Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Il "grazie" lungo 150 anni

Celebrato l’anniversario dell’opera delle Suore della Provvidenza a favore della popolazione della città collinare e dell’intera diocesi

Parole chiave: Suore della Provvidenza (7), anniversario (164)
Il "grazie" lungo 150 anni

E' il giorno del grazie. Il grazie alle Suore della Provvidenza che da 150 anni operano attivamente a Cormons. Un grazie venuto dall’arcivescovo Carlo Redaelli, che sabato scorso ha presieduto il rito eucaristico concelebrato anche dal parroco don Paolo, da don Fausto, da don Mirko e dall’abbe Pierre; un grazie è stato espresso dal sindaco Patat, e infine un grazie, silenzioso ma sincero, è giunto dalla comunità cormonese che ha affollato il santuario non solo nel giorno della rievocazione, ma pure nei diversi appuntamenti che hanno caratterizzato questo mese di gennaio: dall’Ottavario all’apertura della porta della Misericordia, all’oasi giubilare della misericordia.
E sulla misericordia, legata all’anniversario delle Suore della Provvidenza, ha incentrato la sua omelia l’arcivescovo. "Sono certo di non sbagliare nel dire che ciò che esprime in una parola la presenza di queste suore per 150 anni è proprio la misericordia di Dio. Non è forse testimoniare la parola di Dio - ha affermato monsignor Redaelli - il prendersi cura dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi e della loro educazione umana e cristiana? Non è misericordia farsi vicino agli ammalati, curarli, confortarli, incoraggiarli? E l’attenzione ai poveri, concreta e fattiva, non è forse misericordia. Anche la vicinanza premurosa e discreta alle famiglie, l’accompagnare le loro vicende, la compassione verso i loro drammi, la condivisione della loro gioia per un bambino che nasce, per due giovani che si sposano, per una guarigione insperata, non è forse misericordia?". Dopo aver ricordato le suore anziane e ammalate, il presule ha sottolineato che "dobbiamo allora ringraziare per tutta questa misericordia che le Suore della Provvidenza hanno testimoniato in questi 150 anni e anche ringraziare in anticipo per la testimonianza che daranno nei decenni futuri". l sindaco Patat, presente al rito assieme all’assessore Nardin, ha affermato che i "cormonesi sono fieri e orgogliosi per quello che le suore hanno fatto e cioè hanno contribuito alla crescita della città". Patat ha poi ricordato "l’apertura della scuola prima e dell’asilo poi, il servizio di l’impegno continuo e instancabile per gli altri, l’assistenza ai malati, l’attenzione per i più poveri, i bisognosi in particolare negli anni tragici delle due guerre quando le famiglie si rivolgevano alle suore per avere un pezzo di pane e un piatto di minestra. A loro va la riconoscenza e la gratitudine per quello e quanto hanno fatto". "Siamo contenti - ha concluso il sindaco - di poter contare ancora su di loro, sulla loro opera importante per la nostra città e verso chi ha bisogno. Grazie suore".
Un applauso spontaneo si è levato dai fedeli, come un applauso ha salutato la fine del discorso di suor Ester, madre generale della congregazione. "Per noi Suore della Provvidenza è oggi un giorno di grande gioia perché festeggiamo 150 anni di Provvidenza, 150 anni di amore straordinario di Maria, Rosa Mistica e madre della Provvidenza verso di noi. Sento qui presente il fondatore, san Luigi Scrosoppi, le centinaia di sorelle che dal cielo ci guardano con affetto grande, perché da qui, da questa casa, sono passate alle nozze eterne con lo Sposo, da tutte tanto amato e desiderato.
Nel rievocare brevemente i 150 anni di storia del convento cormonese, suor Ester ha voluto ricordare Orsola de Grotta che nel 1714 istituì la congregazione delle Consorelle di carità della Dottrina cristiana (soppressa nel 1812 dalle leggi napoleoniche) e che, oltre al convento, realizzò la chiesa dedicata a Santa Caterina. Di quella congregazione, le Suore della Provvidenza, giunte a Cormons il 23 gennaio 1866, ereditarono il convento ma anche il culto, che poi diffusero e ampliarono, alla Madonna venerata sotto il titolo di Rosa Mistica, e ripresero l’attività scolastica e l’istruzione "alle fanciulle povere di Cormons e dei luoghi vicini".
"Dal lontanto 1866 - ha ricordato suor Ester - in questa casa sono state scritte pagine meravigliose di storia che parlando di santità di vita, di preghiera incessante, di instancabile missione educativa a favore di bambini, ragazze, giovani; parlano ancora di dedizione piena ed eroica a profughi, feriti, ammalati, come è testimoniato nelle cronache del convento, soprattutto durante la prima guerra mondiale. Parlano ancora di una grande missione di carità vissuta dalle suore ammalate e anziane nell’offerta continua della loro sofferenza e malattia, e dalle sorelle che le assistono, in un servizio instancabile e pieno di amore". "Proprio questa casa di Cormons - ha concluso la madre generale - che a chi la guarda superficialmente può sembrare chiusa e lontana dal mondo, è invece diventata cuore pulsante della nostra famiglia religiosa. Qui veniamo a chiedere sostegno spirituale e coraggio prima di ogni nuova missione. Qui vengono volentieri le giovani suore di tutto il mondo per imparare come vivere la fedeltà a Dio ella Chiesa e per imparare dalla testimonianza viva di ogni giorno, che cosa significa non aver paura di dare fino in fondo la propria vita per i fratelli".
Nel santuario di Rosa Mistica, mentre ogni venerdì fino al mese di giugno sarà sede dell’oasi di misericordia, martedì 2 febbraio si vivrà l’appuntamernto giubilare della vita consacrata. Alle 20 la messa sarà presieduta dal vescovo emerito monsignor Dino De Antoni.

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