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La festa della Dedicazione di Sant’Eufemia

Ricordata solennemente la cerimonia avvenuta nella basilica gradese il 3 novembre 579

Parole chiave: basilca (1), dedicazione (10)
La festa della Dedicazione di Sant’Eufemia

Domenica 6 novembre (prima domenica di novembre prossima al 3 novembre) la Comunità di Grado ha voluto ricordare la Dedicazione della Basilica di Santa Eufemia avvenuta proprio il giorno 3 del mese di novembre dell’anno 579.
Sotto il tappetto rosso, all’ingresso della Basilica di Sant’Eufemia è ancora possibile leggere un’iscrizione nel mosaico che ricorda la dedicazione di questo tempio: "Atria quae cernis vario formata decore, squalida sub picto caelatur marmore tellus, longa vetustatis senio fuscaverat aetas. prisca en cesserunt magno novitatis honori, praesulis Haeliae studio praestante beati. haec sunt tecta pio semper devota timori", ovvero "Il complesso che tu ammiri, splendido nei vari elementi di bellezza, già il lungo tempo aveva offuscato per decrepitezza di vetustà; sotto il pavimento musivo si nasconde la squallida terra. Ecco le vecchie strutture cedere il posto alla magnificenza delle nuove per la premurosa ed eccellente opera del beatissimo presule Elia. Questo è il tempio sempre sacro al timor di Dio".
Nella sua omelia, dinanzi a tanti gradesi ma anche a molti turisti che ancora affollano l’isola in queste prime settimane di novembre, mons. Paolo Nutarelli si è domandato ed ha domandato "Qual è la bellezza che oggi vogliamo festeggiare? La bellezza di essere noi, Comunità, segno dell’amore di Dio per l’uomo… La Festa di oggi ci ricorda che ciascuno di noi è chiamato ad essere mattone per edificare la Comunità, anzitutto, con il sentimento dell’appartenenza e poi mettendo i propri carismi a servizio della comunione… Chiediamo il dono del discernimento; infatti, la tentazione rispetto alla Comunità è duplice: tirarci indietro (per mancanza di tempo, di voglia, di fiducia...) oppure immergerci in modo sbagliato in essa diventando ingombranti per i troppi ruoli, la troppa visibilità... aiutiamoci, sempre, ad aggregare… e mai ad eliminare!”
“Chiediamo al Signore - ha concluso il parroco - quindi che la bellezza della Chiesa si manifesti non solo nelle pietre e nelle opere artistiche, che ci devono essere e devono essere curate perfettamente, ma soprattutto nella testimonianza gioiosa della nostra Fede".
La Santa Messa solenne è stata accompagnata dalla Corale orchestrale "Santa Cecilia" che ha eseguito la Santa Messa "Prima Pontificalis" di Lorenzo Perosi: all’inizio della celebrazione eucaristica è risuonato ancora una volta fra le navate della basilica l’inno composto nell’anno 1979 per il giubileo della Basilica da don Giuseppe Radole riprendendo proprio il testo di un’iscrizione nel mosaico posta all’ingresso della chiesa.

(foto d'archivio)

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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