Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Cormons e Brazzano in festa per i patroni

Solenne liturgia venerdì 23 aprile in Sant’Adalberto; domenica 25 la celebrazione sul colle di San Giorgio

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Cormons e Brazzano in festa per i patroni

Nella Collaborazione pastorale due comunità renderanno omaggio ai loro patroni.
Venerdì 23 aprile Cormons celebrerà la festa del patrono Sant’Adalberto. E lo farà quest’anno in presenza con una solenne Messa che sarà celebrata alle 18.30  nel duomo, che è intitolato proprio al santo.
Al rito, oltre alle autorità comunali, saranno invitati i rappresentanti di tutte le associazioni di volontariato del territorio, che in quest’ultimo anno si sono prodigati per aiutare la popolazione in questi lunghi mesi caratterizzati dalla pandemia da coronavirus.
Sarà un modo per esprimere il grazie a questo mondo fatto di tante persone - i nuovi angeli- che, spesso in silenzio e senza alcuna propaganda, spendono il loro tempo libero per dare una mano a chi è in difficoltà.
Sempre nell’ambito delle manifestazioni per la festa patronale, mercoledì 21 aprile alle 18.30 sarà proposto l’incontro di preghiera e di riflessione "Vespri d’arte - alle radici della nostra Fede". Il canto dei Vespri sarà accompagnato da un’ntroduzione della dottoressa Tomat sui beni artistici presenti in duomo, che il prossimo anno festeggerà i 200 anni della sua consacrazione.
A Cormons la vocazione a sant’Adalberto - conosciuto nel mondo slavo con il nome di Vojtech - risale a molti secoli addietro e la prima citazione a questo santo risale al 1328.
Già la precedente pieve era intitolata al santo ucciso da forze pagane nel 997 in Pannonia. Il martirio di Adalberto è raffigurato nella lunetta centrale del soffitto del duomo realizzato nel 1883 da Leonardo Rigo.
E ci sarà festa anche a Brazzano, che celebra il patrono San Giorgio.
E lo farà come è tradizione domenica 25 aprile con una messa che sarà celebrata all’esterno della storica chiesetta di San Giorgio, che si erge sull’omonimo colle, e che nel pregevole altare ligneo del ’600 opera di Girolamo Ridolfi è raffigurato il santo mentre uccide il drago. La chiesa di San Giorgio è il simbolo del paese oltre ad essere stata per secoli la parrocchiale del paese oggi trasferita nella settecentesca chiesa dedicata a San Lorenzo.
La chiesa di San Giorgio emerge con il suo biancore dal verde del colle con il robusto campanile alto 20 metri.
E’ uno dei pochi campanili del Collio che terminano con una merlatura di tipo ghibellino, ma fino agli anni Venti il campanile terminava con una cuspide, che venne poi demolita.
La prima chiesa sorse circa 700 anni fa sulle rovine di un castello distrutto nel 1257 dal conte di Gorizia Mainardo in lotta contro il patriarca Gregorio. La chiesa subì nei secoli vari lavori di restauro e rifacimento quella che oggi ammiriamo risale al XVI secolo anche se sono stati effettuati successivamente interventi di restauro e di straordinaria manutenzione come  riportano alcune iscrizioni che si trovano all’interno della chiesa.
Gli ultimi interventi di straordinaria manutenzione risalgono a quattro anni fa.

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