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Monte Santo: luogo di incontro e cammino comune delle nostre Chiese

Domenica 29 maggio il pellegrinaggio delle diocesi di Gorizia e Koper-Capodistria al santuario che nel 2017 celebrerà i 300 anni dell’incoronazione della Madonna

Parole chiave: Santuario Monte Santo (2), mese mariano (23), pellegrinaggi (96)
Monte Santo: luogo di incontro e cammino comune delle nostre Chiese

Ritorna puntuale anche quest’anno, domenica 29 maggio, il Pellegrinaggio interdiocesano a Monte Santo. Occasione che ritorna sul calendario a ricordarci ancora una volta quel Santuario che dall’alto veglia sul Goriziano e sulle sue Chiese, chiamate oggi ad un cammino non solo di concordia, riconciliazione e pace, ma di incontro, conoscenza e collaborazione che, forse, sono ancora più difficili da attuare, perché chiamano in causa presente e futuro delle nostre Chiese "sorelle".
Si avvicina, inoltre, a grandi passi, una significativa ricorrenza: i 300 anni dall’Incoronazione della Madonna di Monte Santo, avvenuta il 6 giugno  1717 in Piazza Grande a Gorizia.
"Era il giorno 6 giugno 1717. Albeggiava, quando la S. Immagine, portata da quattro P. Francescani in tonicella e accompagnata da numeroso stuolo di devoti, iniziò la sua prima discesa dal Monte. Squillavano nel silenzio mattutino le campane del Santuario, in fondo alle valli e sulle cime dei monti tuonavano festosamente i mortaretti, cielo e terra parevano alternarsi gaudiosi nell’angelico saluto: Ave Maria. Ad ogni sbocco di strada altri fedeli si  univano al corteo, altre bandiere e sacre insegne ne accrescevano lo splendore. E Maria avanzava, salutata e benedetta, passava gloriosa sotto un magnifico arco trionfale, ed entrava in Gorizia accolta da incessanti dimostrazioni di gioia e di affetto. Gorizia era tutta quanta in festa: in festa le case, le vie, i cuori. In quel dì l’attuale piazza Vittoria aveva assunto un aspetto fantastico: era tutta bandiere, arazzi, decorazioni, verzura e fiori. Dinanzi al Capitanato era stato eretto un altare riccamente ornato, provvisto di baldacchino e trono, e su questo fu deposta la sacra Immagine del Monte Santo. Erano presenti tutte le Autorità, la milizia, la truppa civica e la gioventù studiosa. Un’immensità di popolo gremiva la piazza. Rimbombo di artiglierie, concerti musicali e suono di campane annunziavano l’approssimarsi di un momento solenne. Poi si fece un profondo silenzio. Allora il vescovo di Pedena, Mons. Francesco Marotti, delegato pontificio, assistito dall’abate Mons. Giuseppe Fattori e da numeroso clero, compì l’atto rituale dell’Incoronazione imponendo, con mani tremanti per rispetto e commozione, preziose corone d’oro sui capi della Beata Vergine e del divin Bambino. Momento solenne, spettacolo grandioso quella folla immensa, inginocchiata, rapita, raccolta in un religioso silenzio più eloquente di qualsiasi canto, dominata da un solo sentimento, fuso in un solo palpito di fede e di amore! Dopo l’Incoronazione, il Vescovo, cantato il Te Deum, celebrò la Messa Pontificale accompagnata da scelta musica eseguita da un corpo corale ed orchestrale venuto appositamente da Venezia. Il sermone d’occasione fu tenuto da Padre Lodovico della Vigna, pure di Venezia. Il giorno seguente l’Incoronata venne riportata processionalmente al Monte Santo, ove si tenne, a completamento della solennità, un ottavario di S. Messe, vesperi e prediche con un concorso di popolo mai veduto: 130 mila persone" (F. Castelliz, Il Santuario e la Sacra Effigie del Monte Santo di Gorizia).
Di quella memorabile giornata resta oggi un piccolo e significativo ricordo. In quell’occasione venne inaugurata sul palazzo Della Torre (odierna prefettura di Gorizia) un’effigie in pietra della Vergine di Monte Santo. Tale manufatto è oggi visibile a Mariano del Friuli, in un palazzo di via Cavour.
Si tratta di un gruppo scultoreo formato dalla Madonna con bambino, San Giovanni Battista ed il profeta Isaia con lesene sormontate da un timpano con corona e ai lati quattro puttini. Sotto la base vi è un’iscrizione a testimonianza: "Hic coronata MDCCXVII". Ignote restano ad oggi le motivazioni di questo trasferimento. Sconosciuto anche l’autore, sebbene gli angeli - secondo il professor Sergio Tavano che ringrazio per la segnalazione - hanno qualche affinità formale con quelli che il Bensa scolpì nel 1756 per la cappella del Santissimo del Duomo di Gorizia: ci potrebbe essere una continuità di scuola. L’originalità del manufatto è data in quanto si tratta dell’unica traduzione plastica della sacra immagine della Madonna di Monte Santo.
L’anniversario dell’Incoronazione potrebbe benissimo passare del tutto inosservato. Sia consentito, invece, pensare che tale ricorrenza - e soprattutto la sua preparazione - possa essere l’occasione propizia per riallacciare gli antichi legami e far divenire nuovamente il Monte Santo luogo di riferimento spirituale per la città di Gorizia ed il suo territorio. Sarebbe oltremodo significativo che il 6 giugno 2017, a ricordo di quella significativa giornata, la Madonna di Monte Santo - Sveta Gora - Monsanta possa scendere nuovamente nella sua città, in quella piazza in cui venne incoronata nel 1717. Nel 2017 si conterebbero anche 25 anni dalla sua ultima traslazione a Gorizia, avvenuta nel 1992 in Cattedrale in occasione della visita di San Giovanni Paolo II. Un auspicio che può diventare una proposta, affinché quello spirito autenticamente goriziano di apertura e incontro possa trovare nuovamente vigore e slancio, sotto la protezione della Vergine del Monte Santo.

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