Aquileia - Cervignano del Friuli - Visco
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Cervignano e il monumento della discordia

C'è una querelle che si trascina da ormai un anno a questa parte a Cervignano: si tratta dell’altorilievo che è stato realizzato dall’artista Franco Sclauzero e che è stato pensato per ricordare i soldati austro friulani che hanno combattuto durante la Prima guerra mondiale, donato al Comune.

Parole chiave: monumento (8), Prima Guerra Mondiale (97)

Ma la scelta dell’amministrazione comunale è quella di collocarlo all’interno del cimitero di via Aquileia. Una soluzione che non è andata a genio all’artista e nemmeno al comitato d’onore per il soldato austro friulano. A febbraio, la commissione cultura e la maggioranza avevano accolto la richiesta di ricordare i soldati che hanno combattuto sotto l’impero asburgico.  Va ricordato, per esempio, che a Visco, in piazza, c’è un monumento dedicato ai caduti della Prima e Seconda guerra mondiale, con nomi e cognomi. E, nell’ex cimitero, anche un’iscrizione in latino.
A Cervignano non è presente né un monumento né una targa.
La collocazione ideale sarebbe, come  sottolineato dal comitato d’onore per il soldato austro friulano, la centrale piazza Indipendenza. Se, come sembra, non si arriverà a una soluzione che vada nella direzione appena sottolineata, il comitato potrebbe anche mettere in conto di rivolgersi ad altri comuni limitrofi, che sarebbero ben disposti a ospitare l’altorilievo.
Aiello e Fiumicello, infatti, hanno sono stati contattati e si sarebbero esperessi positivamente circa il poter ospitare nelle rispettive piazze l’opera.
Va ricordato che, nel mandamento cervignanese, sono un migliaio i soldati austro friulani caduti in guerra, non contando i sopravvissuti.
Non si vuole, dicono gli storici locali, promuovere una cultura nazionalistica, ma semplicemente poter ricordare tutti i caduti, al pari di quanto avviene in molti cimiteri di guerra europei. E, poi, non dimentichiamolo che, chi combattè il primo conflitto mondiale, lo fece per quella patria che allora, in queste terre del Friuli, lo era stata per centinaia d’anni.
L’auspicio è che si possa addivenire a un giusto compromesso che accontenti tutti e che prevalga il buon senso da parte di tutte le parti coinvolte.
Si cerca soltanto un luogo di massima  visibilità, per ricordare tanti giovani che partirono per un ideale di patria.  
Pensiamo che tutto questo clamore non fa di certo onore a un gesto così nobile, come quello di ricordare, in silenzio.

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