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Online l’Historia Collegii Goritiensis

Pubblicata l'edizione degli Annali del collegio dei gesuiti di Gorizia (1615-1772)

Online l’Historia Collegii Goritiensis

Da qualche giorno è consultabile liberamente online la trascrizione annotata della Historia Collegii Goritiensis, risultato di una fortunata collaborazione tra l’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia e l’Istituto Storico Italo-Germanico della Fondazione Bruno Kessler di Trento. Le edizioni della Fondazione (FBK Press) hanno infatti curato la pubblicazione, disponibile gratuitamente all’indirizzo https://books.fbk.eu/pubblicazioni/titoli/historia-collegii-goritiensis/. L’ebook, di oltre  1100 pagine, è stato realizzato con i contributi della Provincia Autonoma di Trento e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Nato da un’idea del compianto don Luigi Tavano (alla cui memoria è dedicato), il lavoro costituisce il risultato di un lungo ed elaborato progetto di edizione e ricerca condotto dall’Istituto goriziano e reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Il documento riporta la cronaca annuale del collegio dei gesuiti di Gorizia, trascritta da Marco Plesnicar e da chi scrive e corredata di accurati indici di nomi e luoghi, compilati grazie alla preziosa collaborazione di Lucia Pillon. La revisione del testo ha beneficiato delle competenze di vari studiosi, storici e filologi italiani e sloveni. La Historia è trascritta nel suo originale latino ed è arricchita (ove possibile) dalle note biografiche di quanti al suo interno vengono nominati, gesuiti e non. Introduce la fonte una corposa introduzione, dedicata alla storia del collegio.
Cos’è e come nasce una Historia Collegii all’interno della Compagnia di Gesù? Il 26 settembre 1598, l’allora generale Claudio Acquaviva inviò una circolare a tutti i responsabili provinciali della Compagnia, in qualsiasi parte del mondo essi si trovassero, per annunciare il progetto di scrittura di una storia dell’ordine. I vertici di ogni istituzione gesuitica dovevano curarsi di ricostruire prima di tutto la storia della sua fondazione e compilare poi un ordinato e dettagliato aggiornamento annuale delle vicende più rilevanti. Il primo frutto di quella auspicata impresa fu la Historia Societatis Iesu, il cui primo volume uscì nel 1614, a firma di Nicolò Orlandini. Le indicazioni di Acquaviva contavano per ogni sede: tanto quelle più grandi e frequentate, quanto quelle più piccole e periferiche. Come Gorizia, dove i gesuiti si erano insediati con un minuscolo contingente nel 1615, dopo anni di progetti e tentativi più o meno plausibili. Da quel momento in poi la loro presenza si sarebbe robustamente consolidata e i padri avrebbero obbedito al generale, compilando la richiesta cronaca e aggiornandola fino al 1772, l’anno precedente la soppressione decretata da papa Clemente XIV.
Cosa possiamo leggere nella storia del collegio goriziano? Limitiamoci qui a un elenco dimostrativo: descrizioni del territorio e dell’architettura degli edifici (scuola e chiesa, per esempio); notizie su classi di insegnamento, note biografiche su professori (frequenti) e studenti (rare); cenni alle rappresentazioni teatrali e alle non sempre facili forme di convivenza con autorità cittadine, religiose e non. Non mancano, naturalmente, i riferimenti alla vita religiosa: processioni, comunioni, confessioni, prediche, missioni nei villaggi circostanti, attività delle congregazioni mariane, culto dei santi (Francesco Saverio e Ignazio prima di tutti).
Concludiamo con la descrizione di epidemie e pestilenze e le annotazioni sul clima. Così come le notizie, anche il personale del collegio viaggiava e dunque il racconto delle diverse attività consente di ricostruire anche reti di relazioni che trascendono il territorio goriziano e inseriscono la città isontina nel contesto della storia europea di età moderna.
La Compagnia di Gesù sarebbe stata ricostituita nel 1814 e la sua presenza a Gorizia si sarebbe riproposta con particolare intensità tra 1866 e 2011: sarà questa la prossima storia da studiare?

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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