Chiesa
stampa

Rito in memoria dell’ordinazione del vescovo Pietro

La vicenda di  mons. Cocolin, ci offre la testimonianza di un modo nuovo di essere vescovo nella Chiesa, con l’impegno di attuare fino in fondo il Concilio Vaticano II

Parole chiave: mons. Pietro Cocolin (4), Aquileia (34)
Rito in memoria dell’ordinazione del vescovo Pietro

L'altare, dedicato alla memoria dei Santi Ilario e Taziano - patroni di Gorizia -  nella basilica di Aquuleia ha ospitato sacerdoti e laici riuniti in preghiera di ringraziamento in memoria grata della celebrazione liturgica avvenuta il 3 settembre 1967, per la consacrazione episcopale del sacerdote diocesano, mons. Pietro Cocolin arciprete di S.Ambrogio a Monfalcone e per alcuni anni anche parroco decano ad Aquileia.
Una cinquantina di familiari e e di fedeli hanno partecipato al rito liturgico che è stato presieduto da mons. Zorzin, vicario generale della diocesi di Gorizia, presenti otto sacerdoti consacrati durante il ministero dell’arcivescovo in diocesi.
Introducendo la celebrazione monsignor Zorzin ha ricordato il pastore diocesano in particolare nella dimensione della persona sorridente che emanava una carica straordinaria di umanità, emanazione proprio della immagine di Dio presente in ogni essere umano.
Nel corso del rito, alla luce delle letture dei testi liturgici (Lettera ai Tessalonicesi e vangelo secondo Luca), il commentatore ha sottolineato la centralità della fede nella resurrezione -ricordando il motto episcopale di mons. Cocolin "In nomine Christi"- e le due sottolineature evangeliche, "la sorpresa e la provocazione" della profezia. "Sorpresa" come la chiamata di mons. Cocolin all’episcopato, uno di noi, e uno di famiglia, che certifica la libera iniziativa di Dio che chiama a collaborare senza guardare alla provenienza; "provocazione", in quanto tutti sono invitati a guardare oltre ai confini per scoprire un mandato che riguarda la comunità ecclesiale per una missione che arriva fino ai confini del mondo. Così è stata la consapevolezza della vocazione a vescovo di un parroco che ha fatto della propria umanità un modo di essere, che ha colto l’invito ad essere vescovo del mondo, che in una parola ha testimoniato la comunione proprio perché mandato a servire.
La vicenda di  mons. Cocolin, ci offre la testimonianza di un modo nuovo di essere vescovo nella Chiesa, con l’impegno di attuare fino in fondo il Concilio per una vera purificazione e restaurazione della Chiesa, popolo di Dio che richiede il servizio di tutti, laici e sacerdoti. Fare memoria significa vivere fino in fondo la portata della forza di Dio nella vita; una esperienza di partecipazione che i credenti esprimono nel servire la Chiesa e, soprattutto, il Regno di Dio.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
Rito in memoria dell’ordinazione del vescovo Pietro
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.