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Un’estate di socialità, incontro e gioco

L’approvazione da parte del Governo delle linee guida per lo svolgimento dei Centri estivi, permette anche a tante realtà della nostra diocesi  di avviare ufficialmente le iscrizioni

Parole chiave: Centro Estivo (31)
Un’estate di socialità, incontro e gioco

Nei giorni scorsi il Governo ha annunciato l’aggiornamento delle linee guida per i Centri estivi: un passo atteso anche delle tante realtà (parrocchie, associazioni...) che organizzano tradizionalmente queste iniziative anche nella nostra diocesi.
Ne abbiamo parlato con don Nicola Ban, responsabile diocesano della Pastorale giovanile.

È stata annunciata la riapertura delle manifestazioni d’interesse/preiscrizioni ai Centri Estivi promossi da parrocchie e associazioni diocesane. Come stanno andando le adesioni? C’è interesse o è rimasto magari qualche timore legato alla situazione di pandemia non ancora risolta?
Diverse parrocchie e associazioni hanno lanciato una sorta di preadesione per capire come sarà l’andamento delle iscrizioni.
Le adesioni stanno andando bene, un po’ meglio del 2020, anche se non ai livelli degli anni precedenti. Confrontandosi anche con altre diocesi e altre regioni in Italia l’anno scorso hanno aderito alle attività proposte dalle parrocchie meno della metà degli anni precedenti: noi siamo proprio nel trend italiano. È difficile capire le ragioni di questa scelta: probabilmente qualcuno ha qualche timore rispetto alla situazione di pandemia non risolta, altri preferiscono attività dove il distanziamento è assicurato maggiormente (ad esempio tennis), altri piuttosto che sottostare a molte regole preferiscono non fare nulla, altri ancora probabilmente stanno attendendo per capire come si muoveranno anche le scuole, che hanno ricevuto generosi finanziamenti per le attività estive.

Parliamo dell’organizzazione: "forti" anche dell’esperienza estiva 2020, svolta in un momento forse ancora più complicato e incerto dell’attuale, come organizzare un Centro Estivo in questo 2021, ossia che proposte sarà possibile fare ai bambini e ragazzi iscritti? Quali attività permesse e quali da rivedere?
Sicuramente quest’anno sarà più facile organizzare l’estate, soprattutto per coloro che hanno già provato a fare qualcosa nel 2020. In genere tutto ciò che può essere fatto all’aperto e che non prevede è da preferire: ad esempio laboratori, gite a piedi o in bicicletta, attività ludica con scarsa o nulla frequenza di contatto, momenti di preghiera, eccetera. Tuttavia la riapertura degli sport di contatto anche a livello amatoriale permette di ipotizzare anche la proposta di sport come calcio, basket, pallavolo che l’anno scorso non erano possibili.
Quali le misure preventive richieste per quest’anno (chiaro, al momento attuale, purtroppo siamo consapevoli tutti che le cose cambiano di settimana in settimana...)? Quali anche le garanzie sanitarie messe in campo sia per gli animatori, che per gli iscritti?
Le regole di base per evitare i contagi sono sempre quelle: igienizzazione mani, pulizia delle superfici, preferire attività all’aria aperta, distanziamento, attività in piccoli gruppi per favorire il tracciamento…
Inoltre per gli educatori e per gli animatori dai 16 anni in su, e per tutto il personale ausiliario è possibile accedere alla vaccinazione.
Non viene richiesto di effettuare un tampone prima delle attività, né per i ragazzi, né per gli educatori/animatori, ma potrebbe essere una garanzia in più da offrire soprattutto per i campiscuola.

Volgiamo lo sguardo ora sul punto di vista "umano": dopo più di un anno fatto di alti e bassi, di presenza a scuola (scarsa per i più grandi) alternata a periodi di DAD, attività sportive sospese... che significato assume in tutto questo la possibilità di aderire ad un Centro Estivo e perché lo consiglieresti come esperienza proprio ora?
L’anno che abbiamo vissuto ha messo tutti sotto pressione. Certo i più piccoli e i giovani hanno mostrato una grande capacità di adattamento e si sono conformati alle paure degli adulti (chi ha respirato ansia, ha sviluppato ansia; chi in casa invece ha respirato speranza, adesso ha più speranza), ma questo non toglie l’importanza di proporre adesso momenti di socialità e di informalità.
Sono contento che le scuole si facciano carico di fare una proposta anche per l’estate, ma sono più felice se i ragazzi e le famiglie possono scegliere anche altre opportunità. Come noi grandi abbiamo bisogno di staccare e di cambiare anche ambiente, anche i ragazzi hanno bisogno di vacanza. È vero che ci sono stati dei periodi anche lunghi di DAD, ma anche stando a casa il riferimento era sempre l’ambiente scolastico.
Pertanto l’esperienza dell’oratorio estivo si presenta come un buon mix di occasioni di socialità, incontro con ragazzi più grandi (ma non troppo grandi) che facciano intravvedere un futuro e una prospettiva davanti a sé, gioco, formazione, informalità, gratuità…

Stesso discorso può essere fatto anche per gli animatori: quale il loro stato d’animo alla ripresa degli incontri di preparazione per l’animazione e che valore danno alla possibilità di mettersi nuovamente in gioco, oltre che di vivere un’occasione di incontro?
Il moltiplicarsi tra gli adolescenti di sintomi anche gravi come attacchi di panico, insonnia, autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare… è come la punta dell’iceberg che rivela che non basta avere la salute del corpo per stare bene, ma la socialità e  le relazioni sono essenziali per vivere in modo umano. Quanto mai importante è tener conto del vissuto degli adolescenti in questo tempo. Come comunità cristiana abbiamo un’attenzione particolare agli adolescenti che altri non riescono ad assicurare. Il fatto che vengano coinvolti come aiuti e animatori, è una grande risorsa e una grande opportunità per riprendere delle relazioni dal vivo, per rimettere in gioco le proprie capacità, per sperimentarsi nel dono di sé, per fare esperienza di lavoro di equipe.
Il clima emotivo degli adolescenti cambia ancora più velocemente di quello degli adulti.
Se fino a qualche settimana fa non era per niente scontato che gli adolescenti si attivassero, è bastata intravvedere una possibilità di incontro che l’entusiasmo è tornato. I corsi animatori stanno coinvolgendo un numero molto alto di adolescenti (siamo sui 300 mettendo insieme le diverse sedi: Gorizia, Monfalcone, Cormons, Cervignano). Molte comunità hanno scelto di accogliere più adolescenti del solito, allargando le maglie (fino a due anni fa, da molte parti c’era la prassi responsabilizzante di porre come condizione per fare l’animatore durane l’estate, la partecipazione alla formazione durante l’anno). Certo un anno di imprevedibilità e di impossibilità a progettare probabilmente ha influito sulla capacità degli adolescenti di essere fedeli agli impegni presi.

Guardando al futuro vicinissimo: come vedi i prossimi mesi estivi e quali le attese?
In quest’anno abbiamo chiesto a bambini, ragazzi e adolescenti di ridurre molto del loro vissuto per tutelare la salute dei nonni e il lavoro dei genitori. Adesso mi attendo che le esigenze dei bambini e dei ragazzi siano ascoltate, e possano recuperare un po’ di quella leggerezza che aiuta a vivere.
Per chi si impegna nell’educazione i mesi estivi possono essere una grande opportunità per recuperare la relazione con i bambini e i ragazzi, facendo gustare un po’ di clima fraterno e proponendo una formazione che non è tanto intellettuale (come rischia di esserlo davanti allo schermo), ma che coinvolga il corpo, le relazioni, gli affetti.
Mi attendo che tutta la comunità adulta comprenda l’importanza dell’attività coi più piccoli, che si assuma le responsabilità e i rischi che inevitabilmente ci sono quando si fa qualsiasi cosa, che veda i giovani davvero come proprio futuro.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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