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La comunità di Mossa in festa per il patrono

Mercoledì 30 la solenne liturgia in onore di Sant’Andrea. Per la prima volta sarà conferito l’omonimo premio.

Parole chiave: patrono (139), premio (80), celebrazione (114)

La comunità di Mossa, mercoledì 30 novembre festeggerà il suo patrono Sant’Andrea apostolo. Alle ore 19,00 annunciata da un solenne concerto del locale gruppo degli scampanotadors sarà celebrata nella parrocchiale la Messa solenne accompagnata dalla corale "San Marco".
Il rito sarà presieduto da mons. Gino Pasquali, del quale ricorre quest’anno il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale.
Per la prima volta sarà conferito il "Riconoscimento sant’Andrea 2016" a una persona stimata della comunità che per decenni ha curato, con uno spirito di servizio encomiabile, la chiesa parrocchiale.
Saranno visibili anche dei lavori realizzati dai bambini e ragazzi del catechismo in riferimento al patrono e alla meravigliosa e preziosissima pala del pittore del ’500,
Durante Alberti di Sansepolcro che troneggia sull’altar maggiore. Il pittore, attivo ai tempi di Gregorio XIII (1572/1585) e di Sisto V (1585/1590), fu chiamato soprattutto a dipingere per le chiese romane, ma anche per altre città. Ricorda infatti, nel suo Libro dei Conti, un Martirio di Sant’Andrea inviato a Bologna nel marzo 1588, per il quale aveva ricevuto un acconto il 9 settembre 1587 da padre Giovanni Battista Lambertini.
Negli anni Venti del Novecento l’opera ricompare in una sede imprevista, cioè la chiesa parrocchiale di Mossa, un paese la cui storia è strettamente connessa a quella dei baroni Codelli von Fahnenfeld, a partire dal Settecento.
Non si sa nulla in merito al passaggio del quadro dall’Emilia al Friuli, ma il prof. Andrea Ugolini azzarda un’ipotesi, legata al fatto che in quegli anni un Codelli frequentava l’Università di Bologna, imbattutosi nella pala, può averla acquistata, per poi cederla alla nuova chiesa in costruzione nell’ambito della parrocchia che era giuspatronato di famiglia fino dal 1753.
Quello che sappiamo per certo, da testimonianze dirette, è che il parroco don Eugenio Pividor acquisisce nel 1927, anche grazie a una straordinaria raccolta di offerte della popolazione di Mossa, la grande tela, andando a prelevarla personalmente a Trieste e nello stesso anno inaugura la chiesa alla presenza dell’arcivescovo di Gorizia, Francesco Borgia Sedej.
La Pala di Sant’Andrea dunque sarà "festeggiata" unitamente alla chiesa che la conserva il prossimo anno in occasione del novantesimo della dedicazione, ma sarà ammirabile da tutti nel suo splendore, già in occasione della prossima festa patronale.

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