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Una risposta libera ad una chiamata vissuta nella comunità ecclesiale

 Lucinico ha ospitato sabato scorso il Convegno diocesano dei catechisti

Parole chiave: Convegno diocesano (1), catechista (14)
Una risposta libera ad una chiamata vissuta nella comunità ecclesiale

Un un clima familiare e nello stile della tavola rotonda si è svolto sabato 26 ottobre il Convegno Diocesano dei Catechisti e degli operatori pastorali. Appuntamento che si è concluso con il conferimento del Mandato ai Catechisti, segno che esprime "l’appartenenza responsabile del catechista alla propria comunità diocesana, perché manifesta la sua corresponsabilità nella missione di annunciare il vangelo e di educare e accompagnare nella fede" (IG 78).
Il convegno ha preso avvio con un momento di preghiera centrato sulla parabola del seminatore nell’opera "Seminatore al tramonto" di Vincent Van Gogh.
È proseguito con gli interventi di don Marcin Gazzetta, direttore dell’UCD di Udine, e dalle giovani Claudia Castelli di Agrigento e Chiara Dominutti di Premariacco, i quali, provocati dalle domande di Stefano Fontana, hanno messo a fuoco il tema "Annunciatori della Parola che dona gioia". Da Gesù stesso arriva l’invito "a tutta la Chiesa perché assuma con coraggio, con "un dinamismo nuovo", la propria responsabilità verso il Vangelo e verso l’umanità. Ci viene chiesto di disporci all’evangelizzazione, di non restare inerti nel guscio di una comunità ripiegata su se stessa e di alzare lo sguardo verso il largo, sul mare vasto del mondo, di gettare le reti affinché ogni uomo incontri la persona di Gesù, che tutto rinnova" (Il volto missionario della parrocchie in un mondo che cambia, 1). Sappiamo che è difficile e complicato farlo in un contesto di indifferenza, ma mettendo la Parola a fondamento della vita, acquistiamo sicurezza e ne diventiamo eco profetico.
L’esperienza missionaria nelle spiagge di Lignano promossa da "Sentinelle del mattino di Pasqua", nel racconto di Chiara e Claudia ha offerto diversi spunti di riflessione. La loro giornata le vedeva coinvolte al mattino nella preghiera, nella catechesi, nell’invocazione allo Spirito e nella condivisione; al pomeriggio nel girare per le spiagge interessando quanti incontravano; alla sera nell’invitare soprattutto i giovani a entrare in chiesa per pregare, per confessarsi, per dialogare con un presbitero… per ricevere la buona parola del Vangelo.
Solo l’incontro con Dio ti spinge a essere annunciatore. E se all’inizio questa esperienza di incontro è personale, poi necessita una condivisione, perché se hai vissuto qualcosa di bello lo devi raccontare anche ad altri.
Le esperienze straordinarie, tuttavia, hanno un inizio e una fine.
Come essere missionari nella vita ordinaria?
Claudia ci ha spiegato che "una rosa non ha bisogno di predicare, diffonde il suo profumo". Come dire che se l’amore di Dio ti pervade, non puoi non diffonderlo.
Non puoi semplicemente dire agli altri che devono annunciare il Vangelo, la buona notizia. Se sai che annunciare l’amore grande che Dio ha per l’uomo è la cosa buona, tu per primo, da protagonista devi farlo, anche attraverso delle esperienze forti. Sapendo che il coraggio ti arriva dall’incontro con Gesù. Sapendo che l’obiettivo non è quello di convincere chi incontriamo, ma semplicemente di dire e far sperimentare quanto Dio ci ama.
L’invito di don Marcin è quello di far diventare ogni nostra attività missionaria, "che annunci nuovamente il Vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione, vada incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo testimoniando che anche oggi è possibile, bello, buono e giusto vivere l’esistenza umana conformemente al Vangelo e, nel nome del Vangelo, contribuire a rendere nuova l’intera società" (Il volto missionario della parrocchie in un mondo che cambia, 1). Nel far questo è importante che i singoli cristiani e le comunità si interroghino e mettano in discussione il proprio essere e agire in ordine all’evangelizzazione.
Nel far questo è fondamentale vivere fortemente il proprio essere cristiani. Nel far questo è decisivo creare relazioni positive e profonde. Nel far questo possiamo guardarci attorno per prendere spunto dalle buone prassi di chi ci è vicino. Nel far questo prima di tutto dobbiamo ricordarci che abbiamo qualcosa di straordinario da dire, ma dobbiamo chiederci come fare e che cosa fare per annunciarlo, perché le risposte stanno già dentro le comunità.
Con la celebrazione del mandato ci siamo ricordati che "il servizio catechistico nasce da una risposta libera ad una chiamata vissuta all’interno della comunità ecclesiale: "il catechista è consacrato e inviato da Cristo" per mezzo della Chiesa" (IG 78). Abbiamo celebrato l’importanza della Parola: è fondamentale ascoltarla e approfondirla con la mente e con il cuore affinché tutta la nostra persona divenga annuncio vivente di Gesù Via, Verità e Vita!
Il convegno si è concluso con un momento di agape fraterno, dove il piacere della condivisione ha coinvolto i partecipanti.
Un ringraziamento va a quanti hanno lavorato per la buona riuscita, a tutti i presenti e alle comunità di Madonnina, Lucinico e Mossa che ci hanno ospitato; in modo particolare alle catechiste e al coro di Lucinico per la loro disponibilità nell’accoglienza e nell’animazione.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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