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I deputati italiani al Parlamento asburgico

Pubblicazione di Gian Francesco Cromaz

Parole chiave: Gian Francesco Cromaz (1), Parlamento (4), Austria - Ungheria (4), Asburgo (4)
I deputati italiani al Parlamento  asburgico

Il titolo ("I deputati italiani al parlamento asburgico (1907-1918)") è parte del contenuto: l’insieme, piccola enciclopedia dell’Impero (metà ’800-epilogo). Fonti, edite e inedite, guardano il ’900; i testi consultati, anche aspetti storici anteriori. Cromaz tratta la materia da smagato, oltre nostalgie, tentativi apologetici. È utile manuale per ogni aspetto: questione nazionale, religiosa, economia; movimenti, partiti, filoni ideologici; questione della lingua, scuola, riforme elettorali; governo centrale, autonomie… Attenzione pei territori abitati da Italiani (Trentino, Friuli or., Trieste, Istria, Dalmazia, Fiume). Nello Stato, l’Autore si muove fra i problemi di rapporti nazionali: sembrano inestricabili; dilaniano l’Impero; giungono alla paralisi dell’attività politica.
L’Autore è coinvolto nell’interesse per lo stato asburgico, dal peso politico del prozio, on. Luigi Faidutti: possiede l’archivio; ne tratta senza "patavinitas". Lo "accompagna" a Gorizia, nella Contea, sino all’Austria-Ungheria. Affronta il sistema politico col fulcro nel Reichsrat; ne analizza l’evoluzione; illustra strutture del Governo di Delegazioni, Province; le funzioni delle 14 luogotenenze, delle città maggiori.
Entra nella politica coi sentimenti nazionali, trascoloranti nei partiti, inquadrandone leader, basi sociali. Emerge la concezione centralista dello Stato dei Tedeschi, la più federalista degli altri popoli, la tensione al trialismo degli Slavi. Esemplifica situazioni di governo (l’equilibrismo impresso da quello di Eduard Taaffe).
Religioni, nazionalità, visioni statuali alimentano il dissenso. Mette in evidenza l’antisemitismo, talora platealmente palese, e il freno dell’Imperatore Franz Joseph.
Analizza i territori abitati da Italiani: Tirolo mer., Contea di Gorizia e Gradisca (lealista); Trieste (aspetti di irredentismo prevalentemente liberale; forte presenza socialista); l’Istria (i porti); Fiume, la Dalmazia.
Studia le varie forme di intesa: Unione Latina (21 deputati), Club popolare, comitati tra Italiani, non solo durante la grande guerra.
L’università italiana occupa una cinquantina  di  pagine: i sì, i no; dove una facoltà giuridica? Trieste contestata, Innsbruck? Tentativi di compromesso: Vienna. Dagli Slavi, se università italiana sì, una anche a Lubiana; proposte da Praga a Cracovia, Brno, in rincorrersi di governi, crisi, avvicinamenti, allontanamenti da Tedeschi e Slavi.
Unica concessione all’aneddotica: nelle proteste degli studenti. A un gruppo d’Italiani, rinchiuso in prigioni viennesi, sulla porta, mano ignota scrisse: "Facoltà giuridica italiana"!
Di massimi sistemi si occupa Cromaz, e di problemi locali, reali come  disoccupazione, carestie, viabilità, acque: innumerevoli interpellanze e interrogazioni dei deputati italiani: Pittoni, De Gasperi, Faidutti, Bugatto, Battisti, Conci…
Di grande interesse, esercito e marina, come coesione sovrannazionale.  
La grande guerra si prende metà volume. Favorevoli Austriaci, Tedeschi, Ungheresi; lealisti Sloveni, Romeni, Italiani; incerti i Polacchi; Cechi sospetti…
De Gasperi per la neutralità coll’Italia. L’Episcopato col Governo; non il vescovo di Trento Endrici: si piegherà a formale adesione; finirà internato.
Trattative nella Triplice, poi l’Italia in guerra fa coprire di "rossore" Bugatto. Internati numerosi Trentini, e il deputato liberale Marani.
Nella Contea di Gorizia e Gradisca, gli Italiani decapitano il movimento cattolico..
De Gasperi: atteggiamento attendista; indefesso lavoro di Faidutti pei profughi italiani nell’Impero. De Gasperi, defilato; Faidutti teme per la Contea. Si sfaldano i gruppi di Italiani, rimane l’Unione latina.
Si sviluppano tentativi di pace con l’Intesa (riconoscimento delle nazioni): Bugatto e Faidutti, timorosi di essere fagocitati, contro uno Stato meridionale di Slavi.
Caporetto non migliora le condizioni; Faidutti, Bugatto; Spadaro per l’Istria, si interessano ad approvvigionamenti e ricostruzione; Pittoni agisce colle cooperative operaie di Trieste.
Benedetto XV avverte le nunziature per soccorsi. Scioperi nell’Impero; avanzano panslavismo, pangermanesimo. Cechi per la secessione; il 4 maggio del ’18 grande manifestazione a Praga. De Gasperi approva, contro il centralismo tedesco.
Appello di Bugatto: cercare unità contro balcanizzazione.
Riunione a Baden di Carlo I l’11 ottobre; il 16 manifesto ai popoli per uno Stato federale, coi "nostri" favorevoli
Ipotesi più varie, anche di Stato italiano d’Austria con Trento, Trieste, Friuli, Istria, Dalmazia… Università a Trieste. Insurrezioni a Pola, Cattaro. Faidutti e Bugatto: serbare la forze per la ricostruzione. Per gli Italiani funziona solo la Commissione permanente di tutela. L’11 novembre del ’18, Carlo I lascia. Da Faidutti e Bugatto patetico appello di Natale: concordia, pace, invito a seguire i nuovi governati.
Il libro non lo dice, forse le due nobili figure, coerenti, attaccate all’Impero, avevano in mente San Pietro; scrisse: si deve obbedire "…dominis…etiam discolis".
Carrellata finale con vari deputati nella vita successiva alla guerra.
Complimenti agli editori per il libro, con un corpo di caratteri non sfasciapupille.
Non ho autorità scientifico-accademica per dire un bravo al Cromaz; ma almeno un "bravissimo" da un quidam de populo!

Gian Francesco Cromaz, I deputati italiani al parlamento asburgico (1907-1918), Udine  2017, Aviani & Aviani Editori (presentazione  Paolo Petiziol), pp. 352, € 26.

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