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Due nuove mostre estive a palazzo Attems

Le "Notomie" di Mario Di Iorio e le incisioni "Ex universa philosophia" nelle sale del museo

Parole chiave: Palazzo Attems (1), mostre (2), Mario Di Iorio (2)
Due nuove mostre estive a palazzo Attems

Un gradito ritorno e una esposizione inedita rianimano le sale espositive del pianterreno di Palazzo Attems durante l’estate culturale goriziana.
Giovedì 20 luglio durante un vermissage nei giardini del palazzo sono state presentate le due mostre che  fino ad ottobre potranno essere visitate da turisti, studiosi ed appassionati nello storico palazzo goriziano di Piazza de Amicis.
Per l’amministrazione comunale era presente il neo insediato assessore alla cultura Fabrizio Oreti, in rappresentanza del sindaco e della giunta. Una delle prime uscite ufficiali per Oreti, che nel salutare i presenti ha ricordato come sia sua intenzione durante il suo mandato incentivare e favorire la duplice vocazione storica e culturale della città di Gorizia con massimo impegno, favorendo lo sviluppo di iniziative e collaborazioni culturali anche grazie alla collaborazione con l’ente regionale ERPAC, curatore delle due mostre in questione,  che considera fondamentale.  
La prima ala del palazzo è occupata dall’inedita mostra "Notomie" di Mario di Iorio, pittore goriziano del secolo scorso, del quale vengono esposti una serie di 86 nudi accademici realizzati fra il 1982 e il 1986, anni in cui l’artista era studente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Non solo elementi e tavole anatomiche di studio ma, come ha affermato il docente Alberto Zolli durante la presentazione, un insieme di lavori nei quali, assieme alla severa impostazione tecnica è già presente un’elevata e profonda  forma di riflessione artistica.
La seconda ala del pianterreno è occupata dal ritorno dell’esposizione "Ex universa philosophia", ovvero un corpus di incisioni barocche a tema sacro conosciute come "tesi dei gesuiti", accuratamente studiate dal punto di vista archivistico e della catalogazione all’inizio degli anni novanta dalla prof. Maddalena Malni Pascoletti, ed esposte presso i Musei Provinciali negli anni 1992-1993. Le incisioni (di cui una inedita), - restaurate dallo Studio Restauro della Carta e corredate da nuove didascalie con riferimenti iconografici che ne agevolano la lettura - rappresentano le copertine delle dissertationes che concludevano il triennio di studio filosofico degli allievi del Collegio Gesuitico di Gorizia fra il 1629 e il 1773, anno della prima soppressione dell’ ordine religioso, prima scuola pubblica gratuita della città e vero punto di riferimento per la Gorizia Barocca, diventato, dopo la chiusura Ginnasio Imperiale.
Le due mostre, con ingresso a pagamento, sono visitabili dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 con orario continuato, presso la sede di Palazzo Attems, in piazza De Amicis 2.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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