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“Non lasciatemi solo”: mons. Cocolin, un vescovo che voleva fare il parroco

La narrazione segue un filo storico, con una ricca documentazione costituita da un’assidua frequentazione degli archivi e l’ascolto della viva voce di qualificati testimoni

Parole chiave: monsignor Pietro Cocolin (5)
“Non lasciatemi solo”: mons. Cocolin, un vescovo che voleva fare il parroco

Venerdì 7 ottobre, alle ore 18 presso il Kulturni dom di Gorizia, sarà presentato il libro di Pier Paolo Gratton “Non lasciatemi solo”.
Le parole del titolo raccontano sinteticamente il contenuto, la storia di Monsignor Pietro Cocolin, il vescovo che voleva fare il parroco. L’autore passa in rassegna un intero percorso di vita, dai primi passi vissuti nella zona di Ruda all’ordinazione sacerdotale, dalle primizie del ministero come cappellano e poi apprezzatissimo parroco, in particolare ad Aquileia e a Monfalcone all’inattesa nomina a pastore dell’Arcidiocesi di Gorizia.
La narrazione segue un filo storico, con una ricca documentazione costituita da un’assidua frequentazione degli archivi soprattutto dall’ascolto della viva voce di molti qualificati testimoni. La figura di Cocolin è delineata sotto diversi aspetti. Emerge una personalità delicata, ricca di umanità e di attenzione nei confronti delle persone, qualità manifestate soprattutto nello svolgimento del mandato ministeriale parrocchiale. Non sono taciute le difficoltà e il senso di solitudine sperimentati dal momento dell’assunzione dell’importante incarico diocesano.
Successore del “Vescovo del Concilio” Andrea Pangrazio, ha vissuto sulla sua pelle l’entusiasmo per la nuova stagione della cattolicità, ma anche le inevitabili difficoltà nel confronto con le resistenze dei tradizionalisti e con le incomprensioni di una parte dei collaboratori. Infatti, insieme a un vero e proprio culto dell’amicizia autentica, si fa strada una sensazione di solitudine. Quest’ultima in qualche modo esplode nell’ultimo periodo della vita, dopo la “visita ad limina” da papa Giovanni Paolo II e la ventilata convocazione di quello che avrebbe dovuto essere un importante Convegno ecclesiale programmatico, purtroppo mai celebrato a causa dell’improvvisa breve malattia finale.
Lo stile di Pier Paolo Gratton è lineare e semplice, i capitoli scorrono uno dopo l’altro, piacevoli da leggere come se fossero un romanzo. In realtà è il romanzo di una vita intensamente vissuta, con gli alti e i bassi che accompagnano ogni umana avventura. Il libro si conclude con un auspicio, quello che possa essere esaudito l’ultimo desiderio di mons. Cocolin, quello di trovare sepoltura in qualche parte della Basilica di Aquileia.
Oltre all’autore, parteciperanno alla presentazione presso il Kulturni dom di Gorizia il direttore Igor Komel, il sindaco di Ruda Franco Lenarduzzi, il giornalista Andrea Bellavite, autore della prefazione e mons. Armando Zorzin, già segretario particolare di mons. Cocolin e vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia.

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