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Dal Piave all’Isonzo, il fiume della memoria

Visitabile al Museo di S.Chiara fino al 24 febbraio

Parole chiave: Pima Guerra mondiale (1), mostra (56)
Dal Piave all’Isonzo, il fiume della memoria

Rimarrà aperta sino al 24 febbraio nel complesso del museo di Santa Chiara, in Corso Verdi 18 a Gorizia, la mostra “Dal Piave all’Isonzo, il fiume della memoria”.
Si tratta di una mostra multimediale, storico documentale nell’ambito del progetto “Gorizia 18/18: da teatro di guerra a laboratorio di pace” realizzato dal Comune di Gorizia con la collaborazione dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia e delle Associazioni E’storia e Isonzo-Gruppo di Ricerca Storica per valorizzare e promuovere la conoscenza dello straordinario passato di cui sono state protagoniste le nostre terre.Il percorso espositivo parte dalle trincee del Piave per giungere alla desolazione che rimase sulle sponde dell’Isonzo alla fine della Grande Guerra, attraverso immagini, documenti inediti, filmati d’epoca e documenti provenienti anche da varie famiglie che hanno contribuito a creare “il fiume della memoria”. La mostra ripercorre i vari momenti militari che hanno caratterizzato l’ultimo anno di guerra tra il Regno d’Italia e l’Austria-Ungheria.
Le due grandi battaglie sul Piave svoltesi tra giugno e ottobre, denominate rispettivamente del Solstizio e di Vittorio Veneto, sono illustrate con fotografie e filmati d’epoca. Il ruolo della marina da guerra e dell’aeronautica viene approfondito illustrando l’impresa di Premuda, con l’affondamento della corazzata austriaca Santo Stefano il 10 giugno, la morte di Francesco Baracca il 19 giugno nella battaglia denominata del “Solstizio” e l’impresa del volo su Vienna, il 9 agosto, alla quale partecipò D’Annunzio.L’armistizio di Villa Giusti del 3 novembre e il bollettino della Vittoria del 4 novembre a firma del Comandate Supremo Armando Diaz sono illustrati con documenti originali d’epoca e la riproduzione della lettura del bollettino stesso da parte di Diaz.Viene delineata anche la figura dell’ultimo imperatore asburgico, Carlo I o Carlo IV per gli ungheresi, che morì, dimenticato e povero, in esilio sull’isola portoghese di Madera il 1 aprile 1922 .
Attraverso alcune immagini dei cimiteri di guerra viene introdotto il discorso sulle enormi perdite subite sia dai militari che dalla popolazione civile. Grazie ad una documentazione del 1922 si richiama l’attenzione sulla presenza nella stessa Gorizia di vari cimiteri di guerra, in particolare quello degli eroi, rimasto attivo fino al 1938, tra le attuali vie Vittorio Veneto e Faiti.La mostra infine accoglie in un’ampia esposizione foto, documenti, lettere, oggetti disponibili grazie ad un opera di raccolta e catalogazione che l’Associazione Culturale Isonzo-Gruppo di Ricerca Storica ha promosso e curato presso la cittadinanza, non solo goriziana, invitata a condividere le proprie memorie legate al primo conflitto mondiale. Ne è risultato un insieme di testimonianze, anche semplici, che ci fanno rivivere le emozioni, le paure, gli affetti che la popolazione ha voluto descrivere e comunicare in quel tragico periodo bellico.
A corredo dell’esposizione infine ci sono varie postazioni nelle quali si proiettano sia spezzoni di filmati d’epoca che photo- movies elaborati proprio dalla digitalizzazione delle memorie raccolte e dalle fotografie presenti nella fototeca associativa.
La mostra (ad ingresso gratuito) può essere visitata nelle giornate di venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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