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Trasformati in Parola

La chiesa dei Cappuccini a Gorizia ha ospitato la "Notte Caritas"

Parole chiave: Trasformati in Parola (2), Notte Caritas (6), Avvento (69)
Trasformati in Parola

Si è svolta sabato 14 dicembre presso la chiesa dei Cappuccini a Gorizia, la tradizionale "Notte Caritas" organizzata dalla Caritas diocesana sullo slogan "Trasformati in Parola" titolo dell’opuscolo distribuito per il periodo dell’Avvento di quest’anno a tutte le comunità della diocesi. È stato un momento coinvolgente per tutti i presenti che hanno ascoltato la testimoniaza di alcune persone speciali  che nel passato e nel presente si sono lasciati plasmare e trasformare dalla Parola di Dio e sono riusciti a diventare testimoni concreti del Suo amore. Sullo sfondo del canto "Forza venite gente" del gruppo musicale "Tubi innocenti", un attore ha interpretato la figura di Bernardone, padre di san Francesco d’Assisi messo in crisi dalla scelta di povertà del figlio e alla fine ha lasciato ai presenti una domanda per la riflessione personale: "Ma secondo voi è necessario spogliarsi di tutto per essere santi? Ma sono solo i vestiti che ci coprono?".
I presenti poi tramite uno numero di cellulare potevano inviare un messaggio sms che veniva proiettato su uno schermo come condivisione  e risonanza che la domanda aveva suscitato nei cuori di ognuno.  Il canto "Vanità di vanità" ha accompagnato  il secondo personaggio che era san Filippo Neri il quale ha lasciato questo interrogativo:"E voi cosa volete raccogliere nella vostra vita?Quali sono le cose importanti?": Quindi sul canto "Ci riuscirò" un ’altra attrice personificando santa Madre Teresa di Calcutta ha posto questa domanda: "Avreste il coraggio di rompere i vostri schemi per servire il prossimo?"
Infine ha portato la sua testimonianza Renato Marinaro responsabile dell’area promozione Caritas presso la Caritas Italiana da più di trent’anni.
Un racconto toccante nato dall’amicizia con un amico cieco con il quale andava a vedere le partite della squadra di calcio Roma allo stadio Olimpico e da un legame che si era creato con il giocatore giallorosso Damiano Tommasi. Dopo la morte dell’amico egli ha continuato a frequentare persone non vedenti, a coinvolgerle in varie attività fino alla pubblicazione di un libro che raccoglie le esperienze ed il vissuto dell’amico a partire da quel Roma-Juventus 1-1di diversi anni fa e che è diventato il titolo del libro.
È seguita poi una meditazione dell’Arcivescovo Carlo a partire dal brano del Vangelo di Giovanni che si legge nella messa del giorno di Natale: "In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio...".
Una bella veglia, ricca di stimoli ma che ha anche suscitato interrogativi costruttivi per metterci in discussione, e le parole della preghiera finale  sono state come un augurio per ognuno dei partecipanti:" Aiutaci o Signore, a testimoniare il Vangelo con un sorriso, una parola, un gesto di affetto: Donaci l’umiltà di riconoscere che noi non siamo la luce,ma strumenti della tua luce, non siamo l’amore, ma espressioni del tuo amore."

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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