Cultura
stampa

Quando San Nicolò arrivava all’asilo delle Madri Orsoline

La Gorizia di un tempo

Parole chiave: San Nicolò (4), Madri Orsoline (6), scuola materna (6)

Uno degli avvenimenti più simpatici e straordinari della "scuola materna" delle Orsoline, che frequentai nella mia infanzia, era l’arrivo, solenne e festoso, di San Nicolò e il suo incontro con noi bambini.
Nel giorno della sua festa il santo vescovo si presentava in tutto il fulgore dei suoi paramenti, con l’imponente mitra in testa e il pastorale in mano. Attorno gli faceva da scorta una folta schiera di angeli molto carini. Un apparato tanto solenne c’incuteva una certa soggezione, persino qualche paura, pensando che il santo avrebbe sottoposto a giudizio il nostro comportamento e distribuito premi e castighi. Anzi qualcuno sarebbe addirittura stato  inviato in una specie d’inferno o di paradiso, appositamente predisposti per i prescelti.
Nel momento della cerimonia ci si trovava tutti riuniti in una grande sala, i bimbi seduti sulle loro seggioline e il santo accomodato su una sorta di trono collocato di fronte a loro. Accanto a lui si trovava la schiera degli angeli, dietro le quinte, s’intravedevano i volti minacciosi e le lunghe corna di alcuni diavolacci, che ogni tanto comparivano per poi scomparire.
Assisosi sul trono, il festeggiato, dopo un’appropriata predichetta, iniziava la distribuzione dei premi e dei castighi, occasione nella quale avveniva anche la chiamata per le dimore "ultraterrene".
Ad un certo punto udii pronunciare il mio nome! Non mi parve vero, ma dovetti ricredermi, quando due angeli vennero a prelevarmi e mi portarono nella dimora dei beati. Una posizione privilegiata la mia, per me incomprensibile, dal momento che sulla coscienza qualche peccatuccio ce l’avevo pure io...
Venne chiamato a sua volta il condannato alle pene dell’inferno, ma a quel punto successe il finimondo; il malcapitato non ne voleva assolutamente sapere di diavoli ed inferno, perciò scalpitava, piangeva e si disperava. In qualche modo comunque venne fatto arrivare alla sede infernale, che si trovava, anche se ben divisa, accanto al mio meno problematico soggiorno, ma la sua agitazione non ebbe termine. A quel punto assistetti ad un fatto che mi parve incredibile: le creature infernali chiesero aiuto a quelle celesti! Tra loro ebbe inizio un fitto conciliabolo, alla fine i miei amabili custodi vennero a chiedermi uno strano favore. Mi proposero di andare, solo provvisoriamente s’intende, al posto del mio sfortunato compagno, mentre lui, sempre provvisoriamente, avrebbe occupato il mio. Non potei sottrarmi alla richiesta: dovevo pur dimostrare che la bontà per la quale venivo premiato la praticavo davvero! Cambiai perciò, anche se a malincuore, la mia dorata residenza: in un battibaleno ero passato dai fasti della dimora celeste all’antro dei reprobi! Non ci rimasi tanto bene, ma la mia speranza era che la cosa si concludesse subito, come del resto mi era stato promesso, invece rimasi nella scomoda posizione fino alla fine dell’incontro con il santo. Mi sentivo particolarmente depresso; mi chiedevo come fosse possibile che gli angeli non mantenessero le promesse e si dimenticassero dei propri assistiti. Insomma in quello che era successo c’era qualcosa che non quadrava e che non mi andava proprio giù: ci rimasi proprio male!
San Nicolò intanto, non si era accorto di nulla e se ne andava salutato dagli evviva dei presenti...

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Quando San Nicolò arrivava all’asilo delle Madri Orsoline
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.