Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Medea in festa per il Patrono S. Antonio

Domenica 13 giugno nella chiesetta sul colle che sovrasta il paese

Parole chiave: patrono (146), Sant'Antonio (19)
Medea in festa per il Patrono S. Antonio

Medea non rinuncia alle celebrazioni per la festività di Sant’Antonio.
I riti torneranno a rinnovarsi domenica 13 giugno, presso l’antica chiesetta sul Colle dedicata al Santo Patrono.
Lo svolgimento sarà condizionato dall’emergenza sanitaria con un programma più breve rispetto agli anni passati e così le Sante messe alla mattina saranno celebrate alle 5, alle 6.30, alle 8 mentre alle  11 è prevista la messa della Prima Comunione con la partecipazione di 8 bambini.
Nel pomeriggio alle 18 sarà celebrata la messa in friulano.
Nel corso dei riti religiosi non verrà quest’anno distribuito il pane di Sant’Antonio, mentre durante il rito in lingua friulana verrà consegnato, da parte del Sindaco, Igor Godeas, a nome dell’Amministrazione Comunale, l’olio per la lampada che arde davanti all’immagine di Sant’Antonio, presente nella chiesa parrocchiale per chiedere al Santo taumaturgo di vegliare, come ha fatto in passato, sulla comunità di Medea.
"Solo per quest’anno - sottolinea il parroco don Federico Basso - il programama delle messe è in numero ridotto, perchè tra un rito e l’altro secondo le normative anticovid è prevista la sanificazione della chiesa. L’auspicio è che dall’anno prossimo tutto possa tornare alla normalità e si possa celebrare il Santo patrono con tutti i momenti previsti dalla tradizione ".  
La venerazione per Sant’Antonio da Padova, celebrato dalla Chiesa il13 giugno, è una tradizione che a Medea affonda le sue radici nei secoli passati.
La chiesetta,che si pensa risalga al XIII secolo, nota pure come chiesa dedicata all’Esaltazione della Santa Croce, è raggiungibile a piedi, salendo la suggestiva scalinata, composta da oltre 340 gradini, che inizia ai piedi del colle, oppure in automobile, percorrendo la strada asfaltata che parte a fianco del cimitero.
Da ricordare in modo particolare la dedizione al taumaturgo da parte di molti paesi vicini, che il 13  giugno di ogni anno arrivavano e ancora oggi arrivano in pellegrinaggio sul Colle, dove già a partire dalle 5 del mattino iniziano ad essere officiate le messe.
Tra le "21 ville" di cui si fa cenno nei documenti storici si ricorda la comunità di Jalmicco, che arrivava di mattina presto in processione,in seguito ad un voto fatto al Santo, per affrancarsi da una malattia.
La confraternita di S Antonio, presente a Medea  fino al XIX secolo, offriva ai devoti di ciascuna villa che venivano sul Colle a chiedere la protezione del santo, per la ricorrenza, una secchia di vino e alcune ceste di pane.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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