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L’indispensabile superfluo

In mostra nelle sale e nelle scuderie di Palazzo Coronini a Gorizia

Parole chiave: Fondazione Coronini Cronberg (1)
L’indispensabile superfluo

La moda non è materia solo degli "influencer" che oggi spopolano sul web ma, nel corso dei secoli, ha sempre generato tendenze e creato veri oggetti culto, capaci di rivelare non solo la classe sociale di appartenenza ma anche la personalità di chi li portava.
"L’indispensabile superfluo. Accessori della moda nelle collezioni della famiglia Coronini", nuovo allestimento espositivo visitabile fino al 10 novembre, permette di addentrarsi in un viaggio nel tempo alla scoperta delle "icone di stile" di ogni periodo, ammirando accessori della quotidianità, scrupolosamente conservati nelle collezioni dei conti.
La mostra, che si sviluppa nelle sale del Palazzo e prosegue nelle scuderie, presenta una vasta selezione di oggetti della moda, tra i quali al primo posto si collocano i ventagli per numero e qualità degli esemplari conservati.
Questi erano considerati accessori preziosi di grande bellezza e, nell’800, venivano anche usati con un linguaggio segreto codificato da manuali di comportamento e riviste di moda. Seguono poi gli accessori in merletto, soprattutto colli, colletti e polsini, a cui si affiancano fazzoletti, scialli e cuffie, tutti pezzi di altissima qualità prodotti a Venezia, in Francia e nelle Fiandre, che consentono di seguire l’evoluzione degli ornamenti da collo, a partire dalle rigide gorgiere, fino alle più moderne cravatte. Non mancano poi raffinati scialli in cachemire e due preziosi mezzari genovesi (di cui uno recentemente restaurato grazie alla raccolta fondi natalizia "Il panettone del Conte"), grandi teli di cotone stampati con il motivo dell’albero della vita, che le donne indossavano sopra la testa come veli o scialli.
Una sezione della mostra è dedicata ai bastoni da passeggio, che il conte Francesco Coronini amava usare per essere alla moda, affiancati da due parasole da signora, conservati fino a noi grazie alla lungimiranza del conte Guglielmo, che li aveva ingegnosamente trasformati in due paralumi.
Tra i piccoli oggetti da borsetta e da taschino, "L’indispensabile superfluo" presenta una vasta selezione di tabacchiere in oro e piccoli astucci laccati o smaltati, ricercati fazzoletti bordati di pizzo, che non mancavano mai nelle tasche di dame e gentiluomini per essere platealmente esibiti al momento opportuno. Accanto a questi anche alcuni curiosi piccoli oggetti che evocano abitudini e comportamenti di altri tempi, come una boccetta porta sali e un carnet da ballo.
Ultima sezione, quella dedicata a guanti, borsette e cappelli della fine dei XIX secolo, usati dagli ultimi conti, tra i quali spicca una preziosa pochette prodotta dal dipartimento di moda della Wiener Werkstätte, l’innovativo laboratorio di design legato alla Secessione viennese.
Tra le curiosità esposte all’interno de "L’indispensabile superfluo", anche un grande baule da viaggio degli anni ’70 dell’800, realizzato dalla manifattura francese Louis Vuitton, futura icona della moda che si impose inizialmente all’attenzione internazionale proprio grazie ai suoi elegantissimi accessori da viaggio.
Presso le scuderie è infine possibile visitare l’allestimento multimediale "Non solo cappelli", elaborato delle sezioni moda, scultura, grafica e pittura del Liceo artistico "Max Fabiani" di Gorizia.
Nel corso dei mesi di apertura, non mancheranno attività collaterali alla mostra, come visite guidate accompagnate da degustazioni e appuntamenti con il CTA, impegnato in "Il destino di un ventaglio", spettacolo tratto dai racconti di Louisa May Alcott.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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