Cormons - Gradisca d'Isonzo
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150 anni di storia... di un putto

La statua ha visto idealmente la trasformazione dell’approvigionamento dell’acqua dalle pubbliche fontane all’acquedotto

Parole chiave: fontana (1), putto (1)
150 anni di storia... di un putto

Cmpie 150 anni il putto che adorna la fontana di piazza Marconi popolarmente conosciuta come fontana dei frati. È lì da oltre 60 anni perché in precedenza faceva la sua bella figura nelle fontane di piazza Libertà e ancora prima di piazza 24 Maggio. È proprio in quest’ultima piazza, allora chiamata Locatelli, che venne inaugurata nel 1868. Di un anno prima è invece la decisione dell’Amministrazione comunale di potenziare la fornitura idrica pubblica come si legge in un documento del 22 gennaio 1902. Si tratta di una lunga lettera che il podestà di allora Giuseppe Leghissa aveva inviato alla Provincia contro il ricorso presentato da alcuni consiglieri comunali contro lo spostamento della fontana che si trovava dinanzi alla chiesa di Rosa Mistica per far posto al monumento a Massimiliano I. Si legge nella lettera che "nel 1867, nell’intento di sopperire alla carenza d’acqua, il Comune fece costruire un acquedotto, aprendo all’uso della popolazione tre fontane, una a 4 getti (poi ridotti a due) in piazza Locatelli, la seconda in piazza Cumano con due getti d’acqua e la terza a un getto in via San Mauro". Di quest’ultima si è persa traccia documentale ma è probabile che venne realizzato dove oggi si trova la fontanella, all’angolo tra le vie Dante e Battisti.
Oltre alle tre fontane vi erano, agli inizi del Novecento, otto pozzi comunali e 70 pozzi privati da cui la gente attingeva l’acqua per l’uso domestico.
La fontana pubblica che si trovava in piazza Cumano (attuale piazza Libertà) fu dotata di una vasca solo nel 1892. Fino ad allora, si legge ancora nel documento comunale, "gli abitanti del rione di piazza Cumano si recavano ai pozzi per l’acqua a uso domestico e dalla fontana per uso potabile". Con la costruzione della vasca, la fontana venne utilizzata come abbeveratoio del bestiame e ciò aveva suscitato non poche perplessità tra gli amministratori che ritenevano "confacente forse per un misero villaggio, ma indecoroso per l’importante e grossa borgata di Cormons". Era questa una delle motivazioni per cui il Comune riteneva di spostare la fontana dinanzi a Palazzo Perusini-Cumano per far posto al monumento.
Nonostante le polemiche, che infervoravano in quei primi anni del Novecento il dibattito nella cittadinanza - l’opposizione era guidata dai nazionalisti che dietro alla contrarietà allo spostamento della fontana si celava la contrarietà all’erezione della statua all’imperatore asburgico - nel 1902 la fontana venne spostata di una cinquantina di metri collocandola dinanzi a Palazzo Perusini-Cumano, oggi sede della banca Unicredit.
Nel 1907, in seguito alla ristrutturazione di piazza Locatelli, venne rimossa la fontana e il putto venne tolto e collocato nella fontana di piazza Cumano. Vi restò fino per una cinquantina d’anni abbellendo la piazza, ma anche continuando nei primi decenni dello scorso secolo la sua funzione di fontana pubblica almeno fino all’arrivo dell’acquedotto nelle case private.
Numerose fotografie e cartoline d’epoca ritraggono la gente, che passeggia attorno alla fontana o che attinge l’acqua dalla fontana. Erano in particolare le donne che giungevano portando sulle spalle il curvo arconcello (buinz in friulano) alle cui estremità erano agganciati i secchi. C’è chi arrivava con la botte collocata su un carretto a due ruote chiamato "cariolon".  Le ore serali, specialmente d’estate, erano quelle più frequentate da chi si recava a prelevare l’acqua e così la fontana diventava una specie di salotto all’aria aperta per chiacchierare e, molto spesso, anche per spettegolare su vicende e personaggi del paese.      
La fontana, secondo alcune testimonianze, venne rimossa nel 1955, prima ancora della demolizione della chiesetta dedicata a Sant’Antonio e alla riduzione di Palazzo Perusini. Il putto, dopo un breve parcheggio nei magazzini comunali, trovò sistemazione nella nuova fontana, puramente ornamentale, che venne realizzata nel piazzale tra la chiesa di San Leopoldo e Villa Italia, sul posto dove esisteva da decenni un pozzo e dove la gente attingeva l’acqua con una pompa che si azionava a forza di braccia con una grande ruota di ferro. L’originaria vasca rotonda che conteneva numerosi pesci rossa è stata ristrutturata nel 2012 nell’ambito della sistemazione del piazzale. La fontana e il suo putto nelle gelide giornate di inverno sono avvolti interamente dal ghiaccio e diventano attrazione per molti fotografi.
Attualmente ci sono poche fontane pubbliche. Erano state collocate diverse nel 1936 e di queste ne esistono solamente due, con tanti di fregi fascisti: una nel borgo di San Giovanni che non funziona e l’altra, invece, funzionante si trova nel parco giochi del Foro Boario. Esiste ancora la fontanella in via Battisti, un’altra è stata posizionata sul muro di Palazzo Locatelli negli anni Novanta quando è stato ristrutturato ma è chiusa.
Scarsa fortuna hanno avuto anche le due fontane ornamentali realizzate in piazza Liberta negli anni Sessanta con il monumento ai Caduti e in piazza Sfiligoj quando è stato realizzato il parcheggio. Entrambe hanno funzionato per pochi mesi e poi, per difficoltà di manutenzione, sono state trasformate in aiuole. Maggior fortuna ha avuto la fontana che abbellisce il monumento del Lanciasassi, copia bronzea dell’opera dello scultore Alfonso Canciani, in piazza 24 Maggio anche se funziona a singhiozzo.

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