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"Behind the appearances"

Alla Galleria Spazzapan omaggio al percorso artistico di Vera Lehndorff e Holger Trülzsch

"Behind the appearances"

Ha riaperto nuovamente le sue porte anche la Galleria Regionale d’Arte Contemporanea "Luigi Spazzapan" di Gradisca d’Isonzo".
Dopo la momentanea interruzione delle visite avvenuta negli scorsi mesi a causa delle restrizioni antiCovid, la Galleria ora si propone ai visitatori con ben tre esposizioni: "La San Marco. Cent’anni di design per il caffè", "Sconfinaments. Una collezione di arte contemporanea" e l’anteprima di "Behind the Appearances", presentata negli scorsi giorni e visitabile fino al 27 giugno.
La mostra, che si svilupperà poi in luglio, presenta ora quattro videoinstallazioni di film d’arte realizzati da Vera Lehndorff e Holger Trülzsch, che illustrano il meticoloso processo di creazione che sta "dietro" allo scatto fotografico.
Le pellicole, girate in Super 8 e in 16 mm, fanno parte del lungo e articolato lavoro dei due artisti, partito sin dagli anni ’70, che illustra le loro idee rispetto a temi quali il naturale, l’icona, l’ambiguità dei linguaggi artistici e le nuove eperienze espressive legate al corpo che, all’epoca, stavano via via emergendo.
Nel percorso espositivo, che si sviluppa su quattro sale, d’apprima si incontra "Die Türe/The door", girato nel 1966, che presenta la meticolosità della preparazione allo scatto fotografico: l’artista Vera Lehndorff dipinse sé stessa alla ricerca di una completa mimesi e fusione con il contesto circostante, per cercare, attraverso l’arte pittorica, la simbiosi e la partecipazione all’ambiente, immortalato poi in uno scatto della macchina fotografica. La sala successiva presenta "Salomé", del 1972 in Super 8, quindi si può passare alla visione di "Sirius, where the dog has been buried, girato a Prato, luogo di lavorazione di tessuti; proprio questi ultimi sono fortemente presenti nel filmato, caratterizzandolo con i loro colori accesi e vivaci. Nell’ultima sala "Oxydations" del 1977, girato in Super 8, presentato a Gradisca su quattro mini - schermi; quest’ultimo filmato punta a trasmettere il senso del dolore e dell’inquietudine della donna.
All’inaugurazione dell’anteprima espositiva - promossa da Galleria Spazzapan, Erpac FVG, Fondazione Carigo e Comune di Gradisca d’Isonzo - presenti, oltre a Trülzsch e la coordinatrice Alda Balestra Stauffenberg (purtroppo Lehndorff non ha potuto essere presente per dei problemi di salute), la sindaco della cittadina isontina, Linda Tomasinsig, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin, la dott.ssa Raffaella Sgubin per Erpac FVG, il responsabile della programmazione culturale della Galleria Lorenzo Michelli e l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, la quale ha espresso uno speciale ringraziamento a Erpac, "che in questi mesi ha lavorato incessantemente in condizioni difficili ottenendo buoni risultati".
"Behind the Appearances" e le altre esposizioni sono visitabili dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare lo 0481 960816 o scrivere a galleriaspazzapan@regione.fvg.it.
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Porte di nuovo aperte sul mondo dell’arte

 

La riapertura di musei e gallerie ha permesso anche l’inaugurazione di due ulteriori esposizioni alla Galleria regionale di Arte contemporanea "Luigi Spazzapan" di Gradisca d’Isonzo.
Al piano terra è allestita "La San Marco. Cent’anni di design per il caffè", che rende omaggio alla prestigiosa azienda leader del settore attraverso una selezione di macchine per il caffè che mostrano la grande attenzione per l’innovazione tecnologica e per il design di un’azienda del Friuli Venezia Giulia (attualmente con sede proprio a Gradisca d’Isonzo), il cui marchio è noto a livello nazionale. Le macchine La San Marco, celebri per qualità e facilità di utilizzo, da sempre si sono distinte anche per essere "belle da vedere". La mostra presenta un percorso che va dagli albori alla contemporaneità, a partire dal primissimo modello a colonna del 1920 e dal sapore liberty, evoluzione del primissimo modello ideato da Giovanni Battista e Francesco Romanut, che nei primi anni ’20 del secolo scorso diede il via alla produzione di macchine a marchio La San Marco a Udine, e prosegue con l’inconfondibile Lollobrigida, macchina degli anni ’50 dalla forma particolarmente sinuosa e oggi annoverata tra i modelli più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Il percorso espositivo propone poi la celebre Disco Volante, macchina dal design innovativo e avveniristico ideato dall’architetto Gino Valle. Ci sarà spazio anche per il modello 105 Prima serie, dalle forme geometriche disegnate dallo Studio Sottsass Associati, una macchina che, oltre a far scalpore per i colori acidi, rendeva il lavoro del barista più funzionale e rapido. Oltre ai modelli storici, la mostra propone tre macchine recenti e di alta gamma: l’affascinante Leva Luxury del 2017, con scocca in vetro temperato che, grazie a un sistema di Led RGB, assume diverse colorazioni; l’imponente V6 che, essendo a doppia bancata, valorizza e rende centrale il rapporto tra macchina e barista; la recentissima D., macchina del centenario che porta, come la V6, la firma del celebre studio Bonetto design center.
Al primo piano, invece, è allestita la mostra "Sconfinaments. Una collezione friulana di arte contemporanea". Organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale assieme all’associazione culturale Colonos, la mostra vede coinvolte più sedi espositive, come Palazzo Altan di San Vito al Tagliamento e, appunto, la Galleria Spazzapan. Il curatore dell’iniziativa Angelo Bertani propone in Galleria "Lojze Spacal e Nicola Toffolini. Incanto/Disincanto. Paesaggi metaforici dell’antropocene", un’abbinata di opere dei due artisti che mostrano il diverso approccio interpretativo del visibile naturale: chi, come Spacal, impegnato in una sua reinterpretazione attraverso dettagli carsici che assurgono a una sorta di dimensione archetipa e chi, come Toffolini, in una disamina altamente tecnologica, di sapore scientifico, ma altrettanto emotiva e poetica.
Sullo stesso piano continua l’esposizione delle opere di Luigi Spazzapan appartenenti alla collezione della Galleria, riunite dal punto di vista della tecnica.
Sono "Le chine di Spazzapan" che, proprio attraverso questa tecnica, riescono a esprimere la peculiare espressività del segno dinamico, guizzante ed energetico del noto artista gradiscano. Si tratta di una quindicina di opere a tema naturalistico, con un’attenzione per gli amati cavalli e per quegli uccelli che ben rappresentano la carica vitalistica di Spazzapan, cifra onnipresente in tutta la sua attività, dai furori avanguardistici a quelli informali finali.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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