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"Un cardine nel tempo"

La testimonianza di alcune persone che frequentano uno dei Gruppi della Parola

Parole chiave: Gruppo della Parola (7)
"Un cardine nel tempo"

Martin Buber racconta che "Quando ero bambino, lessi una vecchia leggenda ebraica che allora non potevo capire. Raccontava niente altro che questo:
"Dinnanzi alle porte di Roma sta seduto un mendicante lebbroso e aspetta. È il Messia."
Mi recai allora da un vecchio e gli domandai: "che cosa aspetta?"
Ed il vecchio mi dette la risposta che allora non capii e che ho imparato a capire molto più tardi. Egli mi disse "Te".
Poi, l’autore gli si fece vicino, con tutta la sua opera.
Il Cristo, il nostro Messia, ci ha lasciato una promessa, non una leggenda: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". E possiamo cercarlo, trovandolo nella Parola.
Ho citato Buber perché è colui che rese famosa quella mistica ebraica dei semplici che si contrappose alla spiritualità dotta dei rabbini, e vinse. Sono passati quasi tre secoli, molte cose sono cambiate ma le ceneri di quel fuoco non sono spente. Lo scrittore filosofo ebbe anche a dire: "Nessuna preghiera è più gradita a Dio di quella del semplice, che non sa dire nulla e sa solo offrire a Dio l’intatta urgenza del suo cuore".
Noi siamo altri, ma non è altra quella spiritualità.
Questo vorrei obiettare a chi "passa oltre" quando la Parola viene offerta: "Non so, non ho studiato, è troppo difficile per me…" Meglio una devozione, imparata a memoria, tanto tempo prima. È ancora così?
Una testimonianza: F. e D.,  una coppia di un Gruppo della Parola cittadino, dice il contrario.
F. faceva già parte di un gruppo liturgico che approfondiva le letture in vista della celebrazione domenicale sotto la guida del parroco, quando vi si inserisce D., insieme ad un gruppo di giovani di diverse parrocchie. Si sposano. Dell’omelia di quel giorno ricordano il richiamo del celebrante a una nuova pastorale familiare, che va verso ma anche proviene dalle famiglie che testimoniano l’importanza della Parola nelle loro vite, tutti i giorni.
Quanto aiuta essere in coppia?
È un grande dono. Rientrare dopo un incontro sulla Parola condividendo quello che ci ha arricchiti rafforza l’esperienza.
Siete contenti del vostro cammino?
Sì. È un dono da coltivare, sempre. L’esigenza di incontrare la Parola non è solo per approfondimento, studio, ma è per capire come viverla, nella quotidianità. Dove ci porterà il nostro cammino, non lo sappiamo, ma cercheremo di capire insieme cosa Dio vorrà.
Cosa vi augurereste?
Vorremmo riuscire a trasmettere l’importanza della Parola per ogni cristiano e ogni famiglia. Molti vedono gli incontri sulla Parola come momenti riservati a studiosi, mentre il confronto con la Parola dovrebbe essere un’esperienza quotidiana per tutti. E sarebbe bello comunicarla, aprire un confronto con le altre confessioni, religioni e culture.
Sulle nostre vite ha sicuramente inciso l’esperienza con diversi giovani, dai 20 ai 40 anni, ma ogni età ha le sue esperienze e ora sarebbe bello avere un gruppo in cui confrontarsi sulla Parola assieme a altre famiglie. Sempre, però, e in tutti i Gruppi, ci sono stati momenti autentici, in cui abbiamo sentito parlare lo Spirito attraverso le persone, anche semplici, che ci hanno fatto il dono di condividere con noi un pezzo della loro vita e del modo in cui la Parola ha agito in questa.
Dopo questa, la testimonianza di una persona sola, di una solitudine non cercata. Spesso agli incontri interviene solo per leggere ad alta voce un versetto del brano che stiamo meditando.
Nulla aggiunge, ma basta la sua voce per sentire condiviso quel brano.
Non ama le interviste, ma B. ci tiene a dire che il nostro appuntamento è un cardine del suo tempo, un "prima" e "dopo"  che lo colora e continua nelle sue giornate a richiamarlo, magari in un versetto del nostro calendario. E le parla di futuro e di speranza. È la Parola, la condivisione, noi. Leggerla e ascoltarla, riflettervi. Poi viverla.
È un circolo virtuoso, che rende saldo il nostro cuore, le nostre mani.
Una poesia di Emily Dickinson dice che
Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape.
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.
Noi abbiamo ben altro, le nostre api non sono poche e il nostro sogno lo possiamo realizzare, in tutti i prati del mondo.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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