Cormons - Gradisca d'Isonzo
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L’umanità e la semplicità del vescovo Pietro

Partecipata serata culturale a Romans d'Isonzo

Parole chiave: monsignor Pietro Cocolin (2), migrazione (5)

Aiutiamoli in casa loro: Pietro Cocolin e altri missionari ne parlavano quaranta anni fa, ormai è troppo tardi". A pronunciare il tanto, riferendosi al fenomeno dell’emigrazione, tema dominante dei giorni nostri, è stato il professor Ferruccio Tassin, all’inizio del suo intervento in occasione della serata del "Martedì d’Autore", che si è tenuta nella sala del centro culturale di Casa Candussi - Pasiani, a Romans d’Isonzo. Una serata per ricordare la figura e l’opera del compianto quanto indimenticato arcivescovo di Gorizia, monsignor Pietro Cocolin (Saciletto 1920 - Gorizia 1982).
L’incontro, dal titolo "Il Pastore del Concilio", è stato promosso dal Circolo "Mario Fain", assieme al gruppo di ricerca "I Scussons" e alla Parrocchia di Santa Maria Annunziata, di Romans, unitamente all’associazione internazionale "Terre di confine", di Visco, col patrocinio del Comune di Romans, della Fondazione Carigo e della BCC di Staranzano e Villesse. Con le sue parole iniziali a cui ha fatto seguito una lunga e apprezzata relazione, il professor Tassin ha voluto sottolineare che Pietro Cocolin, nato in una terra ruggente emersa da schiavitù e miseria, aveva la capacità di vedere molto lontano ed è stato a suo tempo uno dei promotori dell’evangelizzazione in terra africane come la Costa d’Avorio, operando col Centro missionario diocesano di Gorizia. Tutto ciò viene riportato anche nel libro di Renzo Boscarol, che ha introdotto la serata, dal titolo "Monsignor Pietro Cocolin", per la collana Testimoni di vita (edizione di "Voce Isontina").
Libro che è stato presentato nel corso dell’incontro dai due relatori presenti, Ferruccio Tassin e don Giovanni Sponton, parroco di Sagrado, che attraverso una lunga chiacchierata hanno messo in risalto il carattere tenace e le difficoltà dei tempi in cui si è mosso mons. Cocolin, uomo semplice, di grande umanità, di dialogo fra culture e lingue diverse, sempre vicino al mondo del lavoro, che aveva trovato in lui un importante punto di riferimento. Gli ha reso onore anche l’ex sindaco di Aquileia, Lodovico Nevio Puntin, presente tra il pubblico, che ha ricordato mons. Cocolin anche attraverso gli accesi confronti istituzionali avuti con lui su svariati temi, ma dai quali è sempre emersa la grande umanità dell’arcivescovo.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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