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Salvatore Colella: una vita al servizio degli altri

E’ mancato dopo una breve malattia

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Salvatore Colella: una vita al servizio degli altri

Originario di Palermo, dove era nato 83 anni fa, aveva eletto Gorizia come sua città d’adozione per la quale si era speso come dirigente dell’Inas Cisl, amministratore comunale e giornalista. Lascia nel dolore la moglie Rita, i figli Graziella, Patrizia e Gianfranco, i nipoti Tanja, Sonja, Pietro, Davide, Matteo e Micol. Mercoledì 4 novembre si svolgeranno le esequie a Sant’Anna, nella chiesa del borgo dove Salvatore abitava da molti anni.

Una risata aperta, solare, che non poteva non contagiare e regalare un po’ di buonumore. È così che ho conosciuto Salvatore Colella nelle stanze della vecchia sede di Voce Isontina, Arcivescovado. Erano gli anni Settanta e lui da qualche anno collaborava con il settimanale diocesano, allora diretto da don Maffeo Zambonardi. Ha curato per anni una seguita rubrica sui temi della previdenza sociale, che erano il suo pane quotidiano. Fin da giovane si era appassionato alla vita sindacale ed era emigrato dalla sua Sicilia per assolvere ai vari incarichi che gli venivano affidati.Responsabile zonale della Cisl, in provincia di Roma dal 1955 al 1957, aveva ricevuto subito dopo l’incarico di direttore provinciale del Patronato Inas-Cisl, diventandone il più giovane dirigente di patronato d’Italia, con una carriera che lo aveva poi portato praticamente a dirigere tutte le sedi provinciali del Friuli Venezia Giulia, terminando la sua carriera sindacale nella sede goriziana, nel settembre 1990. Proprio questi tipo di lavoro lo aveva portato a contatto diretto con varie problematiche sociali e si era sempre prodigato per dare una mano a chi gli chiedeva un aiuto, ai più deboli, ai lavoratori, ai pensionati e ai cittadini in generale.

È stato un uomo che aveva nella famiglia uno dei suoi punti cardinali ed anche di una profonda Fede vissuta fino agli ultimi giorni. Ma la sua è stata soprattutto una vita al servizio degli altri. E non è uno slogan: è un riconoscimento sancito anche dalla motivazione con la quale il presidente Giorgio Napolitano nel 2010 gli aveva conferito l’onorificenza a Cavaliere della Repubblica.

La sua è stata anche una intensa vita politica, Più volte è stata eletto con la Dc nel Consiglio comunale di Gorizia: la prima volta nel 1970 e poi ancora nel 1980 e nel 1990. Aveva ottenuto, grazie alle sue vaste conoscenze legate soprattutto alla sua attività professionale, sempre vasti consensi. Nel 1990 sfiorando le mille preferenze risultò secondo dietro al sindaco Scarano, che lo chiamò in giunta come assessore alle Politiche sociali.

Lasciò la politica nel 1993 e si gettò con energia e passione a rivitalizzare in qualità di presidente l’Associazione culturale e ricreativa siciliana di Gorizia. E qui emerse tutta la sua sicilianità, mai rinnegata nonostante i tanti anni trascorsi in riva all’Isonzo. Due mesi fa, in uno dei messaggi whatsApp che ci scambiavano, mi aveva confidato che “un po’ per l’età e un po’ per motivi di salute, la mia bella Sicilia adesso la vedo solo in televisione”.

Poco più di un mese fa aveva ricevuto un riconoscimento dall’Ordine dei giornalisti per i 50 anni di iscrizione all’albo, un’attività pubblicistica, che aveva svolto per tanti anni a Voce Isontina e poi anche al quotidiano Il Piccolo legando la sua amicizia con tanti giornalisti.

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