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"Made in Roma and Aquileia": marchi griffati dell’antichità

Nuova mostra a Palazzo Meizlik con oggetti di uso quotidiano nell’antichità tutti caratterizzati da marchi, loghi, firme e i più diversi segni di proprietà e appartenenza

"Made in Roma and Aquileia": marchi griffati dell’antichità

Rimarrà aperta fino al 31 maggio nella sede di Palazzo Meizlik ad Aquileia la mostra "Made in Roma and Aquileia" promossa e organizzata dalla Fondazione Aquileia da un’idea della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con la collaborazione del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Associazione Nazionale per Aquileia. Partner della mostra Trieste Airport, Banca di Credito Cooperativo di Fiumicello e Aiello e Palmanova Outlet Village.
Il percorso espositivo, curato da Annalisa Giovannini, Marta Novello e Cristiano Tiussi, comprende ben 156 pezzi aquileiesi tutti del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia oltre ai 150 provenienti dall’esposizione che si è appena chiusa con molto successo ai Mercati Traianei di Roma: in mostra il collare di bronzo di uno schiavo, vetri, lucerne, gemme, anfore di varie fogge, strumenti medicali e molti altri oggetti di uso quotidiano nell’antichità tutti caratterizzati da marchi, loghi, firme e i più diversi segni di proprietà e appartenenza.
Il bollo, il marchio, il contrassegno: Aquileia, come Roma, racconta, attraverso questi piccoli ma efficaci accorgimenti, lo svolgersi nel tempo di un rapporto tra produttore/venditore e acquirente e, allo stesso tempo, quello tra l’acquirente e l’oggetto comprato.
Chi mette un contrassegno con il proprio nome sull’oggetto che produce compie un atto di comunicazione che offre una garanzia di qualità, chi acquista quell’oggetto fa un gesto di fiducia, preferendo quel prodotto ad altri. Una cosa, questa, che non è mai terminata, proseguendo nei secoli fino ad oggi.
I nomi degli imprenditori si accavallano, parlando di titolari, uomini e donne (sì, di donne) a un tempo audaci e ponderati nelle gestioni imprenditoriali, nell’amministrare personale talvolta numeroso, nel cercare e trovare sbocchi di mercato sempre più grandi e recettivi.
Si produce, si esporta, si importa: Aquileia, città fondata nel 181 a.C. al limite tra il Mediterraneo e il mondo che si allarga oltre la cerchia alpina, è, con il suo grande porto fluviale, un vero e proprio microcosmo.
Come sottolinea il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi "confidiamo che la mostra consenta anche di valorizzare un concetto semplicissimo, ma in cui crediamo fortemente: i prodotti della regione di cui Aquileia ha costituito per secoli il punto di riferimento primo, hanno un grado di eccellenza che si ricollega idealmente a duemila anni di storia e ad una cultura della produzione che ha radici profonde nel mondo romano e delle grandi città filiate da Roma. In altre parole: se in Friuli Venezia Giulia e nei territori vicini operano con successo, riconosciuto a livello mondiale, grandi produttori di acciai speciali e di ferro, grandi artisti del vino, avanzatissimi produttori di medicinali, anch’essi leader globali, orafi di grande successo, fantasiosi artisti del vetro e così via, tutto questo non è frutto del caso. Il successo di oggi va ricollegato a una ricerca di eccellenza iniziata in queste terre ancor prima della nascita dell’Impero e quando buona parte d’Europa era ancora abitata da popolazioni nomadi e con un’economia di sussistenza".
Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia definisce la mostra "un viaggio straordinario nel mondo dei marchi di produzione e proprietà del mondo romano e nelle scritte più estemporanee di possesso. È sorprendente , pur nelle innegabili differenze, la modernità di questo uso. Marchi che denotano l’orgoglio per il lavoro eseguito, per la qualità del prodotto e che talvolta sono una forma di "tracciabilità", una certificazione d’origine. In età romana si marchiava tutto, dai laterizi ai vetri agli oggetti in metallo, ai medicinali, ai gioielli. Vengono marchiati purtroppo, come dimostra il collare da schiavo in mostra, anche gli esseri umani, una pratica che oggi ci fa inorridire ma che era del tutto comune nell’antichità.
Una mostra dal valore anche fortemente didattico per la quale sono state messe a punto varie iniziative: grazie alla collaborazione con il Servizio Didattico del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia è stato predisposto un ricco calendario di visite guidate per famiglie ad un prezzo speciale (euro 6) che consente l’abbinamento tra la visita alla mostra e la visita al Museo Archeologico Nazionale e tutti i mercoledì mattina, a partire dal mese di marzo, si potranno prenotare le visite e laboratori didattici gratuiti riservati alle scuole in collaborazione con Studio Didattico Nordest.
La mostra sarà aperta dal martedì al venerdì  dalle 10 alle 17, il sabato e domenica dalle 10 alle 18. Il biglietto d’ingresso è di € 4, ridotto a € 2 per i possessori del biglietto Unico per Aquileia e delle fidelity card del palmanova Outlet Village  e gratuito per i minori di anni 18 e per chi possiede la FVGCard. L’elenco completo di riduzioni e gratuità sul sito www.fondazioneaquileia.it
I preziosi reperti, oltre che dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, provengono da prestigiosi musei romani e internazionali, tra i quali, per il ruolo delle città come importanti centri di produzione nell’Impero Romano, vanno menzionati in particolare il Römisch-Germanisches Museum der Stadt Köln (Germania, Colonia), l’Arheološki muzej u Splitu (Croazia, Spalato).
La mostra è accompagnata da un importante catalogo edito da Gangemi Editore e curato da Annalisa Giovannini per l’esposizione di Aquileia e da Lucrezia Ungaro, Marina Milella e Simone Pastor per l’esposizione appena conclusa a Roma. Un vivo ringraziamento al Sovrintendente Claudio Parisi Presicce per l’ideazione della mostra.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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