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Ricordi della Grande Guerra: l’infermiera

Aneddoti della famiglia Marini "Mulinars"

Parole chiave: ricordi (1), regina Elena (1), Prima guerra mondiale (91)

Aveva solo 10 anni Mariano, l’ultimo dei 12 figli di ’Barba Bepo Mulinar’ di Fratta, (Giuseppe Marinig), quando l’Italia entrò in guerra con l’Austria il 24 maggio del 1915.
Le truppe italiane varcarono prontamente il confine fino all’Isonzo. Ci fu confusione in quell’estate e nel cortile di quel mulino cadde a terra qualcosa di lucido che attirò l’attenzione del piccolo Marianin, come lo chiamavano. Era una spoletta di bomba, in ottone, la raccolse e cominciò a giocare con essa. Ma ad un certo punto questa gli scoppiò in mano: le schegge gli devastarono il viso. Accorse qualcuno e non sapendo che fare pensò di correre nel vicino ospedale militare di Medea. Subito una camionetta del pronto soccorso arriv ò sul posto con medico e infermiera. Cercarono di curarlo come si poteva, ma gli occhi ormai…
Per un mese lo assistette con amore quella cara infermiera che lo aveva soccorso. Si chiamava Elena: era la regina Elena in persona! Passato quel mese quel ragazzo lasciò l’ospedale, ma cieco, per sempre! Forse fu la prima ’piccola’ vittima civile di quella brutta guerra. Nel commiato l’infermiera gli disse: "Quando avrai bisogno, ricordati della tua regina".
Finita la guerra, Mariano fu inviato a Padova in un Istituto per Ciechi e, dotato, si dedicò alla musica divenendo un bravo pianista, compositore, direttore di coro, ecc. Tornò a casa quando aveva 22 anni. Si dedicò all’insegnamento, fece l’organista del duomo di Gorizia per un periodo. Pieno di iniziative lavorò nel teatro parrocchiale di Romans, componendo musiche e poesie (sua è la famosa "Ursula Parusula" di cui si vergognava e non voleva far capire di esserne l’autore). Qui si innamorò della sorella di una sua cognata e nel 1930 si sposò.
In quella occasione pensò di render partecipe delle sue vicende, e soprattutto del matrimonio, la sua regina, allegando alla lettera anche una sua breve composizione musicale, e domandandosi se la regina si ricordasse ancora di quel bambino... Dopo 15 giorni arrivò la risposta, in comune a Romans: altro che si ricordava di quel piccolo, ricordava anche il nomignolo di Marianin! Felicitazioni, auguri e un bell’assegno come regalo! Ci fossero ancora della regine simili a quella, ora sepolta e onorata in Francia a Montpellier, dove ha fatto tanto del bene fino alla sua morte e dove le hanno intitolato una importante via.

Fratelli contro
Un altro figlio di Barba Bepo, Francesco di nome, proprio prima dell’ultimatum col quale l’Italia dichiarava guerra all’Austria, da Fratta andò a portare un carro di farina a Palmanova, cioè in Italia.
Nei ritorno fu fermato al confine e fu costretto a fare il soldato nell’esercito italiano. Aveva 24 anni. Altri fratelli invece erano già da tempo combattenti nell’esercito austriaco. Attraverso la Croce Rossa, Francesco era riuscito ad avvertire della faccenda la sua famiglia in quel di Fratta.
Passano alcuni anni e un suo fratello, Mario, in Austria, fu scelto a fare il cecchino a difesa di quei confini. Nel settembre ’17 ci fu la disfatta di Caporetto e Mario fu costretto ad andare nel Trentino per sparare contro gli italiani. Menomale che subito fu ferito da una bomba nascosta dagli italiani in ritirata e per il resto della guerra non sparò un colpo. Che brutta e tremenda è la guerra!

PS: Quel Mario era mio padre e quel Mariano mio zio

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