copertura con la sistemazione dei coppi per prevenire infiltrazioni all’interno dell’edificio.
La chiesa di San Giorgio, che è il patrono di Brazzano e di cui la parrocchia porta il nome, è il simbolo del paese. Emerge con il suo biancore dal verde del colle con il suo robusto campanile alto 20 metri. È uno dei pochi campanili del Collio che terminano con una merlatura di tipo ghibellino, ma fino agli anni Venti il campanile terminava con una cuspide, che venne poi demolita.
La prima chiesa sorse circa 700 anni fa sulle rovine di un castello distrutto nel 1257 dal conte di Gorizia Mainardo in lotta contro il patriarca Gregorio. La chiesa subì nei secoli vari lavori di restauro e rifacimento quella che oggi ammiriamo risale al XVI secolo anche se sono stati effettuati successivamente interventi di restauro e di straordinaria manutenzione come riportano alcune iscrizioni che si trovano all’interno della chiesa. In particolare uno dei lavori di restauro fu effettuato nel 1881 come riporta la data che si trova sul pavimento all’ingresso del tempio. Altri lavori di consolidamento vennero effettuati nel 1979 dopo che la chiesa subì danni dal terremoto di tre anni prima.
All’interno della chiesa, che presenta un’aula rettangolare, è conservato un pregevole altare ligneo policromo e riccamente dorato del 1563, attribuito allo scultore cividalese Girolamo Ridolfi. Ripartito in due piani, con tre nicchie ciascuno, quello alla base presenta al centro San Giorgio e il drago; quello superiore raffigura la Madonna con il Bambino. ora custodita per motivi di sicurezza nella parrocchiale di Brazzano. Entrambi i piani sono affiancati da statue di santi. In cima una piccola edicola rappresenta l’Eterno Padre. A fianco di questa scultura c’erano due statue di serafini, rubate nel 1968 e mai più ritrovate. Come pure il paliotto che si trovava sotto l’altare. Si può anche ammirare, alla destra dell’arco trionfale, che separa la navata dal presbiterio, un altare laterale, pure in legno, costituito da un trittico intagliato e dipinto da Giovanni Martini.
All’esterno della chiesa, appoggiate o incastonate nei muri sono conservate alcune lapidi funebri a testimonianza che attorno alla chiesa, come era usanza nei secoli passati, vi era un cimitero. Li fu sepolto anche il conte Francesco di Manzano prima che i suoi resti venissero traslati nella chiesa di Santo Stefano a Giassico, suo borgo natale.
Di interesse storico vi sono anche alcuni reperti antichi, inseriti in una nicchia che si trova sopra la porticina laterale di ingresso della chiesa. Secondo lo studioso Sergio Tavano - documentò negli anni Sessanta il patrimonio storico e artistico della chiesa di San Giorgio approfondito poi assieme ad Antonietta e Giorgio Bergamini in "Cormons quindici secoli d’arte" del 1975 -  si tratta di parte un sarcofago risalente probabilmente al tardo terzo secolo d. C. Sopra questo pezzo di sarcofago, pure murato, vi è un frammento di marmo con un’iscrizione che risale alla metà del secolo VIII.

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