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Allarme per l’amianto nell’excaserma Pasubio

Il materiale trovato nella struttura cervignanese è limitato  per il momento ai comignoli delle camerate che oggi sono murati e a pochi altri elementi architettonici risalenti agli anni Trenta

Parole chiave: amianto (13)
Allarme per l’amianto nell’excaserma Pasubio

Durante i lavori di demolizione che interessano attualmente il secondo capannone dell’ex caserma Monte Pasubio di Cervignano, che ospiterà il futuro polo scolastico per le superiori, la piscina con il centro benessere e il distretto sanitario, è stato rinvenuto diverso materiale di amianto.
Nello specifico, dopo avere eseguito dei campionamenti sui materiali, che si effettuano prima di procedere con la demolizione, da parte di una ditta specializzata è stata confermata la presenza di amianto.
La distruzione e la polverizzazione di tale elemento risultano particolarmente pericolose; per tale motivo, prima di continuare con i lavori mediante le ruspe, è necessario accertarsi di ciò che si va esattamente a distruggere.
In questa fase sarà opportuno delimitare le aree e i manufatti contenenti il materiale, prima di procedere con il loro stoccaggio e infine allo smaltimento in un sito opportuno.
Gli edifici del secondo capannone, che attualmente sono sventrati e a buon punto con la demolizione, non creano alcuna preoccupazione per gli abitanti delle vie Terza Armata, Chiozza e Zardini.
L’amianto trovato alla caserma è per il momento limitato ai comignoli delle camerate che oggi sono murati e a pochi altri elementi architettonici risalenti agli anni Trenta del secolo scorso.
In quel periodo l’amianto era uno dei materiali che erano impiegati maggiormente, considerate le sue caratteristiche e per la sua economicità. Il pericolo maggiore è rappresentato dalla friabilità dell’amianto.
Infatti, fintanto che questi rimane compatto non si disperdono nell’ambiente le polveri nocive.
Per tale motivo gli operai che manovrano le ruspe della ditta che ha in appalto i lavori sono stati allertati della presenza di questo materiale. Successivamente si dovrà procedere anche con l’estrazione di una cisterna che era destinata a contenere olii esausti o carburanti.
Poi si dovranno eseguire dei campionamenti nel terreno vicino alla cisterna interrata e in altri punti, per verificare se i materiali possano aver intaccato il terreno e procedere poi alla rimozione del terreno. I lavori che di demolizione hanno un costo di circa trentamila euro.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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