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L’Aiello di ieri e di oggi

Fra i vari contributi, uno è dedicato all’attività del Gruppo Missionario con il grande impegno per sostenere le attività dell’arcidiocesi in Costa d’Avorio

L’Aiello di ieri e di oggi

Dopo cinque anni dall’ultima presentazione la "Commissioine Storia" del Comune di Aiello del Friuli, composta da Stefano Perini, Jacopo Bordignon, Gianluca Comar, Alfredo Furlan, Bruno Micali e Gianluca Tramontini, ha riproposto un nuovo numero (l’ottavo) di "Ad Agellum" (il nome latino da cui deriva quello dell’odierno Aiello), un quaderno (sostenuto dall’intervento del Comune di Aiello del Friuli)  in cui sono contenute ricerche storiche riguardanti soprattutto i due paesi di Aiello e Joannis, ma che spaziano pure sulle aree contermini e che abbracciano un ampia arco temporale dall’antichità ai giorni nostri  e argomenti che vanno dall’archeolgia alla vita quotidiana.
Stefano Perini (coordinatore della Commissione)  ha presentato la serata, con un buon numero di persone presenti, dopo il saluto del sindaco Roberto Festa che ha spronato la Commissione a continuare con questo prezioso lavoro dopo gli anni della pandemia, con la viva speranza che già nel prossimo anno esca un nuovo di questi interessantissimi volumetti.
Stefano Perini ha poi dato la parola ai singoli autori, che in breve hanno parlato delle loro ricerche, lasciando al lettore la curiosità di leggere con attenzione il pezzo. Andrea Amico ha parlato di un fatto accaduto immediatamente prima dello scoppio della guerra tra Italia e Austria-Ungheria, Gianluca Comar, molto interessato agli argomenti aeronautici, ha ricordato le vicende di un idrovolante austriaco caduto a Cassegliano nel 1916 e Gianluca Tramontini ha parlato dei due fratelli aiellesi Tramontini, Antonio  morto nel 1915 a Budapest ed Ettore  che, fatto prigioniero, tornò a casa nel 1919.  
Le narrazioni della Grande Guerra si sono concluse con Maria Masau Dan che ha raccontato vicende e situazioni tratte dalle lettere del gastaldo del conte Maniago a Nogaredo al Torre. Giampaolo Chendi ha illustrato le vicende storiche di Moruzzis, piccola loicalità della Bassa, tra le quali vi è la singolarità di essere stata una "enclave" veneziana in territorio asburgico.
Stefano Perini ha fatto la parte del leone, per i suoi corposi pezzi tra i quali quello sulla citazione di Aiello in un libro del letterato cinquecentesco Ercole Partenopeo. In un altro contributo ha parlato dell’emigrazione di fine Ottocento, in particolare per un disastro ferroviario dove perirono diversi emigrati di ritorno dall’America del Sud, in cui sembrò coinvolto anche un aiellese, in un altro ancora dei contrasti confinari tra Repubblica di Venezia e Asburgo in merito all’appartenenza della frazione di Uttano.  
Nel testo scritto a quattro mani da Andrea Bellavite e Giuseppe Baldas si è ricordata l’attività del Gruppo Missionario aiellese con il grande impegno per sostenere le attività dell’arcidiocesi di Gorizia in Costa d’Avorio. In un secondo apporto Gianluca Tramontini scrive della località "Cjarandis" di Aiello, sito di notevole interesse archeologico, mentre, per concludere, Laurino Nardin ha centrato il suo articolo sul cimitero di San Vito alTorre attraverso l’analisi delle iscrizioni tombali lì presenti. Il numero si conclude con una rubrica di recensioini e segnalazioni molto corposa.

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