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Una Misericordia, senza condizioni né limiti all'Amore di Dio

Fr. Alessandro Feruglio racconta la sua esperienza nella città colombiana di Buenaventura

Parole chiave: fra Alessandro Feruglio (1)
Una Misericordia, senza condizioni né limiti all'Amore di Dio

Scrivo dalla lontana Buenaventura in Colombia. Lo faccio come fratello in Cristo nato a Gorizia nell’ottobre del 1965 da genitori goriziani "patochi". Mia madre Natalia Vucchi è nata nel borgo San Rocco un tempo estrema periferia di Gorizia e mio papà Sergio Feruglio anche lui goriziano; si trasferirono negli anni trenta ad Asmara, in Eritrea, come coloni.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, mio papà e il nonno Angelo, ritornarono come profughi dall’Africa Orientale Italiana, spogliati di tutto e disperati a Gorizia.
Nel periodo più difficile e doloroso della storia cittadina, qual’é stato il dopoguerra, con le sue dolorose ferite di odio e rancore, il tutto  poi acuito dalla fame, dalla disoccupazione spaventosa dalle ferite della guerra che come una maledizione per anni ha cristallizzato in un muro di indifferenza e sospetto il dialogo cittadino a Gorizia. I miei genitori, successivamente si trasferirono per lavoro a Roma nel 1959.
Tuttavia sempre ho conservato con amore la mia identità goriziana che é anche un’identità di amore alla carissima Diocesi di Gorizia, essendo stato battezzato dall’allora Parroco di San Rocco Mons. Burnich, sempre nell’ottobre del 1965, mentre gli altri passi della iniziazione cristiana, la prima Comunione e la Cresima, sono stati fatti rispettivamente a Grado nel 1975 con l’allora parroco Mons. Fain e ad Aquileia con l’allora parroco Don Luigi Olivo, ricevendo nell’antica Basilica il Sacramento del sigillo spirituale, dall’allora Arcivescovo Padre Antonio Vitale Bommarco.
Sono entrato come religioso tra le fila dei Missionari Saveriani di Parma nel 1998, ad una età già adulta, dopo aver lavorato alcuni anni in diverse città italiane, per una Società di Assicurazioni, come liquidatore danni a persone e a cose.
Ogni personale risposta di offerta della propria vita al Signore, ha sempre il carattere e il sigillo della Grazia Misericordiosa del Signore che, desidera sempre fare della vita di ogni suo servitore un qualcosa di meraviglioso, il tutto al servizio della realizzazione ultima  e definitiva del Regno di Dio.
Ora come religioso-missionario, sento come importante condividere alcune immagini di missione, per questo Tempo di grazia della Quaresima. Ricorro a tre immagini evangeliche, con le quali  credo, poter sintetizzare le tre realtà missionarie della Chiesa Universale.  
La prima é tradizionalmente offerta dall’immagine evangelica del Buon Pastore, che offre la sua vita e il suo amoroso servizio pastorale alla Comunità. Di fatto la Comunità riconosce la voce del Buon Pastore perché il Buon Pastore con tanto amore e zelo pastorale chiama e invita a partecipare alla costruzione del Regno di Dio per mezzo della testimonianza di vita ad ogni uomo, anche a quelli che forse chissà si sono con il tempo allontanati.
La seconda figura evangelica, é quella del  Seminatore, immagine che ben riflette la realtà della nuova evangelizzazione; l’azione del Seminatore non può che essere caratterizzata da una radicale gratuità: la gratuità di continuare ad offrire la parola di Dio debole come il piccolo granellino della senapa.
La terza immagine profondamente a me cara è quella del Pescatore; il Pescatore non esercita la sua attività dentro uno spazio limitato, il pescatore sta su una barca che si muove fluttuando tra le onde del mare talvolta tranquillo ma altre volte tempestoso. E la pesca? La pesca, che é lo scopo della sua attività è affidata sempre ... alla Misericordia del Signore, così come la stessa navigazione dell’imbarcazione che, é soggetta ad ogni tipo di imprevisto.
La missione è un’attività caratterizzata dalla pura fede nella Misericordia senza condizioni né limiti all’Amore di Dio e le tre immagini simboliche tratte dal Vangelo continuano ad esprimere con straordinaria chiarezza le tre realtà che sperimenta la Chiesa Universale con le sue differenti dinamiche.
Scrivo queste righe per spiegare il mio impegno missionario Ad Gentes, nella lontana città portuale di Buenaventura, affacciata al Pacifico colombiano, dove mi trovo da ormai dieci anni come incaricato della Animazione missionaria Vocazionale e come Superiore della Comunità Saveriana presente in Buenaventura.
Per quanto riguarda il porto di Buenaventura oggi il più importante della Colombia, lo sviluppo iniziò nei primi anni del 1900. Con la costruzione della linea ferroviaria quest’ultima divenne lo scalo principale dell’ import-export verso i paesi del Pacifico. Tuttavia l’importanza del porto non ha portato grande beneficio alla cittadinanza, oggi raggiungendo i cinquecentomila abitanti. Continua drammatica la disoccupazione giovanile, con il problema di bande criminali giovanili che si alimentano del traffico illecito della cocaina, altro grande problema del Paese.
Di fatto sono partito per la Colombia nel lontano ottobre del 2009, in quel periodo storico, per la precisione nell’estate del 2007  la Chiesa Latino-Americana riunita nel grande Santuario Mariano di Aparecida in Brasile redigeva il Documento sulla Nuova Evangelizzazione, recuperando tutte le problematiche che già erano emerse nella Enciclica Redemptoris Missio di Papa Giovanni Paolo II, con la sfida a riaprire le porte della Chiesa ai soggetti che per particolari vicende della vita o per momenti di incomprensione se ne erano allontanati.
Si annuncia il Vangelo con grande entusiasmo per mezzo del SINE il Sistema Integrale di Nuova Evangelizzazione che ha trovato nella città colombiana di Pereira e nella sua Diocesi un punto di irradiazione per tutta la Colombia e quindi anche per la Diocesi di Buenaventura di cui facciamo parte come Parrocchia di Cristo Redentore a 15 chilometri di distanza dal porto.
Poi ovviamente venne eletto Papa Francesco dalla lontana Argentina e di punto in bianco anche in Europa si incominciò a livello ecclesiale  a capire che anche per le antiche Chiese cristiane d’Europa è necessaria una Nuova Evangelizzazione. Con la sua Enciclica Evangelii Gaudium Papa Francesco esprime la sua visione ecclesiale, che attualizza le sfide pastorali già emerse pochi anni prima nel documento di  Aparecida.
Che bello che la Parola di Dio sia nuovamente il motore ecclesiale con la sua forte connotazione missionaria. che sarà sempre più capace di esprimere il dinamismo di Chiesa in uscita per testimoniare il Vangelo per mezzo dei suoi inviati.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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