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Una storia lunga mezzo secolo

Importante anniversario per il Centro Pastorale Sloveno di Gorizia, che festeggia il 50° con numerosi appuntamenti che ci accompagnerano fino a giugno 2023

Parole chiave: centro pastorale sloveno (2), anniversario (213), cinquantesimo (4)
Una storia lunga mezzo secolo

Una storia che dura da ben 50 anni quella del Centro Pastorale Sloveno di Gorizia, ma che affonda le sue radici molto più lontano nel tempo. Un cinquantenario e una storia che verranno celebrati, ripercorsi e ricordati in un ricco programma di eventi che ci accompagnerà da questo mese di novembre fino al prossimo giugno 2023, con le celebrazioni patronali.

La lunga storia
Come illustrato dal coordinatore David Bandelj e dal delegato arcivescovile don Marijan Markežič, la chiesa di San Giovanni Battista - fulcro del Centro Pastorale - venne consacrata nel 1593; lì vi si riunivano i fedeli sloveni, parte integrante della popolazione goriziana. Percorrendo quindi la sua storia e quella della sua comunità, nel XVIII secolo la chiesa venne affidata ai Gesuiti; il passato ci porta fino all’inizio del XX secolo, quando l’allora parroco della chiesa di Sant’Ignazio, della quale la chiesa di San Giovanni è una chiesa sussidiaria, don Ivan Kokošar incoraggiò lo svolgimento delle funzioni nella chiesa di San Giovanni, usata perlopiù proprio dalla popolazione di lingua slovena.
Fu dopo il 1920 che don Ivan Reščič riuscì ad ottenere l’uso della chiesa per le necessità dei fedeli sloveni, per la cura dei quali esistevano messe sparse nelle chiese della città.
Con il periodo fascista però la situazione divenne complicata: la chiesa venne bruciata dagli squadristi nel 1942 e soltanto dopo la II Guerra mondiale i fedeli sloveni hanno potuto ottenere nuovamente le funzioni in lingua madre, alle quali provvidero don Ivan Reščič e don Mirko Mazora.
Nel 1955 a don Reš¤i¤ succedette don Mirko Filej: musicista e animatore culturale, potenziò molto le attività che si svolgevano attorno alla chiesa e curò anche il restauro della stessa. Dopo la sua scomparsa, la cura venne affidata a monsignor Franc Mo¤nik; sotto la sua guida i sacerdoti sloveni hanno potuto incrementare la cura pastorale e iniziarono a formare un Centro pastorale che comprendesse i fedeli di lingua slovena, volto a formare una parrocchia personale e non territoriale. L’Arcivescovo Pietro Cocolin, con decreto datato 24 ottobre 1972, formò questa istituzione che fu eretta per la festa di Cristo Re, il 26 novembre dello stesso anno. Monsignor Močnik fu nominato primo delegato arcivescovile e gli sloveni di Gorizia poterono così finalmente avere un luogo dove potersi formare pastoralmente e celebrare le proprie liturgie in lingua madre.
Nell’arco di 50 anni molti sacerdoti si sono succeduti alla guida del Centro o come coadiutori: dopo monsignor Močnik e Jože Merkuža, anche monsignor Cvetko Žbogar - per lunghi anni parroco delegato arcivescovile - fino a monsignor Carlo Bol¤ina, attuale vicario per i fedeli di lingua slovena per alcuni anni coadiutore, don Alessio Stasi, padre Mirko Pelicon e don Marijan Markežič, da un anno a questa parte coadiuvato da padre Jan Cvetek.
In tutto questo lungo percorso, importante è stata anche la costante partecipazione anche da parte vescovile: "desidero sottolineare il grande supporto e che tutti gli arcivescovi hanno sempre dato al Centro Pastorale - ha commentato Bandelj - da loro dimostrato anche imparando delle frasi, delle espressioni o interamente la Lingua slovena".
 Tra le peculiarità del Centro infatti, quella di utilizzare la Lingua slovena non solo nella liturgia ma anche in tutta l’attività catechistica e pastorale, spesso estendendola anche a chi non la conosce ma desidera impararla dal momento che i propri figli seguono la scuola ad insegnamento in Lingua slovena e frequentano le attività proposte dal Centro.

Il nuovo logo
"Abbiamo infine "rinfrescato" anche il nostro logo - ha spiegato il coordinatore Bandelj -; realizzato dal grafico Walter Grudina, che ha cercato principalmente un simbolismo spirituale, graficamente semplice, diretto, riconoscibile ed evocativo, il logo raffigura una croce e quattro cuori; questi quattro possono essere interpretati anche come quattro punte di freccia, che puntano al centro: il centro della Croce cui tutto tende e da cui tutto si emana. La Croce che è anche collegamento, l’intersezione tra orizzontale e verticale, tra Terra e Cielo.
I quattro cuori (quattro come gli evangelisti) ricordano nella forma anche un quadrifoglio, simbolo di prosperità, fortuna, felicità, speranza e amore. Graficamente questi quattro cuori ricordano anche gli ornamenti sloveni, rafforzati dai tipici colori nazionali sloveni: il bianco, il blu e il rosso.
L’interpretazione spirituale inoltre rappresenta il blu come colore dell’umanità e il rosso come colore della divinità.
Infine questi quattro cuori/frecce possono ricordare le conchiglie di San Giacomo che, insieme al colore blu della croce, formano getti d’acqua a ricordare il battesimo, che ci collega con Giovanni Battista, Santo patrono della chiesa dove sorge il Centro pastorale sloveno".

Il programma

Entrando nello specifico degli eventi in programma per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario, il Consiglio pastorale parrocchiale ha individuato quattro momenti di festa.
Domenica 20: la messa di ringraziamento
Il primo in ordine temporale degli appuntamenti è in programma domenica 20 novembre, con la Santa Messa di Ringraziamento, alle ore 10, celebrata dall’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli.

La pubblicazione commemorativa
Con l’anno nuovo, nel periodo compreso tra gennaio e febbraio, vedrà la luce una brochure illustrativa dedicata non solo ai fatti storici ma anche ai ricordi di questi 50 anni di attività. La cura della brochure è stata affidata all’operatrice culturale Mariza Perat.
Ad accompagnare l’opuscolo, anche una mostra fotografica che verrà allestita nella Sala del Centro Pastorale.

Esercizi spirituali e pellegrinaggio a Montesanto
Dal 9 al 12 marzo si terrà, per tutta la comunità dei fedeli, un momento di rinnovo spirituale.
Gli Esercizi spirituali saranno accompagnati da don Stanko Gerjolj e si concluderanno con il pellegrinaggio comunitario a Montesanto/Svetagora.

La festa del patrono San Giovanni
Dal 3 al 25 giugno, a chiudere quest’anno di festa, le "Ivanovanje": una festa già tradizionale di tre giorni per celebrare il patrono San Giovanni Battista con momenti liturgici, culturali e conviviali che terminerà così i festeggiamenti del 50° anniversario di fondazione.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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