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L’omaggio e il ricordo di Maria Bergamas e dei 10 militi ignoti

Cerimonia ad Aquileia. L’auspicio del Prefetto Zappalorto: "Rimboccarsi tutti le maniche e mettersi al lavoro per restituire dignità e decoro alla stazione dalla quale Maria Bergamas diede l’ultimo saluto al Milite ignoto"

Parole chiave: Milite Ignoto (4), Maria Bergamas (1), basilica di Aquileia (17)
L’omaggio e il ricordo di Maria Bergamas e dei 10 militi ignoti

Alle 8 del mattino del 29 ottobre 1921 dalla stazione ferroviaria di Aquilea partì un treno che entrò nella storia d’Italia: era il convoglio che dopo cinque giorni di viaggio portò la salma del Milite ignoto a Roma per essere tumulata all’interno dell’Altare della Patria. Quella salma fu scelta nella basilica di Aquileia tra undici feretri di soldati rinvenuti in altrettanti luoghi simbolici del conflitto da Maria Bergamas, madre di Antonio, fante morto in combattimento il cui corpo non fu mai ritrovato.
Mercoledì scorso una cerimonia solenne, promossa nel quadro delle celebrazioni dedicate al Centenario della Grande Guerra dalla Regione Friuli Venezia Giulia assieme all’Unione nazionale sottufficiali italiani, ha ricordato quei Militi ignoti che riposano nel Cimitero degli eroi di Aquileia, in un arcosolio ai cui piedi è sepolta anche Maria Bergamas, simbolicamente vicina a quei "dieci figli" senza nome.
"Una cerimonia commovente che ha raccolto una comunità unita nel ricordo in un luogo sacro, Aquileia, che rappresenta il valore dei nostri soldati, della Patria e dove ci si immedesima dolenti in quella madre simbolo per chi perse i più cari affetti", ha commentato l’assessore regionale Maria Grazia Santoro a margine della cerimonia. In rappresentanza della Regione Santoro ha partecipato alla deposizione della corona d’alloro, portata da un soldato e da un marinaio in ricordo delle due Forze armate combattenti nel 1915/18, che il presidente nazionale Unsi, Roberto Congedi, ha deposto in onore dei caduti assieme al prefetto di Udine Vittorio Zappalorto, al sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero, presenti il questore di Udine Claudio Cracovia e alti rappresentanti del comparto Difesa e Sicurezza.
Dopo la Santa Messa concelebrata nella basilica dall’arciprete Adelchi Cabas con don Giuseppe Ganciu, cappellano della Brigata Alpina Julia, in piazza Capitolo il presidente Unsi ha consegnato le pergamene in memoria del sacrificio dei combattenti alle Regioni, Provincie, Comuni e Università decorate con Medaglia d’oro al valor militare e con quella al valor civile.
"Oggi abbiamo completato assieme alla Regione Friuli Venezia Giulia un progetto sulla memoria che è partito da Roma il 12 dicembre 2017 con la cerimonia presso l’altare della Patria ove è sepolto il Milite ignoto e che si conclude ad Aquileia in questo luogo profondamente simbolico da dove vogliamo rilanciare un importante messaggio soprattutto per le giovani generazioni", ha commentato il presidente Unsi Congedi, che ha tenuto le relazioni ufficiali con il sindaco di Aquileia e il prefetto di Udine. Dal prefetto è giunto in particolare un auspicio, a tre anni dal centenario della partenza di quel treno e di quel viaggio "che - ha detto Zappalorto - rappresenta forse l’ultima volta nella storia di questo Paese in cui l’intero popolo italiano si è riconosciuto in pochi e importanti valori come il rispetto per i caduti e l’amore per una Patria unita".
"Ci sarebbero delle cose anche banali da un punto di vista economico ma con un grande significato dal punto di vista morale che si potrebbero fare e una di queste mi sento di sponsorizzarla io stesso: si tratta - ha auspicato il prefetto - di rimboccarsi tutti le maniche e mettersi al lavoro per restituire dignità e decoro alla stazione dalla quale Maria Bergamas diede l’ultimo saluto al Milite ignoto".

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