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Quest’estate l’oratorio è ancora più importante!

L’attività educativa della Chiesa non è un’esperienza estiva  e non si attiva solamente per alcuni periodi, ma è una tensione costante. L’estate però offre la possibilità di fare una proposta meno "scolastica"  e c’è il tempo per vivere concretamente la fraternità, terreno indispensabile per l’annuncio del Vangelo

Quest’estate l’oratorio è ancora più importante!

Divertimento, condivisione, attività: sono le caratteristiche delle attività proposte tradizionalmente da numerose parrocchie anche nella nostra diocesi al termine dell’anno scolastico. Un supporto fondamentale per tante famiglie ma soprattutto un’occasione davvero unica e preziosa di formazione e crescita per i bambini ed i ragazzi che li frequentano e per i giovani che, da animatori, se ne prendono cura insieme ai responsabili adulti.
La normativa prevista a livello statale e regionale per la prevenzione del Covid-19 ne ha messo, però, in discussione sino all’ultimo lo svolgimento considerate le stringenti disposizioni da seguire per ottenere l’autorizzazione comunale all’apertura.
In diocesi si è cercato quest’anno di avviare una riflessione unitaria fra le varie esperienze proponendo alcune linee guida condivise.
Ne abbiamo parlato con don Nicola Ban che - quale Vicario episcopale per l’evangelizzazione ed i sacramenti e responsabile diocesano della Pastorale giovanile - ha coordinato questo percorso di preparazione. Un percorso che per quanto riguarda la città di Gorizia permetterà di dare il via il prossimo 29 giugno all’edizione 2020 degli oratori estivi parrocchiali: un traguardo reso possibile anche grazie all’impegno di un’equipe che sta crescendo e che coinvolge molte persone che con continuità si prendono cura dei bambini e dei ragazzi fra cui i salesiani don Fabrizio e Marco (che sabato 13 giugno riceverà l’ordinazione diaconale), Federica, Agostino, Martina, Adele, Cristiano, Graziella, Riccarso, Justin, Elettra, Rebecca e tanti altri ancora.

Nonostante il Covid-19 anche quest’anno tante parrocchia anche nella nostra diocesi attiveranno gli oratori estivi. Vogliamo ricordare il senso di questa iniziativa?
L’attività educativa della Chiesa non è un’esperienza estiva e non si attiva solamente per alcuni periodi, ma è una tensione costante. L’estate però offre la possibilità di fare una proposta meno "scolastica" e c’è il tempo per vivere concretamente la fraternità, terreno indispensabile per l’annuncio del Vangelo. Certo la forma ideale e più efficace di proposta estiva è il camposcuola, in cui si fa davvero un’esperienza di famiglia e di vita insieme, ma anche un’attività prolungata di oratorio in cui si mescolano insieme gioco, formazione, relazioni, preghiera, comunità… è molto importante.
Se ogni anno l’oratorio è importante, quest’anno lo è molto di più.
È importante per aiutare concretamente le famiglie che a volte non sanno come provvedere alla sorveglianza e all’educazione dei loro figli.
È importante per dare fiducia e speranza alle comunità cristiane che hanno bisogno di vedere un po’ di movimento e hanno bisogno di sentire un po’ di confusione, dopo diversi mesi di staticità e silenzio.
È importante soprattutto per i bambini e i ragazzi che hanno bisogno della concretezza delle relazioni, della possibilità di giocare, della bellezza delle risate. Dopo tanta virtualità e isolamento, proporre delle relazioni dal vivo è fondamentale alla salute e al benessere almeno tanto quanto lo è stato il contenimento dell’epidemia finora.

Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato nella fase di preparazione?
In questo periodo, come per tutte le altre attività, anche per la preparazione dell’oratorio estivo abbiamo dovuto confrontarci con l’incertezza: l’incertezza dell’evoluzione dell’epidemia, l’incertezza dei protocolli di sicurezza, l’incertezza della disponibilità delle persone, l’incertezza dei finanziamenti. In particolare fino a pochi giorni fa non erano note nemmeno le linee guida regionali per le attività con i minori, e ci sono ancora tanti punti di domanda da chiarire. In tutte le linee guida c’è una grande preoccupazione per la salute pubblica, che non sempre si riesce a ben armonizzare con la preoccupazione educativa. Se non si riesce a capire che cosa si può fare, chi ci può essere, quanto può costare, è molto difficile preparare un’attività.

Quale preparazione specifica state organizzando per i responsabili maggiorenni dei gruppi?
La pastorale giovanile diocesana, insieme alla Viarte di S. Maria La Longa, propone quattro incontri formativi destinati agli educatori maggiorenni che saranno impegnati durante l’estate. L’obiettivo immediato è preparare le persone ad operare in un contesto caratterizzato dal rischio Covid-19, ma c’è anche il desiderio che questo percorso aiuti a ripensare la proposta educativa nella nostra Chiesa.
L’epidemia ha come accelerato enormemente i processi di cambiamento già in atto nella Chiesa: si ha l’idea che anche quando finiranno le paure e le mascherine le cose non saranno più come prima. Per questo il 10 giugno si parlerà di quale sia la Chiesa che emerge dall’epidemia e verso dove è bene andare nel costruire le nostre comunità.
La proposta educativa dei nostri oratori, come dei centri estivi, sarà organizzata a piccoli gruppi che renderanno più tracciabili eventuali contagi. Questa soluzione sanitaria però chiede che gli educatori siano sempre più capaci di accompagnare personalmente più che proporre attività ad una massa. Che cosa significa accompagnare in educazione sarà oggetto dell’incontro del 16 giugno.
Ai genitori verrà proposto un patto di corresponsabilità nel momento in cui chiedono che il proprio figlio partecipi ad un’attività: l’ente gestore si prende alcuni impegni di sanificazione e di norme preventive, i genitori si impegnano a tenere a casa il figlio se ammalato e a collaborare con le procedure di triage. Questo modo di gestire la responsabilità richiama il fatto che l’educazione non può essere un servizio da utilizzare, ma richiede sempre di costruire dei patti educativi, delle alleanze in cui ciascuno fa la sua parte. Questa attenzione ai patti educativi sarà oggetto dell’incontro del 18 giugno.
Infine le norme preventive contro il Covid-19 chiederanno ai bambini di rimanere distanti, di usare le mascherine se al chiuso, di lavarsi spesso le mani… queste possono essere viste solo come regole sterili e a volte incomprensibili, ma rilette in modo educativo possono essere l’occasione per approfondire che cosa sia il rispetto di sé e dell’altro, che cosa sia un limite e cosa comporta rispettarlo, che cosa significa rinunciare a qualcosa di proprio per il bene di tutti. Insieme alle informazioni necessarie sull’epidemia, si rifletterà anche su queste dinamiche educative nell’incontro del 24 giugno.
Come si può intuire non si tratta solo di fare una preparazione sanitaria, ma di aiutare a pensare il domani.

Veniamo alla città di Gorizia: la vostra proposta quest’anno è di un centro estivo "diffuso". Quali saranno le sedi coinvolte e come si strutturerà la giornata?
Per unire le forze e offrire un prodotto di qualità abbiamo scelto di mettere in rete le iniziative dell’Unità Pastorale don Bosco e dell’Unità Pastorale di Ss. Ilario e Taziano - S. Ignazio - S. Rocco - S. Anna. Ci sarà un’unica segreteria e un programma formativo condiviso, anche se con alcune sfumature differenti.
La proposta, se riusciamo a preparare tutto in tempo, andrà dal 29 giugno al 31 luglio.
I bambini della primaria si ritroveranno nei luoghi dove negli ultimi anni si sono svolti gli oratori estivi: S. Giuseppe - Straccis, Ss. Vito e Modesto - Piazzutta, Pastor Angelicus - Duomo, S. Rocco e S. Anna. A Straccis e Piazzutta sarà possibile rimanere dalle 9.00 alle 16.30 circa (con pranzo al sacco), mentre nelle altre sedi l’attività si svolgerà solo al mattino. Gli ingredienti sono gli stessi: gioco, laboratori, esplorazione del territorio, lettura animata di libri, attività all’aria aperta, familiarizzazione con le norme di prevenzione del contagio, preghiera e formazione.
I ragazzi delle medie invece useranno delle sedi non consuete. Alcuni accordi devono ancora essere stretti e formalizzati, ma si conta di poter esser accolti presso le parrocchie Maria Ss. Regina, Maria Madre della Misercordia (Campagnuzza), S. Giusto, ma anche presso il convento dei Cappuccini, le suore di Nostra Signora, la Comunità Sacerdotale e il giardino dell’Arcivescovado (e in caso di mal tempo a S. Ignazio). Per le medie saranno a disposizione dei "menù" a scelta: avventura, meccanica, danza/musica, cinema/teatro, servizio, sport, lavori di casa, digitale, storia… Più che scegliere la sede, si sceglierà che tipo di attività fare e di conseguenza ci si ritroverà in diverse location. L’attività andrà dalle 9.00 alle 16.30, con il pranzo al sacco, e prevede vari ingredienti: giochi, laboratori a seconda del menù, uscite nei dintorni, caccia al tesoro, speriamo anche un po’ di piscina, preghiera, formazione.
Mi sembra molto bello che il vescovo Carlo abbia aperto il giardino della sua casa per accogliere i ragazzi, un po’ come papa Francesco fa coi giardini Vaticani.

Fondamentale era il ruolo degli animatori minorenni che seguivano i gruppi; la loro responsabilizzazione era anche un impegno di formazione davvero unico. Sarà così anche quest’anno?
L’attenzione all’adolescenza è particolarmente importante sempre, ma tanto più quest’anno. L’impressione è che durante il tempo di lockdown gli adolescenti si siano adeguati mediamente bene alla situazione, passando diverse ore al computer al giorno, tra scuola, relazioni e gioco. Adesso c’è una necessità (non sempre percepita da parte loro) di uscire di casa e di darsi da fare con mani, testa e cuore. Gli animatori adolescenti ci saranno, e insieme ad un educatore maggiorenne formeranno una piccola equipe che accompagnerà in modo fisso il gruppetto di bambini/ragazzi a loro affidato. Mentre gli anni scorsi si poteva fare l’animatore anche solo per stare con gli amici, quest’anno serviranno motivazioni molto forti e una disponibilità a mettersi al servizio dei più piccoli.
Cercheremo di avere una cura particolare per gli animatori adolescenti in modo che per loro questo servizio sia un tempo di crescita e di formazione.

I ragazzi arriveranno all’esperienza degli oratori estivi dopo quasi 4 mesi a socialità e movimenti ridotti: un’ulteriore sfida da affrontare? 
Come tanti altri aspetti di questa epidemia, anche il modo di reagire dei bambini e ragazzi alla ripresa della possibilità di rivedersi dal vivo coi coetanei in un ambiente educativo sarà una sorpresa. Qualcuno sarà molto contento, immaginiamo che qualcuno invece sarà un po’ spaventato dalla vicinanza concreta dell’altro. Qualcuno sarà noncurante e stanco delle regole del distanziamento, qualcuno sarà molto rigoroso e ansioso. Sarà da rielaborare in termini educativi tutti questi vissuti: la paura dell’altro, il rispetto del limite, il bisogno di relazione, la necessità dell’altro per giocare e per crescere…
Qualcuno davanti alle limitazioni imposte dalle norme contro il contagio può spaventarsi e ritirarsi, ma mi piacerebbe che i nostri educatori riescano a vedere anche nelle difficoltà un’occasione educativa.

Vogliamo ricordare termini e costi per le iscrizioni?
In questo momento (lunedì 8 giugno, n.d.r.) non abbiamo ancora tutti i dettagli definiti. Le iscrizioni si svolgeranno online, probabilmente a partire dal 18 giugno. Nella settimana dal 22 al 26 giugno ci saranno anche degli incontri per i genitori, per illustrare bene il progetto, rispondere le domande, e perfezionare l’iscrizione. Anche per quanto riguarda il contributo di partecipazione siamo ancora in via di definizione: dipende dalla disponibilità di sovvenzioni, da alcune verifiche assicurative e dai protocolli di igienizzazione ancora da definire nei dettagli. Si comprende che quest’anno ci sono delle spese in più: termoscanner, gel igienizzante, detersivi adeguati, eventuale sanificazione, materiale a disposizione di ogni gruppo (ogni gruppo di 7-10 bambini/ragazzi avrà bisogno del proprio pallone, dei propri pennarelli…). L’idea è di chiedere 20 euro per l’iscrizione che comprende anche la t-shirt e una mascherina, la copertura assicurativa, e poi chiedere dai 15 ai 30€ alla settimana, con delle variazioni per le diverse proposte (mattina, mattina e pomeriggio, primarie o medie). Per facilitare la pianificazione è stato chiesto alle famiglie di manifestare il proprio interesse compilando il form sul sito www.gopagio.org.

Itinerario per l’oggi guardando al domani

L'epidemia di Covid-19 pone una serie di ostacoli ai modi soliti di svolgere le attività estive nelle parrocchie, associazioni, comunità ecclesiali, ma allo stesso tempo offre un’occasione molto importante per ripensare alcuni temi educativi. Questo breve itinerario vuole essere un aiuto a pensare l’educazione a partire dall’estate 2020, ma guardando al futuro. Le finalità sono:
- Preparare gli educatori a proporre attività formative in tempo di covid-19
- Aiutare il ripensamento dell’opera educativa in ambito ecclesiale
- Suggerire nuovi stili educativi
Ogni incontro avrà un intervento di massimo 30 minuti, uno spazio di lavoro di gruppo, un momento assembleare. L’intervento e il momento assembleare verranno trasmessi in diretta Facebook (Pagina "Arcidiocesi di Gorizia") e Youtube (canale "chiesa di gorizia") e rimarranno a disposizione per chi vorrà guardarli anche in seguito.
Gli incontri si svolgeranno presso il Ricreatorio di Cormons alle 20.30 con queste date e temi:
- Mercoledì 10 giugno: Comunità cristiane in tempo di Covid-19: profezia di futuro?
- Martedì 16: Costruire percorsi: che cosa significa accompagnare in educazione?
- Giovedì 18: Stringere patti educativi: non servizi da sfruttare, ma alleanze da stringere
- Mercoledì 24: Educare al tempo del Covid-19: non solo sicurezza, ma risorsa educativa

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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