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Stella Maris a convegno: tante maglie una sola rete

L’esperienza della delegazione che opera a Monfalcone all’incontro nazionale  a Roma sulle problematiche dell’apostolato del mare

Parole chiave: Stella Maris (2), marittimi (2), apostolato del mare (1)
Marittimi nella sede monfalconese di Stella Maris

Tante maglie una sola rete è stato il tema scelto dall’Ufficio Nazionale per l’Apostolato del Mare per l’annuale convegno delle "Stella Maris", associazioni che assistono i marittimi in transito nei porti italiani, svoltosi dal 20 al 22 gennaio a Roma. Era presente anche una delegazione della Stella Maris Monfalcone, associazione presente in diocesi e operante nel porto di Monfalcone.
Nei vari porti in Italia si stima siano annualmente in totale circa 5.200.000 i transiti di marittimi imbarcati su navi commerciali e da crociera, vanno poi aggiunti gli operatori sui traghetti di linea e i pescatori. A tutti questi le circa trenta "Stella Maris" presenti in Italia cercano di dare un sostegno morale e materiale, ascoltando le esigenze di chi naviga per mare diversi mesi all’anno, e rimane quindi lontano dai propri cari, di chi vive e lavora con il mare e delle loro famiglie.
Diversi i temi affrontati da una serie di relatori di livello nazionale che hanno approfondito i problemi che oggi trovano ad affrontare marittimi ed operatori, con un’attenzione anche agli aspetti pastorali.

I pescatori
Le problematiche dei pescatori riguardano il momento di crisi che il settore sta attraversando, tra difficoltà nel riuscire a rimanere al passo con le innovazioni tecnologiche e rispondere a quanto le attuali normative, nazionali ed europee, richiedono.
Molti sono i pescatori che lasciano l’attività per andare a svolgere altri mestieri, pochi sono coloro che si avvicinano a questo settore produttivo. Dall’indagine realizzata dall’IPSOS ed esposta dalla dott.ssa Cecilia Pennati emerge un quadro non certo positivo per quanto riguarda prospettive economiche ed una necessità di maggior attenzione anche da parte della Chiesa

I cappellani del mare
Tradizionalmente a porti e navi da crociera veniva assegnato un cappellano con ruoli e compiti specifici.
Nei porti dove ci sono i cappellani offrono la loro opera per dare sostegno a quanti nel porto transitano e per quanti lavorano, sollecitano la città sulle problematiche che questi uomini, e in minima parte anche donne, si trovano ad affrontare, offre sostegno anche alle famiglie di quanti navigano lontano per mesi o lasciano il porto per una notte di pesca.
A bordo delle navi da crociera i cappellani, fin’ora, svolgevano una duplice missione: verso i marittimi e verso i passeggeri; a parlare della situazione è stata chiamata Stefania Careddu, autrice del libro "Preti di mare", che riporta come sia stata praticamente abolita dalle compagnie di navigazione questa figura, a cui per ora è consentito svolgere il proprio ministero solamente nelle festività di Pasqua e Natale.

I comitati locali di welfare della gente di mare
Con il Comandante Pierluigi Milella (Capitano di Fregata presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto) è stato approfondito il ruolo dei "comitati locali di welfare", costituiti dai soggetti operanti all’intero di un’area portuale con l’obiettivo di sostenere tutte e iniziative possibili affinché ai marittimi in transito sia concesso di accedere a quei servizi che sono loro utili ad attenuare il problema della lontananza da casa, provvedere a piccole necessità, avere momenti di svago. Questo nell’ottica anche di rispondere a quanto previsto dalla convenzione internazionale sul lavoro marittimo (MLC 2006), sottoscritta anche dall’Italia, che indica la necessità che in ogni porto vi siano strutture adeguate a dare assistenza ai marittimi.
A Monfalcone questo comitato non si è mai costituito, nonostante i tentativi fatti in tutti questi anni,  una situazione che è auspicabile si sblocchi anche per dare così maggior impulso alla presenza dell’associazione Stella Maris.

Le conclusioni
Il convegno è stato utile per comprendere ancora una volta quanto sia complesso il mondo della gente di mare e quante piccole e grandi problematiche si celino dietro le attività legate al mare, troppo spesso si riscontra una visione romantica e mitizzata del lavoro della pesca, del lavoro a bordo delle navi, della vita dei marinai, non più corrispondente a quella che è la situazione attuale.
Il mondo del mare è per la Chiesa oggi una nuova periferia da esplorare e verso cui andare, un mondo caratterizzato da lontananza e solitudine, dove portare una parola di conforto e un aiuto concreto.

L’impegno in diocesi
La "Stella Maris Monfalcone" si prepara a festeggiare i 5 anni dalla costituzione, in questo tempo l’attività svolta dai volontari è stata molto intensa con le visite a bordo delle navi e con l’accoglienza presso la sede, per venire incontro alle diverse esigenze che i marittimi presentavano. Accanto all’attività ordinaria anche sono state portate avanti diverse iniziative di sensibilizzazione della città, in particolare con le scuole. L’attività dei volontari è stata in questi anni possibile grazie ai contributi di Caritas diocesana di Gorizia, Propeller Club di Monfalcone, BCC Turriaco e BCC Staranzano e Villesse e di alcuni privati.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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