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"Uscire dai soli dai problemi è avarizia, insieme è politica"

Oltre trecento persone presenti sabato scorso allo stabilimento Fincantieri di Monfalcone al Giubileo del mondo del lavoro promosso dalle quattro Chiese del Friuli Venezia Giulia - Gli interventi dell’arcivescovo di Campobasso - Boiano, Bregantini, e dell’assessore Panariti

Parole chiave: Giubileo del lavoro (2), lavoro (48)
"Uscire dai soli dai problemi è avarizia, insieme è politica"

Quella di sabato 15 ottobre presso lo stabilimento Fincantieri a Monfalcone, è stata una giornata dedicata interamente alla dimensione umana legata al mondo del lavoro inteso nella sua totale molteplicità e diversità.
Ad accogliere e vivere questo momento di fraternità proposto dalle quattro diocesi sorelle del Friuli Venezia Giulia (presenti con i vescovi Carlo Roberto Maria Redaelli di Gorizia, Andrea Bruno Mazzoccato di Udine, Giuseppe Pellegrini di Concordia - Pordenone e Giampaolo Crepaldi di Trieste), è stato lo Stabilimento Fincantieri che ha rappresentato idealmente per un giorno il patrimonio che il lavoro rappresenta per l’intero territorio regionale. "Il lavoro è dignità" è stato il tema protagonista di quello che sarà ricordato come un avvenimento storico vissuto nella città dei cantieri. I sentimenti simbolo di questo Anno Santo che hanno permesso ai molti presenti di sospingere quella che è stata la "Porta del Giubileo" anche nella realtà monfalconese, sono stati quelli della giustizia e dell’amore che insieme concorrono appunto a raggiungere il sentimento della dignità umana e sociale.

L’accoglienza di mons. Redaelli
Ad introdurre i lavori della giornata è stato l’arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli il quale ha sottolineato: "La Chiesa annuncia con urgenza e convinzione la necessità di cogliere l’occasione offerta qui oggi per vivere tutti insieme questo momento nel quale ci ritroviamo a sostare per riflettere e accogliere la sfida proposta dal Giubileo".
È stato un incontro nel quale si è potuti essere in sintonia con culture e fedi diverse. Vivere allora con dignità questo momento è stato reso possibile in questo senso con la presenza dell’Imam di Monfalcone Kinani e quella del sacerdote che guida la comunità romeno ortodossa monfalconese Padre Victor Budeanu. La musica e il canto a cura del coro "Audite Juvenes" di Staranzano, è stato il linguaggio dal quale si sono fatti trasportare quanti hanno preso parte alla manifestazione.

Il benvenuto di Fincantieri
L’ingegner Roberto Olivari, direttore dello stabilimento di Monfalcone, ha esordito parlando di Cantiere come osservatorio speciale per l’occasione, nel quale vengono presentate esperienze, capacità e culture differenti. L’azienda si trova in una fase di rilancio ma bisogna dire che c’è anche la necessità di un cambio di cultura per certi aspetti e l’anno giubilare ha permesso una ampia riflessione in tal senso.

Gli interventi istituzionali
A seguire l’intervento di saluto del Presidente della Regione Debora Serracchiani la quale ha affermato "La forza del Giubileo è quella di non trattarsi di qualcosa di circoscritto ma di un grande evento che ha raggiunto le periferie".
La presidente ha parlato anche di un contesto nel quale la crisi occupazionale ed economica mordono e si fanno sentire. "Fincantieri è però ancora una volta, oggi, una sicurezza che porta a risultati anche in termini notevoli per quanto riguarda import ed export". Ancora una volta non è mancato anche da parte della presidente, il riferimento al termine dignità. Dignità intesa come sicurezza, famiglia, ambiente salubre e ruolo attivo nel tessuto sociale. Creatività e capacità devono stare alla base di tutto. Il merito e la diversità sono ricchezze da non perdere soprattutto tra i più giovani che rappresentano quel capitale umano per il prossimo futuro.

L’identità della città
"Il cantiere rappresenta l’identità della città" questo il messaggio principale contenuto nei saluti del sindaco di Monfalcone Silvia Altran. Il primo cittadino ha ricordato come la dimensione lavorativa parli oggi purtroppo spesso di precariato, insicurezza e lavoro come merce. "Bisogna dare continuità al valore della dignità per permettere sviluppo e custodia dell’ambiente" ha continuato Altran. "L’essere umani ad immagine di Dio è il nostro compito; non bisogna lasciare indietro nessuno ma vivere in un ambiente ospitale".

La rappresentanza sindacale
A rappresentare le Rsu c’era Moreno Luxich (rappresentante degli operai Fiom CGIL) che ha focalizzato l’attenzione sul calo dei posti di lavoro alle dipendenze dirette della Fincantieri. La presenza di appalti esterni sono lo spaccato della realtà che quotidianamente si vive. "Si soffre spesso di mancanza di tutele, di mancate o ritardate retribuzioni". Anche questo aspetto significa necessitare di dignità. Per certi aspetti Lusnic ha denunciato l’eccessiva flessibilità negli appalti. Parole di apprezzamento sono state invece espresse in materia di sicurezza per la quale viene garantita una buona e solida formazione. L’appello finale, il sindacalista l’ha rivolto alle istituzioni locali e non, per fare sì che non cali mai l’interesse nei confronti dei lavoratori.  

Creatività e innovazione
Di notevole spessore e importanza sono state le parole di Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano. Passare la porta della dignità che avvolge uomo e donna è stato il primo concetto affrontato. Mons. Bregantini ha voluto ricordare assieme ai presenti la sua esperienza di manovale a Porto Marghera, poi il vissuto operaio a Crotone e Locri. "Da Nazareth è nata la dignità del lavoro. È il posto dove è nato Gesù. Lì si è vissuta la prima esperienza di lavoro fatta di sudore e lotta al fianco di deboli e precari". Dall’arcivescovo è giunta la rassicurazione che Dio non è neutrale o distante ma difende chi lavora.
E ancora: "La figura di Mastro Giuseppe è stata fondamentale. Ci insegna a saper ringraziare per il pane quotidiano che è frutto di quel sudore e che con la preghiera viene condiviso". Il dialogo con i ragazzi è fondamentale. Mons. Bregantini suggerisce che sono tre le doti da perseguire dai ragazzi che sono il futuro del contesto occupazionale del domani. Qualità, flessibilità e unità. Il talento insomma non sia coltivato in maniera egoistica. Si valuti una persona non solo per quello che fa o che presumibilmente vale, ma anche per come sta.
E ancora il presule: "Vi invito a rispettare la santità della domenica. Anche e soprattutto questo significa dignità". Un appello poi è stato rivolto ai sindacati affinché essi assistano il lavoratore nel lottare per la giustizia, per il riconoscimento dei diritti vivendo con unità e lungimiranza.  "La politica guardi al lavoro prima che all’economia" questa frase ha segnato un altro passaggio fondamentale. "Uscire soli dai problemi è avarizia, insieme è politica". Con questa frase di don Milani, mons. Bregantini ha lanciato un chiaro messaggio. Evitare contrapposizioni e saper dare valore per vivere con pienezza e in benedizione sono due concetti fondamentali per poter dire senza riserve che il lavoro è dignità.

Il lavoro e le dinamiche dell’economia globale
Prima delle testimonianze finali concretizzatesi con la dimostrazione di alcuni segni concreti, l’assessore regionale al lavoro Loredana Panariti ha sottolineato come il lavoro sia il ponte verso quella dignità messa al centro del giubileo del mondo del lavoro. È stata trattata la complessità dei temi della crisi lavorativa nei vari comparti ma l’assessore ha parlato inoltre della condizione di privazione nella quale molte famiglie riversano. "Il lavoro è quella porta - come lo è quella del Giubileo - che ci permette di accedere al futuro". Infine l’impegno a combattere - con più misure possibili - contro le difficoltà, le sofferenze e quel senso di inutilità che ledono troppo spesso la dignità umana.

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