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Riconoscere e imparare dagli errori

La pandemia con gli occhi della fede (1)

Parole chiave: pandemia (6), fede (18)
Riconoscere e imparare dagli errori

Sono tante le sfide alla nostra fede da affrontare con questa pandemia. Non saranno mai troppe le riflessioni da fare perché Dio ci parla con gli avvenimenti. Essi sono, in qualche modo, parola di Dio per noi e la Parola va ascoltata, interpretata e meditata alla luce dello Spirito e trasformata in vita nuova.
Diverse sono le domande che ci sono sorte da questa situazione che ha coinvolto il mondo.
Ne è Dio la causa? Se invece è causa dell’uomo, perché Dio l’ha permessa? Se è della natura perché Dio ce l’ha creata così nemica? Perché Dio non protegge da questo virus almeno le popolazioni già stremate dalla fame, dalla guerra, dalla migrazione? Come vivere con fede questo tempo? Quali insegnamenti, quali limiti ed errori umani dobbiamo considerare per crescere? Quali debolezze della nostra fede ha fatto emergere?   
Certamente le risposte non saranno mai esaustive perché affrontare il grande tema del male nel mondo significa affrontare il tema stesso di Dio e Dio è mistero. La fede è anche lotta con questo mistero, come ci insegna la tribolata vicenda di Giobbe. Un mistero che certo ci supera, ma che non è mai impenetrabile. Dio nasconde e rivela, dice e tace.
Come di fronte ad ogni prova o avvenimento difficili il primo passo in questa direzione è anzitutto considerare dove ci siano state responsabilità umane, imparare dagli errori emendabili e quindi considerare le correzioni possibili. Potevamo fare qualcosa perché tutto questo non accadesse? Che cosa dobbiamo imparare perché questo non succeda più?  
Dobbiamo porci allora una prima domanda: da dove viene questo virus?  
Molte sono le ipotesi ed alcune davvero inquietanti se vere. È stato costruito artificialmente in un laboratorio? Se così fosse allora ancora una volta dovremmo imparare a non pretendere di essere i padroni assoluti o i violentatori della natura. Pensiamo non solo a questo caso ma anche a tutte le pretese umane di elaborarla, di manipolarla, di mutarla a proprio piacimento spesso con usi e consumi per fini di parte e non eticamente buoni.  Un detto dice: "Dio perdona sempre, gli uomini ogni tanto, ma la natura un perdona mai". Una volta sbagliato con essa o travalicato un certo limite le conseguenze si possono rivelare gravissime e irreversibili. Basti pensare oggi alle variazioni climatiche dovute in gran parte all’opera dell’uomo. Ed invece possiamo imparare positivamente da questa esperienza, pensando per esempio allo studio per i vaccini, che se la scienza non è legata ad interessi di parte e lavora per un unico obbiettivo per il bene di tutti è capace di cose straordinarie.
Se invece questo virus venisse dalla natura allora l’insegnamento che l’umanità deve trarre è che mantenere condizioni igieniche e sanitarie buone per la popolazione è un investimento assolutamente necessario altrimenti, prima o poi, tutti ne pagheranno le conseguenze a partire dai più deboli. Se leggiamo la storia è stato proprio il miglioramento delle condizioni igieniche ha determinare la fine delle epidemie che in Europa nei secoli scorsi hanno falciato milioni di persone. È importante allora mantenere alto il livello di salute e della sanità pubblica. Quello che in Europa e nei paesi occidentali è stato nei secoli un valore acquisito deve diventare, ora che il mondo è diventato un villaggio globale, un percorso obbligato per tutti.
Lo stesso vale anche a livello individuale. Non fumare, non eccedere negli alcolici, una dieta e vita sana e che renda il più possibile efficace il sistema immunitario è un bene fisico, sociale, psicologico, economico, spirituale, non solo per il singolo ma per tutta la società.  
Il grande insegnamento che dobbiamo trarne infatti, come ci è stato da molti evidenziato, è che tutti siamo davvero "sulla stessa barca". Il terzo millennio si è aperto con una serie di fatti che ci hanno fatto vedere in modo evidente che, in ogni caso, ci si salva o si sprofonda tutti insieme. Non esiste un bene individuale o nazionale che non passi per il bene comune. E, viceversa, il male che facciamo agli altri prima o poi si percuoterà anche su di noi.  Nessun individuo né alcun paese può pensare di salvarsi da solo. L’umanità deve cominciare finalmente a ragionare in questo modo nuovo. In questo senso siamo davanti a un cambiamento d’epoca che questa pandemia ha in qualche modo accelerato.
Questo è vero anche riguardo al rispetto dell’ambiente per mezzo da uno sviluppo sostenibile, come  ampiamente sollecitato dai documenti del magistero della Chiesa. È evidente infatti, che l’inquinamento dell’aria è causa diretta o indiretta per la diffusione delle malattie, non ultime, quelle derivate dai virus come questi.
Un ulteriore errore umano sicuramente vi è stato in una inadeguata informazione chiara, tempestiva ed esaustiva che avrebbe sicuramente giovato molto nell’evitare la diffusione di questo virus e la conoscenza nell’affrontalo. Dobbiamo allora imparare di più ad utilizzare gli efficacissimi mezzi di comunicazione per le cose veramente importanti e meno su quelle futili.   
La salute, l’igiene, l’ecologia, l’alimentazione sana, la comunicazione veritiera, la scienza al servizio del vero bene dell’uomo sono i campi nei quali questa vicenda pandemia ci ha insegnato a dover   impegnarci tutti insieme e che ha messo ancor più in evidenza l’assurdità degli investimenti enormi, ancora oggi, nella rincorsa agli armamenti quando sono queste invece le vere battaglie da vincere.
Fatte le debite riflessioni, e sicuramente ce ne sarebbero ancora molte, sugli errori e sulle lezioni da trarre da questa situazione ci rimangono però, alla luce nostra fede, alcune domande fondamentali: Perché tutto questo? È frutto del caso? È un castigo di Dio? È opera del diavolo? Perché Dio l’ha permesso? Cercheremo di rifletterci con un prossimo scritto.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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