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"Rinnoviamo il nostro impegno concreto per la pace"

Venerdì 25 marzo nella solennità dell’Annunciazione, mentre papa Francesco a Roma consacrava Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, l’arcivescovo di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, ed il vescovo di Koper, mons. Jurij Bizjak si sono incontrati al santuario mariano di Montesanto – Svetagora per concelebrare la Santa Messa delle ore 16 nel corso della quale si è pregato  in modo particolare perchè in Ucraina tacciano le armi e ritorni la pace. Pubblichiamo di seguito l’omelia del vescovo Carlo.

Parole chiave: Svetagora (3), Montesanto (8), monsignor Redaelli (16), monsignor Bizjak (1)
"Rinnoviamo il nostro impegno concreto per la pace"

Maria è la prima creatura umana che ha detto totalmente sì a Dio. E per il suo sì anche il Figlio di Dio ha potuto dire sì al Padre e diventare uomo.
Oggi l’umanità continua a dire no. No alla pace, no alla vita, no alla giustizia, no alla verità, no alla fraternità, no alla libertà, no alla pietà, no alla bellezza, ecc. Tanti no riassunti tutti nella guerra. Che è un grande no all’umanità e a Dio, al suo regno di giustizia e di pace.
Ma il mondo non è fatto solo di no. Ci sono tante persone che anche nei nostri giorni tragici dicono di sì: sì alla carità, sì alla compassione, sì alla accoglienza, sì alla fiducia, sì alla vita. Il sì di Maria è ancora all’opera e Maria non è sola.
Oggi siamo qui, le due Chiese sorelle di Gorizia e di Koper-Capodistria per pregare la Madonna del sì. Siamo qui in unione con papa Francesco e con tutte le Chiese che pregano il Signore per intercessione di Maria e vogliono collocare nel suo Cuore Immacolato, il Cuore del sì, tutti i no di oggi, ma anche i tanti sì che nutrono la speranza e la fiducia.
Affidiamo a Maria in particolare i popoli dell’Ucraina e della Russia, affinché con il suo sì possa essere vinta la guerra, riparata l’ingiustizia, raggiunta la pace, ripristinata una vera fraternità nel cuore dell’Europa. Ma non possiamo dimenticare tante altre guerre, tante altre ingiustizie, tanti altri lutti, tante altre sofferenze che ci sono nel mondo e a cui spesso ci siamo abituati o semplicemente abbiamo dimenticato o quasi ignorato perché erano più lontane da noi. Anche per quei fratelli e quelle sorelle vogliamo pregare oggi.
Ma la preghiera, lo sappiamo non basta, occorre rinnovare il nostro concreto impegno per la pace, la giustizia e la fraternità. Un impegno che forse più che ad altri è chiesto alle nostre Chiese sorelle che si trovano in territori che hanno visto ben due guerre mondiali, scatenate da totalitarismi, da nazionalismi, da sete di potere e di dominio, con tutto il loro armamentario di morte, di odio, di violenza e tutto quanto di negativo è servito per prepararle, come pure le pesanti conseguenze che hanno lasciato.
Chiese però che hanno avviato da tempo e vogliono continuare cammini di pace, di riconciliazione, di conoscenza, di collaborazione. Il tutto a servizio dei nostri popoli, delle persone più deboli e fragili e a testimonianza, umile ma reale, per l’intera Europa e per il mondo.
Maria sostenga il nostro impegno, ottenga anzitutto per noi il perdono da parte di Dio per i tanti no, e ci sorregga con il suo materno aiuto nel dire sì alla volontà di Dio, fidandoci della sua Parola e aprendoci all’azione dello Spirito. Una volontà di salvezza, di perdono, di pace. Così sia.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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