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L’impronta asburgica ad Aquileia

Mostra visitabile fino al 31 agosto presso palazzo Meizlik

Parole chiave: palazzo Meizlik (2), Asburgo (4)
L’impronta asburgica ad Aquileia

Un’Aquileia da riscoprire in un percorso di "tesori" nascosti in abitazioni, biblioteche, archivi e in collezioni private e familiari.
Con la mostra "Aquileia asburgica" il Centro Ricerche Turismo e Cultura di Gorizia, in collaborazione con il Gruppo Archeologico Aquileiese e l’Archivio di Stato di Gorizia, presenta una selezione di dipinti, incisioni, libri, documenti e busti in bronzo che simboleggiano non solo l’idea imperiale e la celebrazione dei singoli imperatori, ma anche la storia ecclesiastica e archeologica di quest’importante cittadina.
"Dopo aver esplorato il segno degli Asburgo nella Contea di Gorizia - ha illustrato la professoressa Marina Bressan, tra i curatori della mostra -, quest’esposizione parla di quanto gli Asburgo abbiano fatto per Aquileia. Si vuole rimarcare l’importanza che ebbe la casata dal 1509, anno in cui la città passò sotto il dominio austroungarico e vide lo scattare di un meccanismo complesso, che ebbe per protagonisti gli Asburgo da un lato, Venezia dall’altro e il Patriarcato tra i due. Venezia aveva già precedentemente delle mire su questo, che si accentuano durante il periodo asburgico, arrogandosi il diritto - anche in combutta con il papato - di nominare patriarca un nobile veneziano. Tal cosa non poteva venir tollerata dagli Asburgo, anche perché la giurisdizione ecclesiastica di Aquileia si estendeva per la gran parte su territori della Casa d’Austria. Il contrasto che venne a crearsi - e che ebbe anche scontri evidenti - durò fino al 1751, quando - grazie alla lungimiranza dell’imperatrice Maria Teresa e all’apertura di Benedetto XIV - il Patriarcato venne soppresso e, contestualmente, eretta l’Arcidiocesi di Gorizia, seguita successivamente da quella di Udine".
Il taglio della mostra è storico e non storico-artistico, ma l’importanza e la bellezza dei materiali esposti (tutti di proprietà privata, con due prestiti dall’Archivio di Stato di Gorizia) illustrati da sintetiche ma incisive didascalie, ne fanno un’esposizione ricca di fascino e che permette anche al pubblico più giovane di accostarsi senza difficoltà alla storia della località nei quattro secoli di governo asburgico. I giovani saranno anche protagonisti di "Aquileia asburgica": attraverso il percorso Alternanza Scuola - Lavoro, gli studenti dell’Isis D’annunzio di Gorizia faranno da ciceroni con visite guidate su temi specifici legati alla mostra.
L’esposizione, curata da Marina Bressan, Marino De Grassi e Silvia Blason Scarel, è ospitata presso Palazzo Meizlick in piazza Capitolo e si compone di oltre duecento pezzi tra libri, disegni, dipinti, documenti, oggetti di cultura materiale e va dal 1509, anno dell’occupazione di Aquileia da parte delle truppe dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, al 1918 - anno che segnò la fine del primo conflitto mondiale e la dissoluzione dell’impero danubiano austro-ungarico -. "Per quanto riguarda Aquileia città - ha sottolineato Bressan - dopo la caduta per mano di Attila, la cittadina era declinata ed era infestata dalla malaria. Gli Asburgo pensano ad una rinascita sia dal punto di vista economico, che dal punto di vista archeologico: già sotto Carlo VI le opere iniziarono ad essere censite e collezionate. Aquileia quindi è destinata a diventare un sito archeologico e si punta a riportarla agli antichi splendori. Sotto Maria Teresa, oltre alla bonifica delle paludi, vengono emesse anche delle leggi che iniziano a regolamentare gli scavi. Dopo varie vicissitudini, nel 1850 l’allora ministro al Commercio Karl Von Bruck, comprese l’importanza di creare una Commissione per la scoperta e il recupero degli edifici, trovando nel barone Von Czoernig un valido collaboratore. Da quel momento Aquileia ha una svolta, venendo valorizzata su riviste, su libri, su bollettini; da lì si provvede anche alla fondazione del Museo archeologico, aperto nel 1883. Ulteriore svolta, l’apertura nel 1910 della linea ferroviaria Cervignano - Belvedere, che permette ad Aquileia di inserirsi in un circuito che la rende visitata non solo da studiosi ma anche da "curiosi", da persone interessate alle sue bellezze archeologiche uniche".
"Aquileia Asburgica", realizzata anche grazie all’intervento del Comune di Aquileia e con la cooperazione della Fondazione Aquileia, Fondazione CRUP, Soprintendenza Archeologica FVG, Turismo FVG, e Biblioteca Statale di Trieste, rimarrà visitabile - ad ingresso gratuito - fino al 31 agosto, da lunedì a venerdì dalle 16.30 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.

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