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"Qual è l’oggi in cui Dio mi parla?"

Il diario dei giovani della diocesi presenti a Panama: la GMG, in ogni sua edizione, ha delle cose che sono sempre uguali e delle cose che sono sempre nuove. La cronaca non riesce mai a rendere la ricchezza dell’esperienza, tuttavia aiuta a rendersi conto di che cosa si tratta

"Qual è l’oggi in cui Dio mi parla?"

La Giornata Mondiale della Gioventù, in ogni sua edizione, ha delle cose che sono sempre uguali e delle cose che sono sempre nuove. La cronaca non riesce mai a rendere la ricchezza dell’esperienza, tuttavia aiuta a rendersi conto di che cosa si tratta.

Lunedì 21 gennaio
La mattina molto presto abbiamo lasciato Città del Messico per recarci all’aeroporto internazionale dove abbiamo preso il volo per Panama. Siamo partiti con una temperatura di 6° e dopo nemmeno 4 ore di volo siamo arrivati ai 32° dell’istmo del Centro America. In aeroporto ad attendere i pellegrini c’era il vescovo Josè Domingo in persona, oltre che molti volontari. L’idea fin da subito è stata quella di una buona organizzazione.
Ha sorpreso molto il contrasto tra le baracche di Texcoco e i grattacieli di Panama (anche se guardando bene, anche accanto ai grattacieli si vedono baracche).
Siamo stati accolti nelle famiglie della parrocchia Nostra Signora di Guadalupe che con grande generosità hanno apertole loro case, per lo più case in grattacieli piuttosto lussuose (anche se non a tutti è toccata la stessa collocazione). Fin da subito si è respirato clima di GMG con l’incontro di altri gruppi di pellegrini. La sera abbiamo celebrato l’eucarestia insieme a tanti altri italiani in una delle cappelle della parrocchia.
Martedì 22 gennaio
È stata la giornata più "turistica" di quelle trascorse a Panama. Al mattino ci siamo recati a 80 chilometri di distanza dalla città, sul lato atlantico del Paese, vicino alla città di Colon, dove sono visitabili ad Aqua Clara le chiuse del raddoppio del canale di Panama. Quest’opera di ingegneria straordinaria inaugurata nel 1914 è stata raddoppiata nel 2016 con l’apertura di una nuova parte del canale, con delle chiuse che permettono il passaggio a navi ancora più grandi.
Con un certo orgoglio abbiamo osservato il passaggio di mercantili enormi tra le chiuse costruite nella nostra regione dalla Cimolai e transitate per il porto di Trieste. Il veloce passaggio tra le strade della caraibica Colon ci ha dato l’idea che Panama non è solo lusso e ricchezza come si potrebbe pensare guardando da lontano i grattacieli della city.
Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla S. Messa di apertura della GMG presieduta dal vescovo locale José Domingo che con grande energia ha invitato a vivere con gioia questi giorni di incontro in una nazione relativamente piccola per la quale organizzare la Giornata Mondiale della Gioventù è stata proprio una sfida. Lo stile della celebrazione era, senza ombra di dubbio, proprio caraibico.

Mercoledì 23 gennaio
La GMG è tempo di confronto e di formazione per i giovani che vi partecipano. Per questo uno dei momenti fondamentali è lo spazio delle catechesi che aiutano ad approfondire i contenuti del messaggio di papa Francesco per la giornata.
La prima catechesi era sul sogno di Dio per i giovani e aveva come titolo "mi casa es tu casa". Tutti gli italiani si sono ritrovati nella parrocchia ospitante e sono stati divisi in 15 gruppi dove c’era un vescovo catechista. La metodologia però è stata molto più interattiva che in passato. Dopo la preghiera iniziale e un breve pensiero del vescovo è stato proposto un video che aiutava a collegare i propri desideri con il progetto di Dio. I giovani hanno avuto un tempo di riflessione personale e poi di confronto di gruppo da cui sono nate le domande e le considerazioni che sono state il punto di partenza del dialogo col vescovo.
La Messa presieduta dal card. Bassetti ha dato compimento alla mattinata.
Nel pomeriggio c’è stato il tempo per esplorare la città di Panama e per visitare alcune delle molte iniziative collaterali chiamate "Festival della Gioventù".
Alla sera come gruppo ci siamo riuniti per rileggere quanto stavamo vivendo e cogliere dove Dio passa.

Giovedì 24 gennaio
Al mattino si è svolta la seconda catechesi sempre con lo stesso vescovo che nel caso del nostro gruppo è stato mons. Beniamino Pizziol, di Vicenza. In questo secondo incontro, a partire dal brano della visitazione di Maria ad Elisabetta, si è approfondito che cosa significa avere un rapporto vivo con la Parola di Dio. La Messa con mons. Bassetti anche in questo caso è stata particolarmente partecipata e calda.
Nel pomeriggio c’è stato il primo grande appuntamento con papa Francesco che nel frattempo è giunto a Panama. Sulla Cinta Costera, in quello che è stato sopranominato "Campo Santa Maria l’Antigua", c’è stata una festosa accoglienza del successore di Pietro che ha invitato a vivere questi giorni e la propria vita di giovani senza paura.
Molti di noi si sono poi fermati ad ascoltare il festival di musica cristiana denominato "Halleluja Festival". Un momento di adorazione carismatica animata dalla comunità Shalom ha reso ancora più interessante la serata.

Venerdì 25 gennaio
Al mattino agli italiani presenti è stata proposta una grande liturgia penitenziale, in cui vescovi e sacerdoti presenti si sono resi disponibili a donare il perdono, rifacendo l’esperienza di illuminazione del cieco di Gerico. È stato proprio commovente vedere molti giovani fortemente coinvolti e profondamente felici per il dono del perdono.
In serata, sempre nel contesto della Cinta Costera, si è celebrata la via Crucis che ha saputo mescolare danza, musica e testi per aiutare a vedere come la passione di Cristo continua ancora oggi nella sofferenza di molte persone. Ognuna delle diverse stazioni era animata da un paese americano, dagli Stati Uniti al Brasile, mettendo in evidenza alcuni problemi che attraversano un po’ tutte le nazioni.

Sabato 26 gennaio
Il ritrovo è stato alle 7.00 del mattino per cominciare con la celebrazione della Messa la giornata del pellegrinaggio al Campo San Juan Pablo II. Un po’ con i mezzi pubblici e molto a piedi abbiamo raggiunto il luogo della veglia e della messa di invio conclusiva: una grande spianata, pronta per essere edificata, con tutto quanto serviva per accogliere diverse centinaia di migliaia di persone. Delle nubi e un po’ di brezza previdenziale hanno aiutato a sopportare meglio il caldo tropicale.
Verso il tramonto è arrivato papa Francesco che ha animato i giovani presenti.
La veglia è cominciata con tre testimonianze di vita: una famiglia che ha accolto una figlia con sindrome di Down, un ragazzo rimasto senza famiglia, una giovane palestinese… il pontefice ha commentato le loro testimonianze e ha aiutato a vedere come Maria ha risposto alla chiamata della sua vita. Un tempo di adorazione molto semplice, ma sentito, ha fatto rimanere in un silenzio quasi incredibile i 600.000 giovani presenti.
Dopo la musica e la festa c’è stato anche il tempo per pregare il rosario prima di passare la notte sotto le stelle.

Domenica 27 gennaio
La sveglia è stata data molto presto a coloro che hanno dormito al Campo San Juan Pablo II perché la messa con papa Francesco è cominciata alla 8.30 in modo da evitare le ore più calde della giornata. È sempre un’esperienza grande di Chiesa celebrare insieme a cristiani provenienti da tutto il mondo. Papa Francesco, affaticato ma sempre intenso, ha ricordato ai giovani di essere l’oggi della Chiesa e del mondo, non solo il domani. A conclusione della celebrazione è stato annunciato che la prossima celebrazione internazionale della GMG sarà a Lisbona nel 2022. Il ritorno sotto il sole è stato faticoso, ma la gioia dell’incontro ha sostenuto il cammino.
Per buona parte dei pellegrini la domenica pomeriggio e sera è stata vissuta insieme alle famiglie che hanno aperto le proprie case e il proprio cuore.

Lunedì 28 gennaio
Con gli italiani rimasti a Panama anche nella mattina di lunedì 28 ci siamo ritrovati nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe per vivere una celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta dal vescovo di Panama mons. José Domingo.
Con molto calore ed energia il vescovo ha ringraziato per quanto è accaduto nella sua Chiesa, per come Dio si prende cura della piccolezza. Ha poi incoraggiato i giovani dicendo che essere cristiani oggi in Europa è un po’ essere martiri, e ha ribadito l’importanza che ciascuno dei presenti si dia da fare per essere l’oggi di Dio per la Chiesa e per il mondo.
La Chiesa italiana, com’è ormai tradizione, ha portato in dono il crocefisso di S. Damiano e della Madonna di Loreto.
Ci siamo poi dati un momento come gruppo per cominciare a condividere i frutti di questa esperienza particolare di pellegrinaggio.
Lo spunto è venuto dalle parole di papa Francesco… qual è l’oggi in cui Dio mi parla? Da quanto emerso e da come è stato raccontato, è stato molto chiaro che la GMG è stato un evento di grazia.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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