Aquileia - Cervignano del Friuli - Visco
stampa

La tradizione napoletana del presepe trapiantata sulle rive dell’Aussa

Da trent’anni il generale Gennaro Tufano realizza il proprio sontuoso presepe nello stile partenopeo nella villa nel centro di Cervignano del Friuli

Parole chiave: presepe (42)
La tradizione napoletana del presepe trapiantata sulle rive dell’Aussa

Nel cuore di Cervignano del Friuli insiste una bellissima villa stile veneziano (dalla struttura simmetrica), la Bresciani - Attems Auersperg, realizzata dalla famiglia Bresciani attorno al 1560. La villa appartenne poi ai Peteani, agli Attems, agli Auersperg e infine ai Tufano.
Durante la Prima guerra mondiale in questa villa ebbe sede il Quartier Generale della III^ Armata, comandata da Emanuele Filiberto Duca D’Aosta. Tra i personaggi illustri che vi soggiornarono ci fu anche Gabriele D’Annunzio.
L’attuale proprietaria, Beatrice Auersperg, vive al suo interno con il marito, il generale Gennaro Tufano.
Quest’ultimo è napoletano di nascita e ha una grande passione ereditata da suo padre Michele: il presepe. Sono trent’anni che in una sala "erige" un sontuoso presepe che - come ci ha spiegato - presenta le tre scene che contraddistinguono quello "napoletano", cioè "l’Annunciazione di Maria ai pastori", "l’Adorazione dei Magi" e il "Popolare" con le diverse attività umane e i luoghi d’incontro. All’interno di queste scene sono presenti i simboli tipici del presepe: il pastore dormiente Benino, l’osteria, il forno, le rovine di templi romani (a significato del crollo del paganesimo e della nascita del cristianesimo) e altre costruzioni, comprese alcune colonne della sua abitazione con tanto di stemma araldico. La novità di quest’anno l’acquedotto romano.
Si possono inoltre ammirare statue di grande pregio, specialmente quelle della Sacra Famiglia, datate fine ottocento e confezionate in seta e con finimenti veramente pregevoli.
Ogni piccolissima realizzazione è ad opera di Gennaro: i pesci nei cesti, la frutta nel cestello, la biancheria messa a stendere sui fili, persino il tagliere con il salame da tagliare. Senza contare lo scorrere del ruscello, l’acqua che scende dai rubinetti, le luci che scandiscono il trascorrere del tempo e della giornata.
Tutto opera di un signore che, alle soglie degli 88 anni, ha sempre voglia di migliorare il suo piccolo capolavoro. "Perché ricordare la venuta di Gesù Cristo sulla terra è un qualcosa di molto importante", confida, confermando come la passione nel "realizzare" sia sorretta dalla fede che lo contraddistingue.
Alla fine del periodo natalizio, con l’aiuto dei nipoti tutto viene riposto in soffitta, con il pensiero già rivolto alle "cose nuove" da inserire nel prossimo presepe.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
La tradizione napoletana del presepe trapiantata sulle rive dell’Aussa
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.