Chiesa
stampa

Non ci indurre in tentazione

Rileggendo la preghiera insegnata da Gesù è possibile affrontare gli interrogativi che nascono dal nostro vissuto anche in un periodo come l’attuale /9

Parole chiave: Padre Nostro (8), preghiera (21), analisi (9)
Non ci indurre in tentazione

Proseguiamo questa settimana l’analisi dell’invocazione "Non ci indurre in tentazione" già avviata la scorsa settimana e che per motivi di spazio abbiamo dovuto dividere in due parti. Riprendiamo riproponendo l’ultimo capoverso già pubblicato lo scorso numero per un errore tipografico di cui ci scusiamo con l’autore ed i lettori.
Nessuno quando è tentato dica: "Sono tentato da Dio", perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte (Gc 1, 13-15).
Per questo autore neotestamentario l’esperienza della tentazione riguarda l’interiorità umana che di fronte a un avvenimento sceglie come comportarsi. Se la tradizione anticotestamentaria attribuisce a Dio il ruolo di agente nella tentazione, Giacomo invece sostiene che essa ha luogo nell’intimo dell’essere umano.
Se si accetta l’ipotesi della Lettera di Giacomo, che si affianca alle tradizioni dell’Antico Testamento, si può concludere che Dio non tenta, ma chiede una relazione con Lui che sia forte, intensa. Come avviene nei rapporti umani, se essi non si rinvigoriscono si affievoliscono e finiscono, così succede nella relazione con Dio.
La tentazione non indica una situazione di male già attuata, ma un bivio, con la possibilità di scelta tra due direzioni. Gesù stesso è stato tentato. Come dunque possiamo rivolgere a Dio la preghiera Non ci indurre in tentazione?  Le tre tentazioni vissute da Gesù prima della sua missione hanno riscontri nella sua vita concreta.
Il racconto evangelico matteano delle tentazioni, come peraltro anche quello lucano, ha del fantasioso e del meraviglioso, ma riproduce, appunto, dinamiche che Gesù ha dovuto affrontare lungo il corso della sua missione.
Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio di’ che queste pietre diventino pane". Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4, 1-4).La prima tentazione è quella economica. Nel botta e risposta verbale tra il diavolo e Gesù, il secondo ribatte: "Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".
Nella Palestina del I secolo la situazione era disastrosa con la dominazione romana, la mancanza di lavoro e migliaia di persone affamate. Si attendeva un messia che potesse risolvere soprattutto i pro-blemi economici. Per Gesù questa è stata una grande tentazione, ma la sua missione è quella di portare non il pane, ma la parola di Dio. Nel racconto della moltiplicazione, secondo la redazione giovannea, quando vogliono farlo re, fugge.
Allora la gente, visto il segno che aveva compiuto, diceva: "Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!". Ma Gesù sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo (Gv 6, 14-15).
La seconda tentazione è quella del miracolismo religioso.
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù, sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". Gesù gli rispose: "Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo" (Mt 4, 5-7).
Il diavolo qui addirittura ricorre alle parole della Bibbia per mettere in crisi Gesù, e passa dal linguaggio immaginifico a quello realistico. Nel Salmo 91, con parole simboliche, si sta narrando l’esperienza del credente che, dopo un evento drammatico, viene salvato da Dio. Il diavolo ricorre alle stesse parole per chiedere a Gesù di scendere dal pinnacolo del tempio, con un gesto miracoloso che lo farà riconoscere come Figlio di Dio. Questa seconda tentazione sembrerebbe la strada di una Chiesa perfetta che si basa sui miracoli. In realtà è la più subdola delle tre tentazioni. Gesù non accetta la sfida di scendere dal pinnacolo, e risponde: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo.
Anche questa tentazione è stata vissuta concretamente nella missione di Gesù quando i capi religiosi gli hanno chiesto un segno dal cielo per dimostrare in maniera incontrovertibile il suo statuto messianico.
I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo (Mt 16, 1).
Viene usato il verbo greco peirazo che è il termine della tentazione. Tentato a concedere un gesto meraviglioso che avrebbe convertito tutto il popolo Israele, Gesù non cede.
Ma egli rispose loro: "Quando si fa sera, voi dite: "Bel tempo, perché il cielo rosseggia"; e al mattino: "Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo". Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona" (Mt 16, 2-4).
Il riferimento al segno di Giona è ambiguo, perché rimanda all’evento della sua morte e risurrezio-ne, fatti che non servono certo a dimostrare in maniera oggettiva e incontrovertibile il suo statuto messianico. Gesù compie miracoli, ma per il povero, per il derelitto, per l’affamato. Soprattutto non ama che si parli dei suoi gesti taumaturgici, perché portano a fraintendere il suo messaggio. La religione miracolistica è una  tentazione per Gesù, come per la Chiesa.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: "Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei il Figlio di Dio, e scendi dalla croce!" (Mt 27, 39-40).
Va notato il parallelismo tra l’invito a scendere dal pinnacolo del tempio e la richiesta di scendere dalla croce. Realizzando quest’ultimo gesto Gesù avrebbe potuto dimostrare con evidenza a tutti che egli era il Figlio di Dio, ma non l’ha fatto. Per quale motivo?  Se Gesù fosse sceso dal patibolo avrebbe distrutto la logica della fede. Non poteva scendere da quella croce se voleva essere fedele al suo Vangelo. La tentazione del miracolismo religioso è subdola, perché sradica i miracoli dal loro contesto: quando Gesù compiva i miracoli non esisteva l’ateismo. I miracoli sono diventati dei vessilli contro quest’ultimo,  eventi portentosi e inspiegabili che  proverebbero l’esistenza di Dio. La Chiesa dovrebbe avere chiarissima la distinzione tra miracoli evangelici di soccorso e solidarietà e i fenomeni miracolosi tesi a suscitare fascinazione e meraviglia. Le Madonne che piangono, i fazzoletti che si tingono, il sole che gira non sono in rapporto con i segni compiuti da Gesù.
La terza tentazione è quella del potere.
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: "Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai". Allora Gesù gli rispose: "Vattene Satana! Sta scritto infatti: Il Signore Dio tuo adorerai: a lui solo renderai culto". Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano (Mt 4, 8-11).
Gesù ha vissuto anche questa tentazione in maniera molto concreta. Nel Vangelo di Matteo, quando egli annuncia la sua salita a Gerusalemme, dove dovrà morire, Pietro reagisce.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: "Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!" (Mt 16, 22-23).
Gesù precedentemente aveva detto a Pietro: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Mt 16, 18). Pietro quindi viene esaltato da Gesù, ma subito dopo criticato. Satana non risulta più un personaggio metafisico, ma è identificato con il discepolo che vuole seguire un messia vincente e glorioso, un liberatore politico. Si può immaginare lo sconcerto di Pietro, che invece si trova di fronte a un uomo perdente, disposto a morire. Gesù non intende perseguire una logica di potere, ma semplicemente essere fedele al progetto divino. Poco tempo fa qualcuno ha pensato che anche il potere fosse evangelizzabile. Nella storia politica italiana i cristiani hanno ritenuto che fosse possibile usare il potere senza esserne fagocitati, ma hanno sbagliato. Nell’Apocalisse il potere viene presentato come una bestia assolutamente indomabile. Tuttavia il potere non è solo quello dell’economia, della politica: ogni persona ne gestisce una parte più o meno piccola: dei mariti sulle mogli e viceversa, dei genitori sui figli e viceversa, dei preti sui fedeli e viceversa, del capufficio sui dipendenti e viceversa. Ogni relazione interpersonale sottostà a questa dinamica. Il rapporto umano, di qualsiasi tipo sia, o è liberante oppure è asservente e quindi distruttivo.
Questa terza tentazione di Gesù è anche quella di ogni essere umano in rapporto al modo in cui vive le relazioni.
In conclusione, la petizione Non ci indurre in tentazione va intesa nel seguente senso: quando ci si trova nella tentazione, si deve richiedere a Dio la forza vitale, che deriva da lui. La qualità del rapporto con Dio è la condizione per superare la tentazione. Se si pensa di non essere stati tentati, non è perché si è fedeli a Dio, ma perché si è così superficiali nella relazione con Lui da non accorgersi di esserlo o esserlo stato. Quanto più si vive un rapporto impegnativo con Dio, tanto più ci si rende conto delle situazioni che ci allontanano e separano da lui, portandoci a percorrere una strada autonoma di falsa libertà.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Non ci indurre in tentazione
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.