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Vescovo e famiglie insieme al Preval

Da giovedì 27 sarà possibile seguire sui social diocesani l’ultima tappa del pellegrinaggio mariano

Parole chiave: rosario (22), maggio (26), Maria (33), Santuario del Preval (22)
Vescovo e famiglie insieme al Preval

Si concludono al santuario del Preval, le quattro tappe del pellegrinaggio mariano compiuto in questo mese di maggio dall’arcivescovo Carlo insieme ad alcune famiglie della diocesi "in cammino con Maria".
Dopo l’avvio - giovedì 6 maggio dal santuario monfalconese della Marcelliana e la sosta giovedì 13 al santuario di Madonna di Strada e giovedì 20 a Barbana  - anche l’ultimo appuntamento di questo itinerario - curato dall’Ufficio per la pastorale della famiglia diocesano - potrà essere seguiti da tutti attraverso la pagina facebook Arcidiocesi di Gorizia, il canale youtube Chiesadigorizia: il video verrà pubblicato i giovedì 27 maggio alle ore 7.
Lo schema vede il cammino verso il santuario, l’ingresso e la recita di alcune Ave Maria da parte delle famiglie, l’ascolto di un breve brano tratto dall’Amoris Laetitia ed il commento del vescovo.
La liturgia si conclude con alcune preghiere per le famiglie ed il ringraziamento di grazie chieste e ricevute (le relative intenzioni possono essere inviate all’indirizzo pastorale@arcidiocesi.gorizia.it).
Al link del sito diocesano
http://www.gorizia.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/2021/ 04/Mese-di-maggio-2021.pdf è possibile scaricare il sussidio per la preghiera del Rosario predisposto dall’Arcidiocesi.
Introducendo la preghiera del Rosario in San Pietro lo scorso primo maggio "per invocare la fine della pandemia" il papa ha esortato la Chiesa ad "affidare a Maria, Madre della Misericordia ogni giorno di maggio le tante persone che sono state toccate dal virus e continuano a subirne le conseguenze: dai nostri fratelli e sorelle defunti alle famiglie che vivono il dolore e l’incertezza del domani; dai malati ai medici, agli scienziati, agli infermieri, impegnati in prima linea in questa battaglia; dai volontari a tutti i professionisti che hanno prestato il loro prezioso servizio in favore degli altri; dalle persone in lutto e dolore a quelle che, con un semplice sorriso e una buona parola, hanno portato conforto a quanti erano nel bisogno; da quanti – soprattutto donne – hanno subìto violenza tra le mura domestiche per la chiusura forzata a quanti desiderano riprendere con entusiasmo i ritmi di vita quotidiana. Madre del Soccorso, accoglici sotto il tuo manto e proteggici, sostienici nell’ora della prova e accendi nei nostri cuori il lume della speranza per il futuro".

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Santa Maria Regina dei Popoli in Preval

Il piccolo santuario di Santa Maria Regina dei Popoli sorge nella piana del Preval, in Comune di Mossa, a poca distanza  del Collio sloveno. L’edificio sacro dopo il suo abbandono e la parziale demolizione negli anni seguenti alla Seconda guerra mondiale, fu riedificato a ricordo della visita di papa San Giovanni Paolo II alla nostra diocesi, con la tecnica della "anastilosi", ricostruendo come era la sua ultima fase costruttiva settecentesca con l’aiuto di fotografie precedenti al 1945 e il ritrovamento di alcuni elementi architettonici che erano stati dispersi.
Gli scavi archeologici eseguiti negli anni ’90 dello scorso secolo, previ alla ricostruzione, hanno fatto scoprire diverse fasi costruttive a partire da prima dell’anno Mille su una preesistenza romana fino all’edificio del 1700 che conosciamo oggi.
Alla base del culto mariano ci sono alcune "leggende di fondazione " che evidenziano il desiderio della Madre del Signore di avere un luogo grazie proprio  in quel luogo.
L’immagine lignea della Madonna con il Bambino che viene venerata nel santuario è di scuola tolmezzina e risale al XV secolo.
La Madre di Dio è rappresentata come regina con lo scettro nella mano e il Bambino con la sua mano sorregge il mondo.
San Giovanni Paolo II ha pregato con intensità davanti all’immagine mariana del Preval portata in arcivescovado, dopo la preghiera del Rosario con i fedeli nella cattedrale nel giorno della sua visita a Gorizia ed è stato lui a darle il nuovo titolo di "Santa Maria Regina dei Popoli", come segno di rinnovata unione tra le popolazioni  italiane, friulane e sloveno separate  per quasi 50 anni da un difficile confine.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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