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"Cormons 1915-1917, tre anni con la guerra in casa"

Il volume è stato presentato lo scorso 31 luglio nel centro collinare: le oltre 150 fotografie sono accompagnate da una puntigliosa analisi delle fonti storiche, frutto di 30 anni di lavoro in archivi pubblici e privati di Italia e Austria

Parole chiave: Cormons (13), soldati (1), ospedali militari (1), Grande Guerra (24)
"Cormons 1915-1917, tre anni con la guerra in casa"

"Un libro dedicato al popolo cormonese, perché non dimentichi la propria storia". Le prime parole formano da sé la più chiara descrizione della pubblicazione edita dalla Società Cormonese Austria e presentata venerdì 31 luglio nella cornice di piazza XXIV Maggio a Cormons.
Il libro è una varia e approfondita raccolta di documenti e fotografie con l’obiettivo di raccontare in quale modo Cormons, e i suoi cittadini, hanno vissuto quando la guerra si combatteva solo a pochi chilometri di distanza. Dall’avanzata italiana del 24 maggio 1915 e fino agli eventi successivi alla Battaglia di Caporetto nel 1917 Cormons è stata, infatti, importante centro nelle retrovie italiane, ospitando anche il comando del IV Corpo d’Armata e successivamente della II Armata.
La ricca documentazione fotografica cerca di restituire un ritratto di come poteva essere la vita nella cittadina in quegli anni, quando nell’abitato sostarono fino a 63.000 soldati in riposo. Una fortissima presenza, accompagnata anche dall’esistenza di circa 20 diversi ospedali militari, che non poté che stravolgere l’esistenza della comunità cormonese.
Le più di 150 fotografie sono accompagnate da una puntigliosa analisi delle fonti storiche, frutto di trent’anni di lavoro in archivi pubblici e privati di Italia e Austria. Questi resoconti permettono al lettore di ricavare un preciso contesto alla documentazione fotografica, che continua ad essere meritatamente protagonista del libro, e allo stesso tempo forniscono i riferimenti per la narrazione di cui parlavamo all’inizio: in quale modo la guerra ha cambiato la vita dei Cormonesi.
Sono presenti inoltre diari dei reggimenti, dei soldati ma anche di semplici cittadini che hanno vissuto questo particolare periodo della storia, arricchiti anche dalle testimonianze di un cappellano militare e delle Suore della Provvidenza.
Non mancano peraltro i necessari commenti e le analisi storiche , che cercano di spiegare la situazione del tutto singolare vissuta nei nostri territori. Uomini richiamati alle armi dall’Impero, per combattere sul fronte russo, lasciano a casa moglie e figli che, meno di un anno dopo, vivranno l’avanzata italiana, per tornare dopo Caporetto sotto il (breve) dominio asburgico. Chi era traditore della patria e chi, invece, ne era rimasto fedele sostenitore? Ma, soprattutto, di quale patria si stava parlando? Una parte del libro è proprio dedicata agli "internati", le persone arrestate o sospettate di tradimento durante la presenza italiana.
Un libro attento alle fonti e al resoconto dettagliato, ma che riesce a cogliere l’importanza evocativa della fotografia d’epoca, mezzo adatto ad una narrazione necessaria per tenere viva la memoria. Vale quindi la pena ricordare le parole di Livio Canciarella, presentatore del libro, citate a loro volta da quelle del Presidente Mattarella: la storia, senza memoria, non rimane che retorica.
Il libro si intitola "Cormons 1915-1917, tre anni con la guerra in casa", scritto da Giovanni Battista Panzera, Franco Femia e Giacomo Cavalli, è edito dalla Società Cormonese Austria.

"Cormons 1915-1917, tre anni con la guerra in casa"
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