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Pellegrinaggio mariano dell’Ordine di Malta in cattedrale a Gorizia

La celebrazione promossa nei giorni in cui avrebbe dovuto avere luogo l’analoga iniziativa dello Smom al santuario di Lourdes secondo una tradizione  iniziata nel lontano 1958

Pellegrinaggio mariano dell’Ordine di Malta in cattedrale a Gorizia

Per il secondo anno consecutivo a causa dei noti motivi legati alla pandemia di Coronavirus non ha potuto avere luogo il pellegrinaggio internazionale del Sovrano Militare Ordine di Malta a Lourdes.
Il pellegrinaggio,  nato nel 1958 in occasione del primo centenario dalle apparizioni della Vergine alla grotta di Massabielle, nelle ultime edizioni contava la partecipazione di circa cinquemila persone fra cavalieri e dame, volontari e ammalati provenienti da tutto il mondo ovvero dagli stati in cui l’Ordine maggiormente opera per rinnovare l’atto di fiducia e devozione verso Maria che all’interno dell’Ordine è venerata con il titolo di Vergine del Monte Filermo.
Per l’occasione è stato indetto un pellegrinaggio internazionale in unione spirituale, guidato dal cardinale Silvano Maria Tomasi, delegato del Papa presso l’Ordine che ha celebrato una santa Messa presso la grotta di Lourdes presente nei giardini vaticani.
A questo importante evento si è unita anche la delegazione del Friuli Venezia Giulia che si è riunita nella Cattedrale goriziana domenica 2 maggio scorso per la recita del  rosario e la celebrazione della Messa: il momento di preghiera sarebbe dovuto avvenire presso la grotta di Lourdes dell’ex seminario minore ma che a causa del maltempo è stato spostato in cattedrale. Ed in tanti hanno ricordato che proprio 29 anni fa, nello stesso giorno e nello stesso luogo, recitava il rosario San Giovanni Paolo II in visita pastorale alla città di Gorizia.
Il cappellano capo della delegazione monsignor Arnaldo Greco ha presieduto la Messa ricordando il pellegrinaggio a Lourdes come atto di omaggio a Maria e di vicinanza ed aiuto agli ammalati, assieme alle altre opere di carità e di sostegno che avvengono nelle singole delegazioni durante l’anno, non devono perdere la loro connotazione specificatamente cristiana poiché l’Ordine rimane un tralcio ben innestato nella vera vite che è Cristo: il cristiano impegnato nell’Ordine di Malta, aiutato dalla grazia agisce all’interno della Chiesa e per la chiesa a favore di tutti gli uomini e donne bisognosi e tramite la sua opera si rende testimone della presenza del Risorto nel mondo.
Bella e numerosa la partecipazione che ha visto riunite in cattedrale le varie espressioni della vita dell’Ordine: numerosi cavalieri e dame, vari volontari, barellieri e sorelle fra i quali alcuni giovani, ed una rappresentanza del CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, particolarmente impegnato nella lotta alla pandemia ed alcuni cappellani.
La preghiera del Cavaliere recitata dal vice-delegato Carlo del Torre, che rappresentava il delegato fra Nicolò Custoza, assente perché impegnato alla celebrazione a Roma, ha concluso la celebrazione: una preghiera significativa che ricorda  come l’Ordine vive essenzialmente perché abbracciato alle due colonne portanti della propria spiritualità, la difesa della fede e l’aiuto ai poveri, vissute in maniera silenziosa e disinteressata.
Per dare la possibilità a più persone di unirsi spiritualmente al momento di preghiera, la Messa è stata trasmessa in streaming sul canale della parrocchia di Grado grazie alla disponibilità dell’arciprete e dei bravi tecnici che trasmettono in rete le liturgie della parrocchia.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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